Ecco il toporagno elefante più piccolo del mondo [FOTOGALLERY]

[30 giugno 2014]

Scienziati della California Academy of Sciences e namibiani  hanno scoperto una nuova specie di toporagno elefante , o sengi, nel deserto della Namibia. Si tratta della terza nuova specie di sengi scoperta in natura negli ultimi 10 anni ed anche del più piccolo membro noto dei 19 toporagno elefante dell’ordine Macroscelidea. Il “nuovo” animale è stato chiamato Etendeka round-eared sengi (Macroscelides Micus) ed è stato descritto nello studio “A new species of round-eared sengi (genus Macroscelides) from Namibia” pubblicato dal  Journal of Mammalogy .

Jack Dumbacher e Galen Rathbun  nell’africa del sud-ovest hanno catturato diversi toporagni elefante e poi, analizzando i campioni, si sono accorti che tra quelli provenienti da una remota regione desertica della Namibia nord-occidentale, ce ne era uno che apparentemente differiva da qualsiasi esemplare museale che avevano esaminato in precedenza. Il sengi era significativamente più piccolo, aveva una pelliccia color ruggine, un grande ghiandola sul lato inferiore della coda e mancava di pigmentazione scura della pelle. Gli scienziati californiani sottolineano che «L’analisi genetica preliminare ha mostrato anche importanti differenze tra questo esemplare ed i suoi parenti stretti».  Quindi ha preso corpo il sospetto e la speranza che ci si trovasse di fronte ad una nuova specie. Anche altri tre ricercatori che facevano parte del team, Timothy Osborne, della California Academy of Sciences, Michael Griffin, del ministero dell’ambiente e del turismo della Namibia,  e Seth Eiseb, del Museo nazionale della Namibia, hanno partecipato a 9 spedizioni sul territorio tra 2005-2011 ed in totale sono stati raccolti 16 campioni per analisi comparative.

Confrontando gli esemplari raccolti nel deserto in Namibia con quelli presenti nelle collezioni dei musei di storia naturale di Windhoek, Pretoria, Londra e Los Angeles e all’Accademia di San Francisco, dopo un’ulteriore analisi genetica, è arrivata la conferma che il minuscolo sengi appartiene ad una nuova specie.

Secondo Dumbacher, che è anche curatore del settore ornitologia e mammologia della California Academy of Sciences, si tratta della conferma dell’importanza delle collezioni museali: «Se i nostri colleghi non avessero raccolto quei primi preziosi esemplari, non avremmo mai capito che questa era in realtà una nuova specie, dal momento che le differenze tra questa e tutte le altre specie conosciute sono molto sottili. Diverse collezioni museali hanno contribuito a determinare che quello che avevamo era veramente nuovo per la scienza, mettendo in evidenza il valore delle collezioni per questo tipo di lavoro. Geneticamente, Macroscelides Micus è molto diverso da altri membri del suo genere ed è eccitante pensare che ci sono ancora aree del mondo dove anche la fauna dei mammiferi è sconosciuta ed in attesa di essere esplorata».

I sengi vivono solo in Africa e, nonostante le loro piccole dimensioni, evolutivamente sono più collegati agli elefanti, ai lamantini e ed agli oritteropi che ai veri toporagni. L’Etendeka round-eared sengi è stato trovato in un’area remota della Namibia, sul limitare interno del deserto del Namib ai piedi dell’altipiano di Etendeka.

Gli scienziati americani e namibiani ritengono che questa nuova specie non è stata descritta per così tanto tempo proprio per le difficoltà di fare ricerca scientifica in una zona così isolata, ma aggiungono che «Eppure è proprio questo isolamento, e le condizioni ambientali uniche nella regione, che hanno dato origine a questo  e ad altri organismi endemici».  Intanto un sengi di Etendeka è stato aggiunto al diorama che illustra il  deserto del Namib nella sala africana del museo di storia naturale della California Academy of Sciences. Insieme alla Welwitschia mirabilis, un’antica pianta endemica del deserto del Namib che può vivere fino a 2.500 anni e che fornisce l’habitat ad altre specie endemiche.

Rathbun, un’autorità mondiale per quello che riguarda la biologia dei sengi, conclude: «Con solo circa una dozzina di nuove specie di mammiferi scoperte in natura ogni anno, è incredibile che l’Accademia sia stata coinvolta nella descrizione di tre nuovi sengi negli ultimi dieci anni. Nella biodiversità ci sono nuove ed eccitanti organismi che aspettano di essere scoperti, anche in un gruppo familiare come i mammiferi».