Trota macrostigma: a Santa Fiora gli studenti del master universitario

La trota mediterranea a rischio per perdita di habitat e disturbo antropico

[15 febbraio 2016]

Trota macrostigma

Il 16 febbraio a Santa Fiora arrivano gli studenti del master universitario in “Gestione e conservazione dell’ambiente e della fauna” dell’Università di Parma, accompagnati dal professor Francesco Nonnis Marzano, direttore del master. In un comunicato il Comune di Santa Fora spiega che «Seguiranno da vicino le attività del progetto di recupero e reintroduzione della trota macrostigma nell’alto corso del Fiume Fiora trattando vari aspetti: spremitura dei riproduttori di trota, la fecondazione delle uova, e l’alloggiamento nell’incubatoio in attesa della schiusa dei piccoli».

Il progetto di recupero e valorizzazione della trota macrostigma  (Salmo Macrostigma), o trota mediterranea,  è finanziato da Regione Toscana e dal Comune di Santa Fiora. La direzione scientifica è dell’ittiologo Armando Piccinini, spin off accademico Gen Tech.

Su sito del progetto LIFE+ Trota si legge che «Nel suo areale italico questo salmonide corre un alto rischio di estinzione per numerose cause: eccessive captazioni idriche e inquinamento delle acque (fenomeni particolarmente negativi nei piccoli corsi d’acqua tipici dell’area mediterranea); artificializzazione degli alvei fluviali, come cementificazioni e rettificazioni, e prelievi di ghiaia che distruggono le aree di frega; eccessiva attività di pesca sportiva e fenomeni di bracconaggio (che possono risultare deleteri negli ambienti lotici di piccole dimensioni); competizione alimentare, “inquinamento genetico” e diffusione di patologie da parte delle Trote fario introdotte, spesso in modo massiccio, a vantaggio della pesca sportiva. Queste cause hanno prodotto numerose estinzioni locali, sia per il progressivo depauperamento delle popolazioni, sia attraverso la perdita delle caratteristiche genetiche fenotipiche del taxon in seguito all’ibridazione. Si è verificata così la consistente contrazione dell’areale e una precaria condizione di sopravvivenza per le poche popolazioni relitte. Per questi motivi, la Salmo macrostigma è riportata nella Direttiva 92/43/CEE tra le “specie animali e vegetali d’interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione” (all. II)».

Il master, organizzato nell’ambito di una collaborazione tra 5 diverse università (Parma come ente capofila, Firenze, Pavia, Varese e Sassari) verte sulla conservazione della fauna, con particolare riguardo ai vertebrati e alle dinamiche ambientali in grado di condizionarne lo stato di conservazione. Per questo Santa Fiora, con il progetto di recupero della biodiversità della trota macrostigma alla Peschiera e con l’incubatoio di valle, risulta un ambiente ideale per lo svolgimento delle lezioni sulla fauna ittica a rischio di estinzione. Negli anni scorsi le attività sono state particolarmente gradite dagli studenti dello stesso master provenienti da diverse parti d’Italia.

La lezione di domani verterà sulle modalità riproduttive e sui successi di ripopolamento della trota mascrostigma nel sito di interesse comunitario “Alto Corso del Fiume Fiora”. Si svolgerà al Parco della Peschiera la mattina, in concomitanza con l’attività sul campo. Il Parco della Peschiera rimarrà comunque aperto al pubblico. Tutti i visitatori potranno, quindi, assistere alle attività del progetto dedicate agli studenti del master.