Total non può trivellare la Barriera corallina dell’Amazzonia (VIDEO)

Ibama non concedere la licenza per l'esplorazione di petrolio offshore alla multinazionale

[31 agosto 2017]

Il 29 agosto, l’Instituto Brasileiro do Meio Ambiente e dos Recursos Naturais Renováveis (Ibama) ha pubblicato un parere con il quale  nega l’autorizzazione ambientale  che avrebbe permesso all multinazionale francese Total di avviare l’esplorazione petrolifera nel bacino dalla foce del Rio delle Amazzoni, dove è stata scoperta la barriera dei Corais da Amazônia. L’agenzia ambientale brasiliana ha così respinto le forti pressioni politiche e come dice Greenpeace Brasil, «con coraggio ha fatto prevalere la valutazione tecnica, facendo un passo avanti importante per la difesa di questo sistema di barriera unico al mondo, eppure così poco conosciuto dalla scienza».

Esulta anche Greenpeace France: «E’ un brutta battuta di arresto quella che ha subito Total. L’Agenzia ambientale brasiliana (Ibma)ha dato un serio colpo ai progetti di sfruttamento petrolifero di Total alla foce del Rio delle Amazzoni».

E’ dal 2015 che Total cerca di ottenere la licenza ambientale per l’esplorazione petrolifera nell’are dove è stata scoperta l barriera corallina. All’Ibama sono state sottoposte 3 versioni di valutazione d’impatto ambientale (VIia), ma erno tutte di bassa qualità e contenevano gran numero di incongruenze. L’Ibam ha chiesto alla multinazionale numerose richieste di correzione e di ripresentare  i documenti, ma ha ottenuto solo una nuova risposta negativa.

Dopo aver analizzato l’ultima versione del documento della Total, Ibama ha detto che nonostante le opportunità di revisione concesse a Total non è stata in grado di fornire le informazioni richieste e «In questo modo, rilasciare la licenza per la trivellazione e l’esplorazione petrolifera non è possibile». Tra i punti deboli Ibama cita i dati sugli effetti dell’attività petrolifera sulla biodiversità marina, la capacità di intervento in caso di  dispersione o fuoriuscita di petrolio e i problemi nei progetti di monitoraggio ambientale.

Nell Via presentata, la stessa Total ammette che, nel il caso di una fuoriuscita di petrolio in mare, c’è una probabilità del 30% che il greggio raggiunga l’rea della barriera corallina. Inoltre Total nei suoi studi non tiene conto delle ricadute di una marea nera nei Paesi vicini: Guyana, Suriname, Guyana Francese e diversi piccoli Stati insulari caraibici.

Il presidente dell’Ibama, Suely Araújo, ha detto che alla Total resta un’ultima possibilità di inviare documenti e studi per completare lo studio ambientale, ma h aggiunto che «Se la compagnia non chiarirà  ancora una volta i punti richiesti dal team tecnico, il processo di autorizzazione sarà terminato. Con Total sono stati due anni difficili, ma non ha mai dato risposte soddisfacenti a Ibama».  Secondo la biologa di Greenpeace Brasil dice Helena Spiritus, «L’agenzia non dovrebbe dare un’altra possibilità a questa compagnia di minacciare questo bioma unico, del quale non abbiamo nemmeno avuto il tempo di conoscere la consistenza. Sappiamo già che ci sono specie viventi di pesci in via di estinzione. Ed è probabile che ci siano  anche nuove specie mai catalogate dagli scienziati. L’esplorazione petrolifera può mettere tutto questo a rischio»,.

Qulche settimana fa,   Greenpeace aveva chiesto all’Ibama di non cedere alle pressioni politiche e della lobby del petrolio e ora dice che «Il parere emesso è in linea con la posizione di scienziati provenienti da tutto il mondo che con una lettera aperta sulla difesa della Barriera corallina dell’Amazzonia hanno chiesto ulteriori ricerche su questo ecosistema unico e rivelato al mondo nel 2016». Una lettera a sostegno di una petizione di Greenpeace firmata da oltre 1,3 milioni le persone

Per la Spiritus, «Ormai, l’unica decisione corretta d prte della Total sarebbe quella di annullare il progetto, piuttosto che continuare a cercare modi per convincere le autorità ad approvare un’attività ripetutamente  respinta dalla scienza, la popolazione e dall’organismo tecnico di governo tecnico».

Greenpeace Brasil sottolinea che «I rifiuto della licenza è una vittoria importante per tutti coloro che si sono mobilitati per difendere i Corais da Amazônia. Ma abbiamo ancora bisogno di mantenere la pressione perché Total non continuare a cercare di attuare il suo progetto di trivellare lì».

Inoltre, anche una multinazionale che di maree nere se ne intende, la BP prevede di iniziare a sfruttare le risorse di idrocarburi della regione nel 2018 e la sua richiesta di concessione è arrivata alla fase delle audizioni pubbliche. Greenpeace Brasil conclude: «Perché questa regione molto sensibile del mondo non venga minacciata in futuro da nuovi tentativi di esplorazione petrolifera,  dobbiamo stabilire misure per proteggere in modo permanente questo ecosistema».

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