Il toporagno alieno alla conquista dell’Irlanda

Anche altri animali e piante invasivi minacciano la biodiversità (e l’economia) dell’isola

[25 giugno 2014]

La crocidura rossiccia (Crocidura russula) o toporagno dai denti bianchi maggiore, è stata scoperta in Irlanda nel 2007. Il suo areale originario comprende il nord Africa dal Marocco alla Tunisia, Penisola Iberica, Francia, Germania, Beneklux e Svuizzera. Una sottospecie (Crocidura russula  osorio) è presente nelle isole Canarie. E’ invece assente in Italia, dove la Crocidura della Sardegna, prima considerata una sottospecie (Crocidura russula ichnusae) è invece una specie a parte (Crocidura ichnusae).

Questo minuscolo animale dal pelame grigio-castano e con il ventre grigio-giallastro, che si distingue per i suoi vistosi denti bianchi, per le orecchie prominenti e per i lunghi peli bianchi sulla coda, rischia di diventare un bel problema per la micro-fauna irlandese.

Ian Montgomery, della Queen University di Belfast, ha detto alla Bbc che «I piccoli mammiferi invasivi dell’Irlanda, il  toporagno dai denti bianchi maggiore e l’arvicola rossastra dovrebbero essere riconosciuti come una specie invasive  che hanno il potenziale per avere un grande impatto negativo sull’ecosistema irlandese. L’impatto ecologico di queste specie aliene è probabile che sia di gran lunga maggiore rispetto, ad esempio, allo scoiattolo grigio».

I ricercatori temono che entro il 2050 la crocidura rossiccia possa colonizzare tutti i campi ed i terreni agricoli abbandonati dell’Irlanda. Secondo  Allan McDevitt, dell’ University College di Dublino, «La popolazione invasiva del toporagno dai denti bianchi maggiore attualmente copre una superficie di 7.600 km2 ed occpa le contee Tipperary, Limerick, Cork, Waterford, Kilkenny, Offaly».

La crocidura rossiccia ha un vantaggio competitivo rispetto al toporagnoautoctono: può mangiare insetti di i grandi dimensioni  e questo, insieme ad un’espansione veloce potrebbe portare alla scomparsa del toporagno pigmeo (Sorex minutus), l’unico Soricide autoctono irlandese che vive sull’isola da migliaia di anni.

Le specie invasive non ha ancora attraversato il fiume Shannon, ma i corsi d’acqua ed saltre barriere fisiche non sembrano essere un vero ostacolo per le crocidure rossicce e i ricercatori dicono che l’unico modo per mitigare l’impatto di questi piccoli invasori è quello di incoraggiare la realizzazione di siepi più grandi e di aumentare i  boschi decidui tutta l’Irlanda, habitat preferiti dalle specie autoctone.

Montgomery sottolinea: «L’Irlanda ha un’area boschiva pietosamente piccola. La biodiversità sarebbe notevolmente rafforzata da un serio sforzo per aumentare il valore ecologico delle siepi e l’espansione di boschi e foreste in tutta l’isola».

Secondo un rapporto sui costi economici delle specie invasive e alloctone preparato da  Invasive Species Ireland, della Northern Ireland Environment Agency (Niea) e dal National Parks and Wildlife Service.

nella sola Irlanda del Nord, che fa parte del Regno Unito, le specie invasive fanno danni per 46,5 milioni di sterline all’anno. Il ministero dell’ambiente britannico definisce le specie invasive come «Specie aliene dannose, la cui introduzione o di diffusione minaccia l’ambiente, l’economia, o la società, compresa la salute umana». Il Nie aggiunge che «Sono estremamente difficili e costose da controllare ed i loro effetti ecologici sono spesso irreversibili».

Stephen Foster, dale team  Invasive Species della NIea, eviodenzia che «L’atteggiamento nei confronti degli animali e piante non autoctoni può o cambiare nel tempo. Alcune specie che erano considerate invasive quasi 150 anni fa, sono ormai accettate come parte del paesaggio. Ci saranno vincitori e vinti quando le specie invasive si stabiliranno. Alcune hanno un impatto più significativo rispetto ad altre».

In Irlanda ci sono 31 specie invasive stabiliti e 12 rappresentano una potenziale minaccia immediata, 5 delle quali sono considerate le peggiori e più indesiderate specie invasive, tra le quali l’insospettabile rododendro (Rhododendron ponticum)  i cui cespugli abbelliscono molti giardini irlandesi da quando è stato introdotto in Irlanda nel 1700 come pianta ornamentale. Ma quando il rododendro si stabilisce in una zona, poche piante autoctone sopravvivono perché le radici della pianta sono molto dense, inoltre le sue foglie  contengono delle tossine che le rendono immangiabili. La specie è ormai presente in tutte le contee irlandesi, dove ha formato addirittura boschi impenetrabili e il suo contenimento in Irlanda del nord costa quasi un milione di sterline all’anno.

La Soldinella reniforme (Hydrocotyle ranunculoides), una pianta galleggiante che vive in acque poco profonde, originaria del Nord America, che può crescere fino a 20 cm al giorno, ha invaso l’Irlanda a partire dagli acquari tropicali e dai laghetti. Ora ha aumentato il rischio di inondazioni e può ostacolare le attività ricreative come la pesca e il canottaggio. Questa pisanta è stata segnalata per la prima volta  in Irlanda nel 2002, nella penisola Ards, Contea di Down, nel 2002, nel  2010 era presente nel fiume Lagan del Dromore e nel Distretto di Angling Club, un’area in cui in soli due giorni sono state rimosse circa 8 tonnellate di Soldinella reniforme.

Gli scoiattoli grigi (Sciurus carolinensis) sono stati introdotti in Irlanda nel 1911, quando 12 vennero liberati nella contea di Longford, ora sono un grosso problema e in tutte le contee dell’Irlanda del Nord e stanno sostituendo gli scoiattoli rossi autoctoni (Sciurus vulgaris). Anche in Irlanda imperversa il dibattito sull’eradicazione degli scoiattoli grigi, ma in molti la ritengono irrelistica perché l’invasione è ormai troppo estesa.

Poligono del Giappone (Fallopia japonica) una pianta altamente infestante, si è ormai diffuso  in tutta l.

La pianta è nota per avere un vasto sistema radicale ed una volta stabilitasi è molto difficile da rimuovere. Può crescere fino a 10 cm al giorno e raggiungere altezze di oltre 3m. Sta addirittura diventando un problema per progettisti e proprietari di immobili, visto che è in grado di crescere attraverso il cemento.

I visoni, che vengono spesso scambiati per lontre, sono stati introdotti in Irlanda ne primi anni ‘50 come  animali da pelliccia, poi alcuni esemplari sono fuggiti dagli allevamenti o sono stati deliberatamente rilasciati, trasformandosi in killer di uccelli, pesci e piccoli mammiferi. Decimano gli uccelli che nidificano a terra e predano  pesci grandi come loro., non essendoci in Irlanda predatori naturali di visoni la specie è fiorente e sta facendo enormi danni alla biodiversità autoctona.