Task force Unep: tolleranza zero contro la strage di 25 milioni di uccelli all’anno nel Mediterraneo

Italia la peggiore dell’Ue: uccisi dai bracconieri 18 uccelli per Km2

[18 luglio 2016]

Uccelli uccisi

Nei giorni scorsi i governi di tutto il Mediterraneo hanno concordato sulla necessità di pene più severe e di una sorveglianza più rigorosa per imporre una nuova politica di “tolleranza zero” per tentare di reprimere il massacro di milioni di uccelli migratori che avviene ogni anno nella regione.

L’United Nations environment programme  (Unrep) spiega che «Si stima che circa 25 milioni di uccelli vengono uccisi ogni anno nel Mediterraneo mentre migrano tra l’Europa e l’Africa, il che porta al rapido declino di specie come l’ormai vulnerabile tortora comune europea, il cui numero  in alcuni Paesi,  a partire dal 2000, è sceso fino al 90%».

Per arginare la strage di uccelli migratori, che vengono uccisi catturandoli con colle, reti e tagliole, i governi riuniti in Egitto hanno concordato una serie di impegni politici come sanzioni più pesanti e una maggiore sorveglianza, aumentando anche il dispiegamento di polizia ambientale (proprio mentre l’Italia si appresta ad abolire il Corpo forestale dello Stato) per scoraggiare il bracconaggio.

Impegni che fanno parte della Dichiarazione del Cairo che è stata adottata  dal primo meeting della task force intergovernativa sulla uccisione illegale, la cattura e il commercio degli uccelli migratori nel Mediterraneo, convocata dalla Convention on the conservation of migratory species of wild animals (Cms) dell’Unep.

Bradnee Chambers, segretario esecutivo della Cms, ha sottolineato che «Gli uccelli vengono braccati, intrappolati e macellati su scala industriale mentre fanno i loro lunghi viaggi attraverso il Mediterraneo. Questo massacro senza senso ha innescato un preoccupante calo in molte specie. Ma non solo gli uccelli a soffrire. Reti criminali internazionali stanno incassando con un commercio illegale che si estende dal Golfo verso l’Italia, minando la sicurezza nei Paesi in tutta la regione. La dichiarazione del Cairo manda un messaggio forte ai criminali che queste pratiche barbariche non saranno più tollerate»

La Task Force riunisce i governi dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, compresi la Siria, l’Algeria, Malta, il Marocco e naturalmente l’Itali, così come le organizzazioni internazionali, l’Unione europea, i networks,legali, le associazioni venatorie, e le Ong.

L’Unep spiega ancora: «Gli uccelli canori che si riproducono nell’Europa continentale e migrano verso i loro siti di svernamento a sud del Sahara, così come i colombi, gli uccelli rapaci e gli uccelli acquatici migratori, vengono uccisi in numeri scioccanti in tutta la regione. In Egitto, dove si stima che 5,7 milioni di uccelli vengano illegalmente uccisi ogni anno, con reti invisibili erette lungo la costa si estendono per 700 chilometri. In Italia, dove si pensa avvengano il maggior numero di uccisioni illegali nell’Ue, si stima che vangano uccisi ogni anno 18 uccelli per Km2».

Se alcune comunità dei Paesi più poveri dipendono da questi uccelli per la sussistenza, sono in aumento le attività illecite , visto che si tratta di un commercio che permette ai criminali di incassare molto con poco rischio: «Gli uccelli sono venduti a ristoranti, che lo offrono come prelibatezze, tenuti in cattività, venduti nei mercati e catturati per la falconeria – aggiunge l’Unep – Il contrabbando di uccelli canori vivi o morti, tra cui, fringuelli, pispole e allodole, costituiscono la stragrande maggioranza degli uccelli venduti. Gli uccelli rapaci, in particolare i falchi, sono per lo più inviati ai Paesi del Golfo Persico, dove la domanda è in crescita. Un gran numero di questi uccelli intrappolati non sopravvive alla catena del contrabbando. Molti muoiono in cattività».

Per reprimere queste attività illegali, che riducono la biodiversità in gran parte dell’Europa e dell’Africa, la Task Force ha identificato 20 hotspot nel Mediterraneo nei quali queste pratiche sono particolarmente estese ed ancora una volta è vergognosamente in testa l’Italia insieme a  Cipro, Egitto, Siria, Malta e  Libano .

Un recente rapporto di BirdLife International ha identificato tre sole aree – la regione di Famagosta a Cipro, la diga di Menbej-Tishreen in Siria e l’area di El Manzala in Egitto – dove ogni anno vengono illegalmente massacrati mezzo milione di uccelli.

Anche se in ogni Paese andranno prese misure specifiche se si vuole davvero sconfiggere il bracconaggio e l’uccellagione, con la dichiarazione del Cairo,  la Task Force ha convenuto di rafforzare le iniziative per la Tolleranza Zero in  tre aree chiave:  come parte di un approccio di tolleranza zero:

Leggi.  Devono essere aumentate le sanzioni, la legislazione va applicata e il numero e  deve aumentare la qualità dei ranger della fauna selvatica (l’Italia come si è visto va in direzione contraria) per perseguire meglio i criminali. Queste azioni potrebbero portare vantaggi immediati come si avvicina migrazione autunnale di quest’anno.

Conservazione e monitoraggio. Devono essere effettuate indagini mirate sull’uccisione illegale di uccelli per determinare quali specie sono interessate, quali sono le aree più a rischio e quale è l’impatto lungo le rotte migratorie degli uccelli. Alcune specie, come la quaglia europea o la tortora dal collare, possono essere le cacciate legalmente, ma la maggior parte della caccia è illegale e insostenibile. Gli stakeholders  hanno discusso di un protocollo di monitoraggio per misurare le tendenze,  indirizzare le misure di conservazione e migliorare l’informazione sulle uccisioni illegali.

Educazione e sensibilizzazione l’opinione pubblica. Secondo la Task force  E’’fondamentale capire i driver sociali, economici e culturali che stanno dietro la cattura di uccelli, soprattutto nelle comunità che ne sono dipendenti per una parte del loro sostentamento». Per questo sono stati identificati mezzi di sussistenza alternativi, come ad esempio la piscicoltura o l’allevamento di quaglie. Quindi, le attività di educazione e sensibilizzazione nelle comunità locali, per gruppi mirati di opinione pubblica e in generale per tutti i cittadini saranno una priorità nei prossimi anni. Inoltre, la Task Force ha adottato un programma dettagliato di lavoro fino al 2020.