Imminente il monitoraggio faunistico che servirà come base scientifica per gli interventi

Tre assessori contro l’emergenza lupi in Toscana

[12 febbraio 2014]

Secondo la Cia Toscana i lupi, insieme agli altri predatori e agli ungulati che popolano le nostre campagne, sono responsabili di danni stimati in 10 milioni di euro nell’arco degli ultimi 5 anni. Non poco per un settore che già conosce il morso della crisi e ciclicamente si trova ad affogare sotto qualche bomba d’acqua. Ma quella che ormai è definibile un’emergenza lupi che non si nutre solo di danni economici: intere fette di Toscana sembrano di nuovo sull’orlo di una psicosi collettiva, sollevata da un’atavica paura che si ripresenta anche al modernissimo uomo del XXI secolo.

Da mesi si susseguono appelli alle istituzioni per interventi più incisivi che possano affrontare il problema, e oggi la Regione risponde con l’impegno a formalizzare adeguate linee di intervento che mobiliteranno tre distinti assessorati: quello all’Ambiente per gli aspetti di difesa del lupo come animale protetto, ma anche dell’ecosistema nel suo complesso; quello all’Agricoltura per gli aspetti che riguardano le misure risarcitorie e di prevenzione delle predazioni e quello alla Sanità per le misure che riguardano l’aspetto veterinario, anche in relazione ai predatori (cani vaganti in particolare) e lo smaltimento degli animali uccisi dai predatori.

È ormai imminente – dichiarano dalla Regione – la presentazione del monitoraggio faunistico svolto dal CIRSeMAF (Centro interuniversitario di ricerca sulla selvaggina e sui miglioramenti ambientali a fini faunistici) che servirà come base scientifica per affrontare la questione.

Nel mentre gli assessori all’Agricoltura e foreste, Gianni Salvadori, e all’Ambiente Anna Rita Bramerini, in questi giorni hanno incontrato a più riprese le associazioni degli agricoltori e allevatori, quelle degli ambientalisti e animalisti e i rappresentanti degli enti locali maggiormente interessati al fenomeno. In tutte le riunioni i due assessori hanno premesso, come condizione irrinunciabile, che la Regione non è disponibile a interventi che vadano nella direzione del “contenimento” del lupo, specie protetta dalla normativa europea ed italiana. Con uguale decisione – spiega la Regione – è stato anche sottolineato il valore della attività di allevamento, decisivo anche per il presidio di zone marginali e per il contrasto al dissesto idrogeologico, e la necessità di tutelare le greggi e gli allevatori dagli attacchi dei predatori.

Alle associazioni degli agricoltori e degli allevatori, così come a quelle degli ambientalisti e animalisti, è stato chiesto un impegno a collaborare per trovare soluzioni condivise che affrontino nell’immediato l’emergenza ma siano anche capaci di incidere in maniera strutturale sulla questione. Le misure che si intendono adottare potranno poi essere contenute in un atto di intesa a firma di tutti i soggetti interessati.