Strategia per l’ambiente marino: pubblicati in Gazzetta i traguardi fissati dall’Italia

[11 novembre 2014]

L’Italia determina il buono stato ambientale e definisce i traguardi ambientali per le acque  e l’ambiente marino. E’ stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale di ieri il relativo decreto ministeriale. Secondo il decreto legislativo del 2010 (il numero 190) che recepisce della direttiva del 2008 sulle azioni strategiche in materia di ambiente marino da realizzare nell’ambito della regione del Mar Mediterraneo e relative sottoregioni, il Ministero dell’ambiente deve infatti promuovere e coordinare, la valutazione iniziale dello stato ambientale attuale e dell’impatto delle attività antropiche sull’ambiente marino. Quindi, avvalendosi del Comitato, determina, con apposito decreto, sentita la Conferenza unificata i requisiti del buono stato ambientale per le acque marine sulla base di descrittori qualitative, tenuto conto delle pressioni e degli impatti e segnatamente delle caratteristiche fisico chimiche dei tipi di habitat, delle caratteristiche biologiche e dell’idromorfologia. E sulla base della valutazione iniziale il Ministero dell’ambiente, sempre avvalendosi del Comitato, sentita la Conferenza unificata, definisce traguardi ambientali e gli indicatori ad essi associati, al fine di conseguire il buon stato ambientale.

La direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino prevede che ogni Stato Membro sviluppi una strategia per il conseguimento o il mantenimento del buono stato ambientale dell’ambiente marino entro il 2020. Dove per “buono stato ambientale” s’intende lo stato ambientale delle acque marine che consente di preservare la diversità ecologica e la vitalità di mari e oceani, che consente di mantenerli puliti, sani e produttivi, e che consente l’utilizzo dell’ambiente marino in maniera sostenibile. Uno stato che permette il funzionamento completo della struttura, delle funzioni e dei processi degli ecosistemi e il mantenimento della loro resilienza. Le specie e gli habitat marini devono essere protetti e preservati: deve essere evitata la perdita di biodiversità dovuta all’attività umana e le diverse componenti biologiche funzionino in modo equilibrato. Le proprietà idromorfologiche e fisico-chimiche sostengano gli ecosistemi in tale senso, e gli apporti antropogenici di sostanze ed energia non devono determinare rischi significativi alla biodiversità, gli ecosistemi e l’ambiente marino, nonché per la salute umana o gli usi legittimi del mare.

Con il decreto del 2010 l’Italia cerca di affrontare organicamente la protezione dei suoi mari basata sulla conoscenza effettiva dello stato dell’ambiente su scala nazionale.

Tale processo consiste di una fase di preparazione alle strategie marine articolata in quattro stadi, la valutazione iniziale, la determinazione del buono stato ambientale, la definizione dei traguardi ambientali e la predisposizione dei programmi di cui fa seguito l’elaborazione di un programma di misure necessarie al conseguimento o mantenimento del buono stato ambientale. Il buono stato ambientale è il concetto chiave della politica europea e quindi del decreto. Tale status ambientale è da conseguire mantenere entro il 2020 per ciascuna delle tre sub-regioni marine individuate per l’Italia ossia Mediterraneo occidentale, Adriatico, Ionio e Mediterraneo centrale.

Sul piano dei contenuti della valutazione iniziale, il decreto stabilisce che vengano considerati i tre aspetti come l’analisi degli elementi, delle caratteristiche essenziali e dello stato ambientale attuale della regione marina: l’analisi dei principali impatti e delle pressioni che influiscono sullo stato ambientale della regione o sottoregione marina, la quale tenga conto delle tendenze rilevabili e consideri i principali effetti cumulativi e sinergici, e delle valutazioni pertinenti, effettuate in base alla vigente legislazione comunitaria; l’analisi degli aspetti socio-economici dell’utilizzo dell’ambiente marino e dei costi del suo degrado.

Del resto l’ambiente marino costituisce un capitale prezioso ed è un importante fattore di prosperità economica, di benessere sociale e di qualità della vita.

I mari e gli oceani rappresentano il 99 % dello spazio vitale disponibile sul nostro pianeta, coprono il 71 % della superficie terrestre e contengono il 90 % della biosfera. L’ambiente marino è un elemento indispensabile alla vita sulla terra (in particolare in quanto principale fonte di ossigeno) e svolge un ruolo determinante sul clima.