Trovato un uovo gigante e intatto di uccello elefante. Al museo di Buffalo se lo erano dimenticato

Al mondo ne esistono meno di 40, pochissimi sono integri. Gli Aepyornis estinti rapidamente dopo la colonizzazione umana del Madagascar

[24 aprile 2018]

Quando gli esseri umani sbarcarono per la prima volta in Madagascar circa 1500 anni fa, scoprirono molte specie straordinarie che poi si sono (abbiamo) estinte: come lemuri grandi quanto i gorilla, tartarughe giganti e mini-ippopotami. Tra questi c’era anche un gigantesco uccello incapace di volare che vagava nelle fitte foreste che allora ricoprivano il Madagascar e depositava le uova più grandi di qualsiasi vertebrato finora conosciuto, compresi i dinosauri.

Si trattava dell’Aepyornis, che venne chiamato uccello elefante e che diventò una fonte di cibo molto preziosa per i coloni umani del Madagascar. Un uovo di uccello elefante faceva impallidire per dimensioni quello di uno struzzo e il suo volume era approssimativamente uguale a quello di 150 uova di gallina, un solo uovo di elefante poteva quindi nutrire diverse e i coloni saccheggiarono in nidi degli uccelli elefante, spingendoli così molto probabilmente verso l’estinzione. Oggi di quei giganteschi animali restano solo poche enormi uova, meno di 40 costudite in istituzioni pubbliche. Per lo staff del Buffalo Museum of Science  è stata quindi una grande sorpresa quando dalle vaste e dimenticate collezioni museali è uscito fuori un uovo di uccello elefante intatto e completamente dimenticato.

La scoperta è avvenuta grazie all’inventario della collezione che il museo statunitense ha accumulato in oltre un secolo e che è attualmente in fase di aggiornamento. Mentre inseriva i dati per realizzare il nuovo  catalogo nel sistema informatico del museo, la direttrice delle collezioni di zoologia, Paige Langle, ha aperto un armadietto che non veniva ispezionato da molto tempo e ha scoperto che dentro c’era un enorme uovo color crema, lungo più di 30 cm, con più di 71 cm  di circonferenza e pesante quasi 1,5 kg. Però, l’uovo era però  etichettato come modello, ma la Langle ha sospettato immediatamente che fosse «troppo realistico per essere un modello – ha detto a Smithsonian.com – Ho provato a scrollarmelo di mente, ma più guardavo da vicino la superficie del guscio e più sentivo il peso dell’uovo, più continuavo a pensare che doveva essere vero». E aveva ragione. Cercando più a fondo nelle collezioni, la Langle  ha trovato una copia dell’uovo di elefante che era ovviamente il modello in questione. Lo staff del museo ha poi esaminato gli archivi dell’istituto e ha trovato documenti che indicavano che il Buffalo Museum of Science nel 1939 aveva acquistato un uovo di elefante sub-fossilizzato da un fornitore londinese di esemplari di tassidermia. Hanno anche trovato una lettera scritta da un curatore museale dell’epoca, che elencava vari oggetti che voleva acquisire per un’esposizione sugli uccelli. Uno di questi era un uovo di uccello elefante.

Kathryn Leacock, direttrice della collezioni del Buffalo Museum of Science, spiega: «Per quel che possiamo dire, inviò questa lista a ogni tipo di rivenditori in  tutto il mondo, molti dei quali erano a Londra. Un paio di loro risposero e dissero: “Oh no, non ne avrai uno. Sono piuttosto costosi”. Fortunatamente non ha lasciato che qiesto  lo scoraggiasse».

Lo staff del museo ha inviato l’uovo di uccello elefante ritrovato alla State University of New York College di  Buffalo per effettuare delle radiografie e per autenticarlo e gli esperti non solo hanno confermato che l’uovo è vero ma sono anche stati in grado di determinare che era stato fecondato. «Hanno potuto distinguere il sacco vitellino e – dice la Leacock –  “frammenti bianchi” che potrebbero indicare l’inizio dello sviluppo di un uccello».

La quarantina di uova di uccello elefante che sono in possesso di istituzioni pubbliche sono  in diversi stati di conservazione: il più completo è sicuramente quello della National Geographic Society che ha un uovo sub-fossilizzato intatto con all’interno lo scheletro di un embrione. Ma altre uova di uccello elefante sono roidotte a soli frammenti del guscio, E’ difficile sapere quante uova di Aepyornis si trovano nelle collezioni private,sicuramente  David Attenborough ne ha uno e nel 2013 Christie’s a Londra  ha venduto all’asta un altro uovo per la bella cifra di 100.000 dollari.

La Leacock spera che il nuovo esemplare ricomparso al Buffalo Science Museum si riveli prezioso per gli esperti interessati all’uccello elefante. In Madagascar c’erano diverse specie di queste enormi creature e la  più grande, l’ Aepyornis titan, superava i 3 metri di altezza e pesava più di 450 kg. Dopo che gli esseri umani arrivarono in Madagascar, queste magnifiche creature si estinsero in tempi relativamente brevi: l’ultimo avvistamento di un Aepyornis risale al XVII secolo. Non è del tutto chiaro il motivo per cui questi giganteschi uccelli si estinsero, ma secondo l’antropologa Kristina Guild Douglass, della Yale University, è convinta che «La risposta sia da qualche parte in una combinazione di cambiamenti climatici, cambiamenti nella vegetazione e predazione umana. Dai miei scavi, la predazione umana sembra essersi limitata al bracconaggio delle uova».

L’uovo di uccello elefante dimenticato del  Buffalo Museum of Science non era più stato in mostra dagli anni ’40 e ’50 e ora il museo progetta di presentarlo all’interno una mostra intitolata “Rethink Extinct“, che analizza i principali episodi di estinzione, dall’era del dinosauro ai giorni nostri.

La Leacock. conclude: «E’ super, super cool averlo a Buffalo e spero che la comunità sia orgogliosa di avere uno dei pochissimi musei che hanno questo patrimonio culturale. Siamo davvero molto eccitati».