Traslocato uno dei due nidi di tartarughe marine di Rosignano

L’altro nido nella spiaggia di Santa Lucia sommerso dalla mareggiata

[28 agosto 2018]

Sono terminate stamattina le operazioni apertura nido di tartaruga marina Caretta caretta sulla spiaggia di  Santa Lucia a Rosignano (Li).  Sono state trovate 98 uova, 93 delle quali prelevate per il trasferimento, 4 isolate per esame veterinario, un uovo è stato trovato rotto.  Le uova sono state trasferite in una spiaggia più sicura: a Baia Quercetana, sempre nel Comune di Rosignano.

L’agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat) spiega che il trasferimento delle uova si è reso necessario  perché « A seguito della mareggiata di sabato scorso la camera di uno dei nidi di tartaruga Caretta caretta è stata invasa dall’acqua. Le 85 uova contenute nel nido non erano vitali e probabilmente lo sviluppo embrionale non si era nemmeno avviato». Quindi, come ultima ratio, si è proceduto a traslocare il primo nido – quello superstite – nel tentativo di salvarlo.

L’ispezione del 26 agosto dei due nidi di tartaruga mnarina a Santa Lucia, condotta insieme da Arpat,  Acquario di Livorno e  Tartamare, in rappresentanza dell’Osservatorio toscano biodiversità (OTB) della Regione e con il fondamentale supporto dei volontari del Wwf Livorno, purtroppo non ha dato risultati positivi. Arpat spiega che «A seguito della forte mareggiata che si è abbattuta nella giornata di sabato scorso sulla piccola baia di Santa Lucia, la camera di uno dei due nidi è stata completamente invasa dall’acqua. Si tratta del secondo nido, quello deposto l’8 agosto, che si trovava più vicino all’acqua, a circa 9 metri dalla battigia. E’ stato quindi necessario compiere un saggio perlustrativo della camera delle uova per scoprire che queste erano completamene sommerse dall’acqua e che purtroppo le 85 uova contenute nel nido non erano vitali. Probabilmente lo sviluppo embrionale non si era nemmeno avviato; sullo stato delle uova e su quanto possa essere successo ci daranno poi risposte gli esami che i veterinari della sezione di Pisa dell’ Istituto Zooprofilattico Lazio e Toscana (IZSLT) eseguiranno su tutto il materiale raccolto dal nido».

Per quanto riguarda il primo nido del 28 luglio e traslocato oggi, si trovava  più lontano dalla battigia (circa 13 m) la situazione è relativamente più tranquilla, ma all’Arpat evidenziano che «L’acqua del mare, in seguito alla stessa mareggiata, ha raggiunto anche questo nido ma in maniera meno violenta e meno prolungata. Infatti alcuni saggi, svolti a diverse profondità nell’intorno del nido, non hanno mostrato acqua ristagnante, nemmeno a circa 40 cm, profondità alla quale dovrebbe trovarsi il pavimento del nido stesso. Anche la temperatura della sabbia misurata a questa profondità risulta ancora idonea al corretto sviluppo delle uova. Visto comunque cosa è successo all’altro nido, considerando la stagione a cui stiamo andando incontro ed il possibile ripresentarsi di mareggiate e calo di temperature, si ritiene a questo punto possibile tentare uno spostamento di questo nido in altra spiaggia».

Arpat ricorda che «Le strutture scientifiche di riferimento dell’OTB di Regione Toscana si erano inizialmente opposte a questo tipo di soluzione, ritenendola, quale è, una operazione estremamente delicata e non priva di rischi, anche se messa in atto entro poche ore dal ritrovamento del nido (2 o massimo 12 ore). Per questa prima nidificazione di Santa Lucia, in particolare, la iniziale difficoltà di accertare con sicurezza la presenza del nido aveva slittato il momento più opportuno per la traslocazione. Un secondo momento possibile per spostare le uova, come anche riportato dalle Linee Guida Ministeriali (ISPRA 89/2013) è il periodo successivo al 25° giorno». Soluzione che, arrivati al 29° giorno di incubazione delle uova,isi è prospettata come ultima ratio, nel tentativo di salvare almeno questo nido».

All’Arpat avvertono che «La procedura da adottare è estremamente complessa e laboriosa e non è garantito perciò un pieno successo dell’operazione. Le caratteristiche granulometriche della spiaggia ricevente devo essere molto simili alla spiaggia di provenienza, meglio ancora se si sceglie un sito all’interno della stessa spiaggia. Non potendo utilizzare lo stesso sito di Santa Lucia, data la ristrettezza dell’arenile, dobbiamo scegliere una spiaggia diversa e questo era stato, fin da subito, un elemento di grande preoccupazione. Inoltre la procedura, prevista dalle Linee Guida Ministeriali e comunque utilizzata in altre regioni (ad esempio da Caretta Calabria Conservation o dalla Stazione Zoologica di Napoli Anthon Dohrn) prende in considerazione i seguenti aspetti: Misurazione della profondità delle prime uova, asportazione senza invertire i poli, mantenendole verticali, prelevandole per strati, e ponendole in un contenitore con almeno 5 cm della sabbia del nido originario; Posizionamento delle uova l’una accanto all’altra mantenendole nello stesso schema in cui erano disposte nel nido con misurazione della profondità dell’ultimo strato; Modificare e livellare la profondità del nuovo nido affinché sia uguale a quella dell’ultimo strato del vecchio nido e trasferire le uova affinché siano collocate nel nuovo nido secondo lo schema del vecchio nido (profondità, strati e disposizione); Qualora la dimensione della camera fosse maggiore rispetto a quella del vecchio nido, utilizzare parte della sabbia del nido originario per ridurre il perimetro della camera, evitando di aggiungere sabbia tra le uova stesse; Alla fine del trasferimento, riempire la camera con la sabbia prelevata dal nido originario; Procedere alla copertura finale del nido con la sabbia trovata nelle superfici limitrofe al nuovo nido. La complessità di questa operazione è inoltre aggravata dal fatto che, dovendo scegliere una spiaggia diversa, sarà necessario spostare le uova in auto sottoponendole a vibrazioni e sollecitazioni. Per questo diventa importante scegliere una spiaggia non troppo distante, collocata all’interno del territorio del Comune di Rosignano; il luogo individuato è la spiaggia della Baia del Quercetano grazie alla disponibilità del gestore dello Stabilimento Balneare Bagno Italia che cederà una parte dell’arenile per ospitare il nido ed il corridoio al mare che dovrà consentire ai piccoli tartarughini di raggiungere l’acqua dopo la schiusa che potrà avvenire dal 42° giorno il poi, cioè dopo l’8 settembre».