Tre nuovi mini-draghi scoperti nelle foreste delle Ande (Fotogallery)

Il loro areale è nell’hot spot della biodiversità tra Perù ed Ecuador

[7 aprile 2015]

Sembra che ogni volta che degli erpetologi entrano in una foresta delle nubi andina ne vengono fuori con una nuova specie di rettile. Infatti ZooKeys  pubblica lo studio “Three new species of woodlizards  (Hoplocercinae,Enyalioides) from northwestern South America” nel quale tre ricercatori sudamericani  –

Omar Torres-Carvajal  della Pontificia Universidad Católica del Ecuador di Quito, Ecuador, Pablo J. Venegas  del Centro de Ornitología y Biodiversidad  del Perù e Kevin de Querioz del National Museum of Natural History della  Smithsonian Institution – riportano a scoperta di tre nuove specie di Enyalioides delle Ande tropicali nel nord del Perù e in Ecuador.

I ricercatori spiegano che  tra queste te nuove specie l’Enyalioides altotambo  dell’Ecuador nord-occidentale, si differenzia dalle altre specie di Enyalioides pechè possiede squame dorsali lisce ed omogenee e per la e la mancanza di grandi circolare e scaglie carenate sui fianchi;  Enyalioides anisolepis  ha il suo areale tra le Ande a sud dell’Ecuador e al nord del Perù e si distingue dalle altre specie do Enyalioides per le sue grandi squame su dorso, fianchi e arti posteriori, ma anche per la sua cresta ertebrale abbastanza sviluppata,  che sul collo è tre volte più alta che tra le estremità posteriori;  Enyalioides sophiarothschildae, che vive sulle pendici amazzoniche dalla Cordillera Central al nord del  Perú, differisce dalle altre specie di Enyalioides per avere squame caudali di dimensioni simili in ogni segmento della coda e per una parte della gola bianca con un centro nero e squame turchesi nei maschi, così come per le mascelle e le labbra bianche.

I ricercatori hanno presentato anche un albero filogenetico molecolare di 18 specie di  hoplocercinae, che include le tre specie descritte e l’ E. cofanorum,  così come una chiave identificativa aggiornata delle specie di Hoplocercinae.

Questi rettili, conosciutì anche come woodlizards, o draghi nani, di solito sfoggiano livree brillanti che vanno dal verde fluorescente al rosso sangue. Alcuni sembra davvero versioni in miniatura dei grandi  draghi mitologici, con i loro occhi fiammeggianti scarlatti e le aguzze creste dorsali che arrivano fino alla testa. Con le nuove scopre te, lde specie di “min-draghi” che vivono in questo hotspot della biodiversità tra Perù ed Ecuador arrivano a 15, ma quando Torres-Carvajal ha iniziato la sua ricerca post-dottorato alla Smithsonian Institution nel 2006 se ne conoscevano una manciata di specie. Gli erpetologi consideravano questi “draghi nani” uno dei gruppi meno numerosi dei sauri sudamericani, ma è bastata qualche spedizione nella foresta pluviale montana per cambiare idea: negli ultimi 7 anni  Torres-Carvajal ed il suo team hanno scoperto7 nuove specie di Enyalioides tra l’Ecuador e il Perù e durante l’ultima spedizione hanno scoperto facilmente dei  mini-draghi attivi durante il giorno. Confrontandoli con le altre specie conosciute hanno subito capito che poteva trattarsi di nuove specie, cosa che oi è stata confermata dal DNA –

L’Enyalioides altotambo , è stato chiamato così in onore del puccolo vuillagguio dell’Alto Tambo nel nord-ovest dell’Ecuador, dove sono state trovati. I maschi di questa specie hanno l’aspetto di una piccola iguana, mentre le femmine somigliano ad un camaleonte.

Enyalioides anisolepis sembra davvero un mini-drago e gli esemplari di questa specie sfoggiano livree con tre varianti di colore, che vanno dal verde e bianco brillante al marrone ed al bruciato arancione

L’Enyalioides sophiarothschildae , ha il corpo nero e marrone ed una testa molto clorata con “labbra” bianxche.

Il team di ricercatori è convinto che ci sono ancora altri mini-draghi sudamericani da scoprire e de Queiroz conclude: «le Woodlizards sono abbastanza grandi e ben visibili, quindi è interessante che circa la metà delle specie attualmente riconosciute siano state scoperte negli ultimi 10 anni. Questo dimostra quanto abbiamo ancora da imparare sui rettili del Sud America».