Scoperto il più antico cranio fossile del genere

Trovato l’antenato asiatico di tutti i felini? Le tracce in Tibet

Era simile al leopardo delle nevi

[14 novembre 2013]

I più antichi fossili appartenenti a grandi felini sono stati trovati nell’Himalaya tibetano, e appartengono ad una specie precedentemente sconosciuta che il team di ricercatori statunitensi, canadesi e cinesi che l’hanno scoperta descrivono come “simile a un leopardo delle nevi”, chiamandola con il nome scientifico di  Panthera blytheae. I frammenti di cranio del felino, descritto nello studio “Himalayan fossils of the oldest known pantherine establish ancient origin of big cats” pubblicato su Proceedings of Royal Society B, sono stati datati tra 4,1 e 5,95 milioni anni fa.

La loro scoperta è una conferma della teoria che i grandi felini si sono evoluti nell’Asia centrale, non in Africa, per poi diffondersi negli altri continenti.

Il team di ricercatori sino-statunitense-canadese sottolinea che «I felini Pantherine (“big cats”) sono i più grandi felini viventi, predatori all’apice nei rispettivi ecosistemi. Sono anche il primo lignaggio divergente dei felini e quindi sono importanti per comprendere l’evoluzione di tutti i gruppi successivi di felini», compresi i nostri gatti domestici.

Fino ad ora i più antichi fossili di felini erano stati trovati in Africa, ma la filogenesi molecolare indica l’Asia come la loro regione di origine. «Questo paradosso – evidenziano i ricercatori – non può essere riconciliato con le conoscenze attuali, soprattutto perché i primi grandi fossili di felini sono estremamente rari e frammentari».

Per questo la scoperta di un fossile pantherine nell’Himalaya tibetano, risalente al tardo Miocene-Pliocene inferiore,  è eccezionale, visto che diventa il più antico fossile di felino del mondo.  Lo studio dimostra con “totale evidenza” che il nuovo ed antichissimo felino è strettamente imparentato con il leopardo delle nevi (Panthera uncia) e presenta caratteristiche intermedie della linea evolutiva dei grandi felini.

I ricercatori spiegano che «Modelli biogeografici storici forniscono un robusto supporto all’origine asiatica delle pantherine. Le analisi combinate indicano che il 75% degli eventi di divergenza nel lignaggio delle pantherine risalgono  fino al Miocene, fino a 7 milioni di anni prima di quanto stimato in precedenza. L’origine più evolutiva più profonda di grandi felini rivelata dai nuovi fossili e dalle analisi indica una stretta associazione tra il sollevamento dell’altipiano tibetano e la diversificazione dei primi felini viventi».

Jack Tseng dell’University of Southern California, conferma in un’intervista alla Bbc: «Questo felino è una sorella del leopardo  delle nevi vivente: ha una fronte ampia e un muso breve, Ma è un po’ più piccolo, delle dimensioni dei leopardi nebulosi» (Neofelis nebulosa).

La sottofamiglia delle  Pantherinae, i grandi felini, include leoni, giaguari, tigri, leopardi, leopardi delle nevi, e leopardi nebulosi, le analisi del Dna suggeriscono che si siano discostati dai loro cugini dei Felinae, che comprendono puma, linci e gatti domestici, circa 6,37 milioni di anni fa. I fossili più vecchi trovati in precedenza risalgono ad appena appena 3,6 milioni di anni fa, si tratta di frammenti di denti scoperti a Laetoli, in Tanzania, nel famoso sito degli ominidi scavato da Mary Leakey negli anni ‘70. Inuovio fossili provengono dalla remota regione del bacino dello Zanda, nel sud-ovest del Tibet e sono stati trovati nel 2010 da un team di cui facevano parte Tseng e sua moglie Liu Juan, una paleontologa dell’università canadese dell’Alberta. Tra le più di 100 ossa di un deposito di fossili trovati in una parete erosa da un fiume e emerso il cranio schiacciato, ma in gran parte completo, di un teschio di un grande felino.

«Siamo stati molto sorpresi di trovare un fossile di felino in quel bacino – ha detto Tseng alla Bbc News –  Di solito troviamo antilopi e rinoceronti, ma questo sito è stato speciale Abbiamo trovato più carnivori… Tassi, faine e volpi». Tra le ossa fossili c’erano 7 frammenti di cranio, appartenenti ad almeno 3 singoli felini, dei quali uno era il cranio quasi completo.

Ma un esperto di evoluzione dei grandi felini, William Murphy della Texas A & M University, si chiede se la nuova specie fosse davvero una sorella del leopardo delle nevi: «L’affermazione degli autori che questo teschio è simile al leopardo delle nevi è molto debolmente sostenuta sulla base dei soli caratteri morfologici, e questo ramo dell’albero evolutivo basato sulla morfologia non è coerente con la struttura del Dna dei felini viventi,. Resta altrettanto poco probabile che questo fossile sia l’antenato ancestrale dei  grandi felini viventi. Scheletri più completi sarebbe utili per confermare i loro risultati».

Non la pensa come lui Manabu Sakamoto, dell’Università di Bristol, esperto dell’evoluzione delle Pantherinae, che insiste: «Questo è un risultato molto significativo, si colma una grande lacuna».