Il comitato annuncia già centinaia di adesioni, ma Castelluccio ha 120 abitanti

Terremoto: Castelluccio vuole uscire da Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Legambiente: «Il Parco rappresenta il futuro e una risorsa importante per la ripresa economica delle aree terremotate»

[26 gennaio 2018]

Le elezioni riescono a tirare fuori le proposte più improbabili e a volte autolesioniste: sembra proprio quello che sta succedendo a Castelluccio  di Norcia, il piccolo Paese umbro famoso per le lenticchie e le spettacolari fioriture della sua piana incastonata tra le montagne, che ha chiesto di uscire dal Parco Nazionale dei Monti sibillini.  La raccolta di firme in tal senso è partita su sollecitazione della Comunanza agraria e hanno aderito l’Onlus Castelluccio, la Pro loco e un neonato Comitato civico. Gianni Coccia, portavoce della Onlus Castelluccio ha detto all’Ansa che «L’iniziativa nasce da un sentimento che accomuna tutti coloro che amano questo luogo e si pone l’obiettivo di uscire da questo Parco, che invece di essere una risorsa per il territorio e per la gente che ci vive, è un continuo limite. Sono già centinaia le persone che hanno aderito alla proposta. Sarebbe auspicabile un Ente Parco che sappia valorizzare questo territorio unico al mondo e lo dovrebbe fare di concerto con la comunità che ogni giorno dell’anno vive, lavora e si dedica a Castelluccio».

A parte che non si capisce da dove spuntino centinaia di adesioni in un paese che nel censimento 2011 contava 120 abitanti (per lo più anziani), in calo rispetto ai 150 del 2001, Antonio Nicoletti responsabile aree protette e biodiversità di Legambiente, non ci sta: «Riteniamo molto grave l’iniziativa avviata dalla Comunanza agraria di Catelluccio di Norcia di raccolta firme per uscire dal Parco Nazionale dei Sibillini, così come sono gravi gli attacchi arrivati anche dalla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e da alcuni sindaci umbri e marchigiani contro il Parco, reo di aver solo richiesto al comune di Norcia il rispetto di alcune prescrizioni per la realizzazione di alcune opere perché sanno bene, soprattutto chi ha ruoli istituzionali, che l’emergenza post terremoto e la ricostruzione possono essere gestite in modo adeguato nel rispetto delle norme di salvaguardia previste, sia dal regime di tutela imposto nei territori delle aree protette, che dalle norme che derivano dall’applicazione delle Direttive comunitarie per la tutela di specie e habitat prioritari di cui sono garanti le Regioni».

Nicoletti non nasconde le sue preoccupazioni: «Abbiamo forte il sospetto che qualcuno tenti di forzare l’interpretazione delle leggi e le presunte limitazioni poste dall’Ente Parco come grimaldello per fare, in questo territorio straordinariamente ricco di risorse naturali e paesaggistiche, quello che non è concesso dalle norme e dalla logica. Crediamo pure che ci sia molta strumentalità nelle critiche rivolte al Parco che bloccherebbe la realizzazione delle opere utili alla ripresa dell’economia del Parco. Un sospetto che nasce dalla presa d’atto che, dopo che il parco ha dato il suo parere sul discusso progetto del Deltaplano migliorandolo in molte parti rispetto alla proposta iniziale, nessuno ha più la fretta iniziale. Vogliamo ricordare agli abitanti di Catelluccio, ai Sindaci e alla Presidente Marini che l’economia di quei territori, caratterizzata dall’agricoltura, a cominciare dalla tanto famosa lenticchia, dalla filiera della trasformazione agroalimentare e dal turismo, dipende molto dalla presenza del tanto vituperato Parco».

Il responsabile aree protette del Cigno Verde conclude: «Serve invece un patto, tra comunità, amministrazioni locali e regionali, Ente Parco e associazioni ambientaliste, come Legambiente, per immaginare e lavorare insieme per il futuro di quei territori che non possono prescindere da una ricostruzione rigorosa, rispettosa delle norme e che garantisce salvaguardia e valorizzazione del patrimonio naturale. E è per questo che il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e Legambiente hanno costituito il “Tavolo della Rinascita”, un tavolo per costruire insieme un percorso di valorizzazione del territorio, ma anche per trovare soluzioni alle tante criticità irrisolte da tanto tempo».