Riceviamo e pubblichiamo

Sul Parco nazionale dell’arcipelago toscano e le tartarughine di Marina di Campo

Tanelli: «Forse un segno affinché si abbia la nomina del nuovo mandato presidente alla sua scadenza naturale, come previsto dalla legge»

[22 giugno 2017]

Fra un paio di settimane scadrà il mandato di Giampiero Sammuri alla presidenza del Pnat, il Parco nazionale dell’arcipelago toscano; più o meno negli stessi giorni di venti anni fa, dopo un anno dal decreto che il 22 luglio 1996 istituiva l’Ente parco, si concludevano le nomine dei membri del Consiglio direttivo.

Passata la calura estiva, il 4 settembre nella saletta dell’Apt di Portoferraio, si riunì per la prima volta il Consiglio. Un paio di mesi dopo, Nino Martino prese servizio come direttore. Il Parco nazionale iniziava così il suo cammino.

Da allora, alle scadenze del mandato presidenziale si è ripetuto il rituale dei 45 giorni di prorogatio, alla ricerca, più o meno turbolenta, di un accordo fra Ministero e Regione, sulla designazione del nuovo presidente.

In questi giorni l’Elba e l’Arcipelago vivono un evento di grande significato e di grande auspicio. La notte del 19 giugno una tartaruga marina ha deposto le sue uova nella spiaggia di Marina di Campo. Fra 45- 65 giorni si schiuderanno le uova e le tartarughine scenderanno in mare. Forse un segno affinché si eviti di percorrere le lungaggini della gestione in prorogatio, così da avere la nomina del nuovo mandato presidenziale alla sua scadenza naturale come previsto dalla legge.

Personalmente ritengo che Giampiero Sammuri e Franca Zanichelli abbiano espletato le loro missioni di presidente e direttore con grande professionalità e saggezza, e auspico che il loro lavoro possa continuare nel futuro del nostro Parco. Anche le tartarughine che ad agosto scenderanno nel mare dell’arcipelago meritano un Parco nel pieno delle sue attività di indirizzo e di gestione.