Trump all’attacco anche dei monumenti marini nazionali Usa (VIDEO)

In pericolo fauna marina e intere comunità costiere, per favorire l’estrazione di petrolio, gas e minerali

[14 luglio 2017]

La denuncia arriva dal Natural resources defense council (Nrdc), una delle più grandi e storiche associazioni ambientaliste usa: «L’amministrazione di Trump vuole ridurre le protezioni per alcuni degli ecosistemi oceanici più vulnerabili del nostro pianeta, mettendo così a repentaglio le balene, i delfini e innumerevoli altre specie marine e minacciano il sostentamento delle comunità costiere. Tutte le società di combustibili fossili e altri interessi industriali possono agire per sostenere i loro interessi». Per questo l’Nrdc chiede di inviare un messaggio a Donald Trump  perché «non distrugga i nostri luoghi speciali dell’oceano e costringa la fauna selvatica e le comunità oceaniche a pagarne il prezzo».

La presidente dell’Nrdc, Rhea Suh, spiega che «Il presidente Trump e il segretario agli nterni Zinke hanno proposto la revisione delle protezioni per più di due dozzine di monumenti nazionali. Ora, Trump ha ordinato al suo Dipartimento del commercio i mettere anche 11 santuari marini e monumenti sul ceppo del macellaio. Questi includono il Northeast Canyons and Seamounts Marine National Monument al lago della costa di Cape Cod, il Papahānaumokuākea Marine National Monument nelle Hawaii, il Monterey Bay Sanctuary al largo della California e il Thunder Bay Marine Sanctuary al largo del  Michigan».

La National oceanic and atmospheric administration (Noaa), l’agenzia Usa incaricata dal Dipartimento del Commercio di proteggere gli oceanni e la fauna marina statunitensi, ha invitato a fare osservazioni entro il 26 luglio a questo pericoloso piano, che si rimangia molti degli ampliamenti di aree marine protette fatti da Barack Obama. Le osservazioni saranno valutate dal segretario al commercio Usa Wilbur Ross, un falco della destra liberista Usa, che poi invierà le sue raccomandazioni su quali iniziative intraprendere  al presidente Trump. La Suh è molto preoccupata: «Dobbiamo muovervi rapidamente per produrre un’audizione pubblica travolgente in difesa dei luoghi speciali dell’oceano della nostra nazione. Vi preghiamo di parlare adesso per far sapere a Trump e alla sua amministrazione che non staremo a guardare che i nostri oceani vengano sacrificati a beneficio dei profitti dell’industria petrolifera».

Gli ambientalisti dicono che le conseguenze dei tagli alle protezioni di  queste aree marine sarebbero devastanti: «Aprirebbero il Northeast Canyons and Seamounts monument alla trivellazione di petrolio e gas, alla pesca commerciale, all’estrazione mineraria in profondità dal fondale marino e ad altri sfruttamenti commerciali. Aprirebbe anche 2.278.400 acri dej meravigliosi santuari nazionali marini della California alla trivellazione petrolifera offshore».

La nuova mossa antiambientalista di Trump e della sua banda di ecoscettici e negazionisti climatici  metterebbe in pericolo migliaia di specie marine rare o a rischio estinzione, compresi capodogli, delfini, i coralli di profondità tartarughe marine e uccelli marini che sono vulnerabili sua all’inquinamento prodotto dalle trivellazioni offshore  che alle ricerche petrolifere e gasiere effettuate con la tecnica dell’airgun. La Suh è convinta che così Trump e la sua Amministrazione «Distruggono un “serbatoio di resilienza” essenziale contro Il cambiamento climatic e mettono in pericolo economie costiere floride che dipendono dagli oceani sani. L’Nrdc sta lavorando su ogni fronte per fermare queste sconsiderate rottamazioni, compreso il prepararsi ad andare in tribunale, se necessario. Ma nel frattempo dobbiamo alzare le nostre voci e difendere questi pezzi fondamentali e insostituibili del patrimonio naturale americano e tutte le nostre acque marine minacciate, mentre ancora possiamo. I nostri oceani e la fauna selvatica marina hanno bisogno di voi:chiedete a protezione dei nostri monumenti nazionali marini e dei santuari nazionali marini, prima che sia troppo tardi».

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