I pipistrelli “parlano” tra loro, tradotto il loro linguaggio: è più complesso di quanto si credeva e

La scoperta grazie all’adattamento di un sistema di riconoscimento vocale umano

[28 dicembre 2016]

Molti animali comunicano tra loro: i lupi ululano,  gli uccelli cantano e danzano per attrarre i compagni e i grandi felini marcare il territorio con l’urina… Ma lo studio “Everyday bat vocalizations contain information about emitter, addressee, context, and behavior”, pubblicato su Scientific Reports da Yosef Prat, Mor Taub e Yossi Yovel del Dipartimento di zoologia, Facoltà di scienze della vita dell’università di Tel Aviv, dimostra che i pipistrelli della frutta egiziani (Rousettus aegyptiacus) quando fanno “chiasso” nelle loro colonia in realtà stanno comunicando da individuo a individuo.

Nel loro studio i tre ricercatori israeliani descrivono il linguaggio di 22 pipistrelli tenuti in cattività per più di due mesi. Gli scienziati sanno da tempo che la maggior parte dei pipistrelli fanno molto rumore quando si riuniscono nelle loro colonie ed è lo stesso comportamento dei  pipistrelli della frutta egiziani quando si riuniscono ni loro posatoi, ma fino ad ora, non si sapeva se i pipistrelli facessero  semplicemente rumori casuali o se i loro richiami avessero scopo specifico.

Per capire a cosa servono i richiami dei pipistrelli, i tre ricercatori dell’università di Tel Aviv  hanno registrato i suoni di una loro colonia per 75 giorni e hanno filmato i loro movimenti sui posatoi, raccogliendo in  tutto 15.000 vocalizzazioni.  Poi hanno inserito i suoni di un sistema di riconoscimento vocale normalmente utilizzato per analizzare la voce umana ma  riconfigurato per i suoni dei pipistrelli e lo hanno utilizzato per cercare di capire il loro significato.  Grazie a questo VR system  sono stati in grado di collegare certi suoni prodotti dai pipistrelli a determinate situazioni e interazioni sociali che poi hanno ulteriormente collegato  alle interazioni osservate nei  video. I ricercatori israeliani hanno raggruppato  i suoni in 4 gruppi principali: litigi per il cibo, l’accoppiamento (anche indesiderato), il sonno e soprattutto le differenze di opinione su quanto i pipistrelli ritengono di essere vicini o troppo vicini l’uno all’altro nella colonia.

Il team di ricercatori dice di essere stato in grado di identificare quali pipistrelli stavano facendo un certo rumore e, a volte, a quale pipistrello si rivolgeva un altro individuo. Inoltre, hanno rilevato che i pipistrelli tendevano a cambiare tono quando si rivolgevano ad esemplari del sesso opposto.

I ricercatori israeliani suggeriscono che «Gran parte della cacofonia in uno stormo di pipistrelli è per esprimere fastidio per quelli che sono  molto vicini intorno a loro».  Solo gli esseri umani, i delfini e una manciata di altre specie sono note per “discutere” a livello di individui e Yovel sottolinea in un ‘intervista a The Guardian: «Abbiamo dimostrato che una grande massa di vocalizzazioni dei pipistrelli che in precedenza si pensava che significassero tutte la stessa cosa, qualcosa di simile a “via da qui!” in realtà contengono n sacco di informazioni. Guardando ancora più attentamente e stressando i modelli, i ricercatori potrebbero essere in grado di individuare ancora di più sottigliezze nei richiami dei pipistrelli. .

Lo studio non è concluso: Prat, Taub e  Yovel vogliono capire se le vocalizzazioni dei pipistrelli sono ereditarie o se le imparano man mano che crescono. Per scoprirlo, il team prevede di studiare i pipistrelli mentre crescono, anche per saperne di più sui suoini che emettono fuori dal posatoio. Per riuscirci prevedono di apporre minuscoli microfoni su alcuni pipistrelli prima di rilasciarli di nuovo in libertà.

Secondo Kate Jones, che insegna ecologia e biodiversità all’University College di Londra e non ha partecipato allo studio, conclude: «La ricerca è molto interessante. E’ come una stele di Rosetta per decifrare i comportamenti sociali [dei pipistrelli]. Mi piace molto il fatto che siano riusciti a decodificare alcune di queste vocalizzazioni e che in questi segnali ci siano molte più informazioni di quanto pensassimo. Potrebbe anche essere possibile utilizzare tecniche simili per iniziare a comprendere le sfumature nella comunicazioni in altre specie».