A Talamone pescatori e ambientalisti alleati per la tutela della biodiversità

Istituire l’area marina protetta Monti dell’Uccellina per estendere la competenza del Parco fino al mare

[8 agosto 2017]

Buone pratiche e alleanze per la tutela della biodiversità marina: questo il tema dell’incontro tenutosi questa mattina all’Acquario di Talamone, che  ha visto confrontarsi Angelo Gentili, segreteria nazionale Legambiente, Valerio Berardi Comandante Capitaneria di Porto di Porto Santo Stefano, Salvatore Sanna vicepresidente Federparchi, Lucia Venturi presidente Parco della Maremma, Fabrizio Serena Cnr–Iamc, Salvatore Gino Gabriele sindaco di Pantelleria, Roberto Manai Federpesca Toscana, Massimo Guerrieri presidente Federcoopesca Toscana e Stefano Covitto assessore del Comune di Orbetello.

Secondo i dati derivanti dai progetti Legambiente per la biodiversità, «Ogni anno, oltre 130 mila tartarughe marine della specie Caretta caretta rimangono vittime di catture accidentali da parte dei pescatori professionisti. Circa 70.000 abboccano agli ami utilizzati per la pesca al pescespada. Per questo, durante l’incontro, è stato promosso fortemente l’atteggiamento collaborativo tra enti (comuni e parchi), operatori economici (pescatori) e associazioni ambientaliste, che possano produrre progettualità ed esperienze atte a tutelare la biodiversità, creando opportunità lavorative e aprendo ad altri settori economici, come quello del turismo. Il ruolo del pescatore, inoltre, può rivestire un’importanza sempre maggiore, agendo come prima sentinella del mare e contribuendo a preservare specie marine come quella della Caretta caretta, spesso salvata dai pescherecci e portata al centro di recupero per le tartarughe marine di Talamone. Per questo motivo, prima della conferenza, alcuni esponenti di Legambiente si sono recati a Porto Santo Stefano per sostenere il progetto “Tartalife” e distribuire materiali informativi a pescatori, diportisti e cittadini su cosa fare in caso di ritrovamento di tartarughe marine in difficoltà».

Gentili ha sottolineato che «L’ecosistema marino ha forte necessità di essere tutelato, anche attraverso un rapporto di collaborazione con il mondo della pesca. È fondamentale, infatti, condannare e ostacolare la pesca a strascico e i metodi di pesca illegale, ma nello stesso tempo va riconosciuta l’ attività svolta dai pescatori per il recupero della tartaruga Caretta caretta che, negli ultimi anni, è tornata nidificare in Maremma. Inoltre  segnaliamo con forza l’importanza delle aree marine protette, con particolare attenzione verso quella  davanti alle coste del Parco della Maremma e denominata “Monti dell’Uccellina” che è già nella lista di reperimento del Ministero dell’Ambiente».

La presidente del parco Regionale della Maremma, Lucia Venturi, conclude: «Gli studi per motivare l’istituzione dell’area marina ci sono così come una bozza di perimetrazione che va però condivisa con tutti gli attori in gioco, perché il percorso deve necessariamente essere partecipato così da comprendere appieno le potenzialità che l’Area marina protetta rappresenta per le economie locali».