In Toscana, la Regione continua a voler abbattere i lupi. SI: «Attacco all’ambiente»

La caccia va avanti nonostante caldo e siccità, la mozione di SI respinta da un asse PD/Lega

[31 agosto 2017]

Secondo i Consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti, il voto sulla caccia di ieri in Consiglio Regionale è stato «La riprova di una Giunta regionale, in primis l’assessore Remaschi, prona a ogni richiesta della parte più estremista del mondo venatorio. In una fase come questa è un vero e proprio attacco all’ambiente».

La discussione in Consiglio regionale è servita a presentare la relazione conclusiva dell’indagine conoscitiva  sul lupo in Toscana che è stata illustrata in  aula da Marco Niccolai (PD) che ha spiegato: «L’obiettivo dell’indagine conoscitiva sulla proliferazione del lupo affidata alla II commissione era quello di tracciare un quadro realistico della situazione toscana per individuare le misure necessarie da rafforzare o mettere in campo. Tra le principali criticità si rileva, senza dubbio, l’elevata presenza di ibridi che è un problema sia dal punto di vista etologico sia rispetto alle dinamiche di gestione del territorio in rapporto alle attività antropiche. Da un monitoraggio effettuato dal centro interuniversitario studi faunistici, sono stati censiti in Toscana 108 gruppi riproduttivi, dei quali 22 con soggetti ibridi. A questi devono essere aggiunti gli individui erratici, per un totale di circa 500/550 esemplari. La Regione ha messo in campo uno sforzo importante sia per difesa passiva da attacchi (ad esempio con recinzioni) sia per il rimborso agli allevatori: un impegno pari a 3,2 milioni di euro di cui 800mila per i progetti di difesa passiva degli attacchi fin dal 2014; per i danni da predazione e per la perdita di produzione nel 2014 la Regione ha ricevuto 281 domande e erogato 530mila euro e nel 2015, 616 domande per 860 mila euro di danni accertati. Per la commissione, che ha ascoltato in questi mesi associazioni agricole, ambientaliste, soggetti scientifici, amministratori locali, è essenziale anche affinare ulteriormente questi strumenti di indennizzazione, ad esempio ricomprendendo anche i costi sostenuti per gli animali feriti, e sviluppare ancora di più la collaborazione tra enti statali competenti e amministrazione regionale per supportare le aziende nella scelta delle misure di prevenzione che siano più efficaci in rapporto al singolo contesto territoriale».

Secondo il capogruppo PD in Regione, Leonardo Marras, «Il fenomeno delle predazioni ormai non è più localizzabile soltanto nelle aree marginali della maremma e del senese, ma riguarda tutta la Toscana. L’indagine conoscitiva ha messo in evidenza, ancora una volta ed in maniera chiara, come il reale problema, ciò che mette a rischio l’equilibrio dell’ecosistema, è il proliferare di ibridi che sono dannosi non solo per allevatori ed agricoltori, ma anche per il lupo stesso che rischia di perdere le proprie peculiarità adesso che non è più in pericolo d’estinzione. Ciò che serve dunque è il coordinamento delle azioni di governo: approvare il piano nazionale di gestione del lupo, incluse le deroghe, così da mettere a disposizione tutti gli strumenti necessari per il contenimento, incluso l’abbattimento, come ultima ratio, laddove l’equilibrio naturale rischia seriamente di saltare. L’auspicio, infine, è quello che se la situazione a livello nazionale non dovesse sbloccarsi, la Toscana faccia proprie le prescrizioni del piano lupo in virtù della grande concentrazione di allevamenti presenti nella nostra regione, per salvaguardare le tante attività produttive legate all’allevamento di ovini e preservare i posti di lavoro».

Fattori e Sarti sottolineano che «L’aula, tranne le deliranti affermazioni di esponenti della Lega Nord, ha proposto molte riflessioni importanti a garanzia di una sana ed equilibrata presenza del lupo in Toscana, con l’importante obiettivo di dare una maggiore tutela alle nostre aziende zootecniche. Come Sì Toscana a Sinistra, nel condividere molti passaggi del testo, abbiamo sottolineato l’urgenza di razionalizzare i fondi per la prevenzione, oggi spesi male e in assenza di dati certi, di aumentare la presenza dei cani da guardiana e le recinzioni, applicando nel contempo una diversa politica degli indennizzi per tutti gli allevatori che si siano dotati di sistemi di protezione, così come fatto per esempio in Emilia-Romagna. Proprio per questo riteniamo gravissimo voler prevedere ancora la possibilità degli abbattimenti del lupo, pratica che se applicata, oltre ad essere contraria all’etica e alle normative internazionali, rischia soltanto di generare squilibri notevoli negli ecosistemi, ottenendo l’effetto contrario di un aumento delle predazioni negli allevamenti».

Ma i due consiglieri regionali della Sinistra aggiungono: «Come se non bastasse, dopo le iniziali aperture del Presidente Rossi, registriamo invece la pochezza, quasi una presa in giro, dei provvedimenti presi a tutela della fauna selvatica stremata da siccità e incendi. La Giunta ha ignorato le circolari arrivate dal ministero e una asse PD/Lega in Consiglio regionale ha bocciato il nostro atto che recepiva le indicazioni dell’Ispra e faceva proprie le preoccupazioni del mondo ambientalista. Non si è quindi deciso alcun posticipo per l”inizio della stagione venatoria e anzi si conferma la preapertura per questo fine settimana, salvo ridurre di qualche ora gli spari e graziando pochissime specie».

Sarti e Fattori concludono: «Insomma, ancora, una volta la Regione Toscana rinuncia a ogni protezione della nostra fauna, patrimonio indisponibile dello Stato e oggetto di tutela della comunità nazionale e internazionale».