Svelato il mistero delle origini del bisonte europeo, confrontando DNA antico e pitture rupestri

Discende da un ibrido tra uro e bisonte della steppa, il cosiddetto busone del bisonte

[19 ottobre 2016]

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Ci sono voluti tre ricercatori australiani, Julien Soubrier, Graham Gower e Alan Cooper dell’Australian centre for ancient DNA (Acad) della School of biological sciences, dell’università di  Adelaide per svelare il mistero dell’origine del bisonte europeo con lo  studio “Early cave art and ancient DNA record the origin of European bison” appena pubblicato su Nature Communications.

I tre ricercatori, che hanno scherzosamente definito la loro ricerca il “Bosone del bisonte”, paragonandolo al Il Bosone di Higgs, la particella subatomica  sulla cui esistenza si indagava fibn dagli anni ’60 e che e è stata confermata solo  2012,  spiegano che hanno «La ricerca del DNA antico ha rivelato che gli artisti delle caverne dell’era glaciale hanno registrato una specie ibrida precedentemente sconosciuta di bisonti e bovini in modo molto dettagliato sulle pareti delle caverne più di 15.000 anni fa».

Le specie misteriosa, conosciuta dai ricercatori come “il bisonte di Higgs*  per la sua sfuggente natura, ebbe origine più di 120.000 anni fa  grazie all’ibridazione dell’uro  (Bos primigenius), l’estinto antenato dei bovini moderni, e il bisonte delle steppe (Bison priscus) che vagava nelle fredde praterie fredde dall’Europa al Messico.

La ricerca pubblicata su Nature Communications rivela che la misteriosa specie ibrida- dnominata “CladeX” –  alla fine diventò l’antenato del moderno bisonte europeo  (Bison bonasus), che sopravvive nelle riserve protette, come la foresta di Bialowieza tra la Polonia e la Bielorussia.

Copper, direttore dell’Acad,  sottolinea che «Scoprire che un evento di ibridazione ha portato ad una specie completamente nuova è stata una vera sorpresa, dato che questo non dovrebbe succedere nei mammiferi. I segnali genetici dalle antiche ossa di bisonte erano molto strani, ma non eravamo abbastanza sicuri che si trattasse di una specie realmente esistita, così abbiamo ci siamo riferiti a lei come il bosone del bisonte».

Il team internazionale di ricerca comprendeva anche scienziati dell’università della California –  Santa Cruz, ricercatori polacchi che si occupano di salvare gli ultimi bisonti europei e paleontologi europei e russi. Questo team interdisciplinare ha studiato l’antico DNA estratto dalle ossa e i  denti trovati nelle grotte di tutta Europa, degli Urali e del Caucaso e datati al  radiocarbonio per tracciare la storia genetica delle popolazioni. E’ così che hanno scoperto in molte ossa fossili di bisonte un segnale genetico particolare,  molto diverso dal bisonte europeo o da qualsiasi altra specie conosciuta.

La datazione al radiocarbonio ha dimostrato che la specie misteriosa è stata diffusa per migliaia di anni in molte arre dell’Europa, ma che si alternava nel tempo con il bisonte delle steppe, che precedentemente  veniva considerato l’unica specie di bisonte presente nella tarda era glaciale europea.

Soubrier spiega a sua volta che «La datazione delle ossa  ha rivelato che la nostra nuova specie e il bisonte della steppa si sono scambiati il predominio in Europa per diverse volte, di concerto con i grandi cambiamenti ambientali causati dai cambiamenti climatici. Quando glielo abbiamo chiesto, i ricercatori delle grotte francesi ci hanno detto che c’erano infatti due distinte forme di arte dei bisonti nelle grotte glaciale e si è scoperto che  le loro epoche corrispondevano quelle delle diverse specie. Non avremmo mai immaginato che gli artisti delle caverne avessero dipinto delle immagini di entrambe le specie utili per noi».
Infatti le pitture rupestri dei nostri antenati raffigurano sia bisonti con lunghe corna e grandi quarti anteriori (più simili al bisonte americano, che è discende dal bisonte delle steppe) che con corna più ridotte e piccole gobbe, più simili al moderno bisonte europeo.

Cooper aggiunge: «Una volta formatasi, la nuova specie ibrida sembra essersi scavata con successo una nicchia nel territorio e si è isolata geneticamente. Era dominante durante i periodi più freddi simili a quelli della tundra,  senza estati calde, ed è stata la più grande specie europee a sopravvivere alle estinzioni della megafauna. Tuttavia, il moderno bisonte europeo sembra geneticamente molto diverso in quanto è passato attraverso un collo di bottiglia genetico di soli 12 individui negli ann i ‘20, quando quasi si estinse. Ecco perché la forma antica sembrava così tanto una nuova specie».

Beth Shapiro, dell’università della California –  Santa Cruz, che per prima ha indagato  sul mistero del bisonte nel 2001, conclude: «Quindici anni dopo è bello finalmente arrivare alla fine della storia. E ‘sicuramente stata una lunga strada, con un sorprendente numero di colpi di scena».