Tor del Sale, il Wwf dice no alla riconversione della centrale in outlet

[13 luglio 2015]

centrale tor del sale piombino enel

La tappa labronica della campagna di sensibilizzazione “MEdiTErraneo”, voluta dal Wwf e dalla Marina Militare – protagonista la Palinuro – si è appena conclusa: a bordo della celebre nave scuola, che ha accolto nel weekend decine di visitatori, i volontari del Wwf Livorno hanno anche presentato il loro appello per far crescere  un nucleo di attivisti da coinvolgere nella tutela del mare mettendosi in rete con le altre realtà del territorio, con il supporto di esperti del settore e all’interno delle finalità del Wwf nazionale e internazionale.

Tante, infatti, sono state le problematiche aperte sul territorio della Provincia di Livorno messe in evidenza dal Panda. Tra queste spicca il futuro della dismessa centrale termoelettrica Enel di Torre del Sale – Piombino (LI): «La destinazione d’uso delle aree costiere occupate dall’impianto produttivo (tra l’altro adiacenti all’Oasi Wwf Orti-Bottagone) per il Wwf deve essere indirizzata verso una innovativa concezione dell’utilizzo delle risorse naturali rinnovabili destinate alle produzioni energetiche. Rigettando l’ipotesi di megacentro outlet o di villaggio turistico (strutture che affollano la costa est piombinese) il Wwf ha messo anche sul tavolo l’idea di un “Parco Tematico Tecnologico-Naturalistico”». Un progetto che contrasta con quello al momento più in auge per la centrale piombinese, che appunto immagina la costruzione di un nuovo centro commerciale nell’area.

Ma non c’è solo Tor del Sale al centro della campagna “MEdiTErraneo”, centrata in toscana sulla realtà del Santuario dei cetacei Pelagos; il Panda chiede infatti anche una governance efficace ed estesa con un piano di gestione rivisto e più operativo; la definizione di obiettivi precisi da raggiungere sui temi più caldi come inquinamento, traffico marittimo con l’obiettivo di limitare o eliminare i rischi di collisioni tra navi e balenottere nell’area del Santuario e in quelle limitrofe: tutto questo affinchè Pelagos diventi un esempio internazionale di conservazione di biodiversità marina.

Nel mirino i rischi da traffico marittimo, che necessitano particolare attenzione (l’incidente dell’Eurocargo della Grimaldi è ancora ben vivo) e le esigenze delle aree marine protette: «Il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano continua ad essere al momento un parco per lo più terrestre e andrebbe riavviato il percorso per la definizione delle aree contigue di protezione a mare. Nelle acque livornesi è nata tra mille difficoltà nel 2010 l’Area Marina Protetta “Secche della Meloria”, i cui confini sono minacciati dai traffici marittimi del porto e dall’impatto del rigassificatore. Inoltre, il Wwf vorrebbe riaprire l’idea dell’Area marina protetta dei Due Castelli che tuteli per il futuro la costa e le splendide acque da Castel Boccale a Castel Sonnino e che si colleghi con le aree naturali e i sentieri delle colline livornesi dell’entroterra».