In Toscana api «impazzite per il caldo», calano produzione di miele e impollinazione

La Regione investe 445mila euro a sostegno del settore: «I cambiamenti climatici hanno un impatto negativo sempre più evidente»

[27 aprile 2018]

La Toscana si presenta come una regione molto apprezzata dalle api: nel censimento 2017 risulta che 3.050 apicoltori hanno dichiarato 93.524 alveari, ovvero hanno prodotto miele: sono per il 59% alveari nomadi (ovvero alveari che si spostano in funzione dell’andamento stagionale delle fioriture), per il 21% sono stanziali e per il 20% sono alveari per autoconsumo (produzione per uso personale o hobby, ma non per la vendita a terzi). Si tratta di una moltitudine di piccoli operatori che, loro malgrado, si trovano oggi sul fronte dei cambiamenti climatici.

«La Toscana, come il resto del Paese – spiegano al proposito dalla Regione – ha risentito dell’annata particolarmente negativa per le produzioni agricole e nello specifico per la produzione di miele a causa della prolungata siccità, registrata fin dall’inverno 2016-2017, accompagnata da altri fenomeni caratteristici dei cambiamenti climatici che, in maniera sempre più evidente, hanno un impatto negativo sulle api e sugli alveari. L’annata 2017 è andata male soprattutto per il miele di acacia, grande assente in tutta la penisola per il secondo anno di fila, e per i raccolti primaverili. Anche i primi mesi del 2018, a causa delle gelate invernali di febbraio-marzo che hanno compromesso le fioriture, hanno messo a dura prova lo sviluppo di nuove famiglie».

Api e miele stanno dunque vivendo un forte declino a causa dei cambiamenti climatici, in Toscana come in tutto il Paese. La produzione nazionale di miele nel  2017 è stata infatti di 14.500 tonnellate, con una diminuzione pressoché costante dal 2011, quando erano 21mila (soltanto nel 2015 vi è stato un picco di 23mila tonnellate), e il miele prodotto in Toscana è stato circa l’8% della produzione nazionale (circa 1.137 tonnellate).

Per questo la Regione – in attuazione del regolamento europeo sull’apicoltura e dell’apposito programma nazionale – ha approvato attraverso una specifica delibera di Giunta le azioni, relative alla campagna 2017-18, tese a migliorare la produzione e la commercializzazione del miele toscano nell’ambito del triennio 2017-19. Complessivamente la Regione Toscana, per questo programma, impegna circa 445 mila euro: tra le misure attivate dalla Giunta spiccano l’assistenza tecnica agli apicoltori e alle loro organizzazioni, la lotta contro le malattie degli alveari, la razionalizzazione della transumanza. Misure la cui utilità travalica il “solo” aiuto diretto al comparto.

«Le misure di sostegno previste dalla Regione, che contemplano anche attività di informazione e di formazione per il personale addetto – osservano infatti da Firenze – hanno ulteriormente valore alla luce dei danni che la siccità di questa torrida estate sta provocando, e in parte ha già provocato, agli apicoltori, visto che le api, impazzite per il caldo, non solo non producono più il miele ma addirittura non riescono a fornire il consueto servizio di impollinazione all’agricoltura».