Calano i profitti dell’industria della carne

Tesoro, mi si è ristretto il bestiame. In un mondo più caldo i mammiferi diventano più piccoli

Possibili ripercussioni anche per gli uomini nelle aree più colpite dal global warming

[10 luglio 2013]

Secondo uno studio statunitense sui bisonti, con il global warming i bovini selvatici e domestici perderanno drasticamente peso, compromettendo la sicurezza alimentare e facendo svanire  miliardi di guadagni all’industria della carne. Le mandrie di bestiame americane, simbolo e vanto degli Usa, si restringeranno, non di numero ma nelle dimensioni e quindi nella resa.

Questo vasto studio sui bisonti, i grandi bovini selvatici che si sono evoluti pascolando nelle praterie del Nord America, ha confermato infatti che gli animali che vivono nelle praterie più calde e più aride pesano in media molto meno dei loro simili che vivono nelle praterie più fresche ed umide.

Joseph Craine, un ricercatore della  Kansas State University, analizza su PlosOne i dati su peso, età e sesso di 290.000 di 22 mandrie che pascolano negli  Stati Uniti ed ha scoperto che un maschio di 7 anni del Sud Dakota pesa in media 856 Kg, mentre  un maschio di bisonte dell’Oklahoma arriva ad appena 596 kg. La differenza della temperatura media annuale tra i due areali è di 11 gradi centigradi, e le due serie di valori ci raccontano una storia inquietante del cambiamento nel mondo che si riscalda sotto i nostri disattenti occhi, una storia che è preoccupante non solo per i bisonti selvatici, ma anche per il bestiame domestico che trasformiamo in hamburger e bistecche.

Ormai è praticamente certo che il mondo supererà a entro la fine del secolo a pericolosa soglia dei + 2 gradi e molti temono che il global warming raddoppi fino a  4° C.

Crane sottolinea: «Sappiamo che le temperature stanno per salire. Sappiamo anche che praterie più calde  hanno erbe con meno proteine ed ora sappiamo che praterie più calde hanno erbivori più piccoli. Su tutte la linea ci viene suggerito che il cambiamento climatico porterà le erbe di avere meno proteine e in futuro porterà gli erbivori a guadagnare meno peso».

Inoltre, con ‘aumento delle temperature le precipitazioni rischia di calare, con altre conseguenze sulla crescita delle piante. Se si applica la stessa riduzione di peso dei bisonti  ai bovini da carne, come ricercatori sospettano, il risultato sono davvero cattive notizie per la sicurezza alimentare e per gli erbivori.

Dopo che la specie stava estinguersi nel XIX secolo a causa della caccia e dell’invasione del loro habitat  da parte dei colonizzatori bianchi, negli Usa ci sono circa 500.000 bisonti, e più di 90 milioni di bovini. Craine calcola che ogni grado di aumento della temperatura media «Potrebbe costare agricoltori un miliardo di dollari in profitti, sia attraverso la riduzione diretta del peso del bestiame che per i costi per per alimentarlo di più.

La ricerca sui bisonti è in linea con altri studi pubblicati quest’anno. Il carotaggio realizzato nel contesto del Bighorn Basin Coring Project che la National Science Foundation ha realizzato nel Wyoming,  ha provato che 55 milioni di anni fa, quando il nostro pianeta era 6° C più caldo di oggi,  le dimensione degli animali tendevano a diminuire con l’aumento delle temperature, quasi certamente, in risposta ai cambiamenti del valore nutrizionale. Le implicazione sui mammiferi potrebbero coinvolgere anche gli esseri umani, che nei posti più colpiti dal global warming potrebbero ridursi a dimensioni simili a quelle di un hobbit. Non si tratta di una storia tratta da un libro di fantasy ma una realtà tragicamente confermata da uno studio sull’altezza dei bambini nel nord-est del Brasile: «In risposta a condizioni da fame – conclude Crane –  i bambini cresciuti con una dieta di topi, serpenti e cactus hanno raggiunto da adulti una dimensione media di soli 1,35 metri».