Legambiente alle istituzioni

Tartarughe marine a Scarlino, dopo le nascite ora «monitoraggio e tutela»

[23 ottobre 2013]

Dopo la nidificazione e la schiusa di uova delle tartarughe Caretta caretta sulla costa del Comune di Scarlino, Legambiente scrive all’assessore all’Ambiente della Regione Toscana, al presidente ed all’assessore all’Ambiente della Provincia di Grosseto, al Sindaco di Scarlino, all’Arpat, al Cfs ed ai presidenti dei parchi della Maremma e dell’Arcipelago Toscano, «Per mettere in evidenza un evento eccezionale e al tempo stesso di grande significato da un punto di vista scientifico, che pochi giorni fa si è verificato su una delle spiagge del Comune di Scarlino».

Si tratta del rinvenimento di alcuni piccoli della tartaruga marina Caretta caretta, «Specie compresa all’interno della Direttiva “Habitat”, protetta da numerose Convenzioni internazionali e inserita nella Lista Rossa dell’Unione mondiale per la conservazione della natura, ma che rischia di estinguersi a causa di molteplici minacce. Si tratta probabilmente della prima segnalazione documentata di nidificazione della specie in Toscana, in tempi recenti», ricordano Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana, e Angelo Gentili, della segreteria nazionale del Cigno Verde – Come sapete, ogni anno, nel mar Mediterraneo, muoiono migliaia di esemplari di Caretta caretta (oltre 130.000 secondo alcuni studi, ma probabilmente i dati sono sottostimati) per catture accidentali da parte di palangari pelagici, reti a strascico e da posta, per traffico nautico, inquinamento e scomparsa dei siti di nidificazione. Proprio per ridurre la mortalità da catture accidentali, la Commissione europea ha finanziato alcuni progetti specifici per la salvaguardia di questa specie tra i quali con Life Natura il progetto “Tartalife” che coinvolge altre a Legambiente e a numerosi parchi e aree marine protette, Cts, Cn Ismar, il Consorzio Unimar».

Nella Lettera Ferruzza e Gentili  si rendono disponibili a collaborare con le istituzioni e chiedono, per il caso specifico di Scarlino, che «Venga effettuato un attento monitoraggio della recente zona di nidificazione. È necessario a tal proposito che si continui ad applicare con scrupolosità il piano d’azione nazionale per la conservazione delle tartarughe marine e si faccia una attenta opera di divulgazione e promozione dello stesso anche attraverso materiale informativo ed incontri appositi tra i soggetti e le istituzioni coinvolte. In modo particolare chiediamo che a titolo cautelativo si dismettano le attività di pulizia meccanica sul sito in esame, nel periodo estivo.

Siamo disposti in tal senso a collaborare per la pulizia manuale (con i nostri volontari), dell’area in questione, per la realizzazione e  predisposizione di una adeguata cartellonistica che segnali il sito e informi i cittadini e i turisti sull’importanza dell’evento in oggetto, per la delimitazione del luogo al fine di evitare intrusioni e disturbo in special modo nel periodo di nidificazione. Riteniamo di fondamentale importanza sostenere le attività dei Centri di recupero che operano lungo la costa Toscana. Cliniche che intervengono con personale specializzato per soccorrere animali in difficoltà che dopo cure veterinarie (che in molti casi possono durare mesi) vengono restituiti al mare: un lavoro prezioso, costante e oneroso che nella maggior parte dei casi ricade sulle spalle delle associazioni e delle istituzioni locali coinvolte».

I due esponenti di Legambiente sottolineano inoltre che «Accanto al recupero, monitoraggio e ricerca sulle tartarughe, non vanno dimenticate le altre importanti attività che si possono essere programmate al fine di attuare una corretta e capillare formazione, informazione e sensibilizzazione degli attori coinvolti: enti locali, pescatori, turisti, popolazioni locali, mondo scolastico, associazionismo. Sarebbe infatti oltremodo necessario dare seguito a questo evento eccezionale di particolare rilievo per la salvaguardia della biodiversità marina e per la tutela di una specie simbolo per l’area definita dal Santuario dei Cetacei e per l’intero mar Mediterraneo, con un incisivo e determinante progetto che miri alla maggiore e migliore tutela della Caretta caretta oltre che ad una campagna di informazione basata su dati scientifici e sui risultati di specifici monitoraggi».