Bocciata la diga sulle dune protette, lunga 2,8 Km, alta 4 metri e larga 20

Trump non farà più il muro (in Irlanda). I surfisti e una chiocciolina sconfiggono il neopresidente Usa

Per Trump il cambiamento climatico negli Usa non esiste, ma in Irlanda sì

[7 dicembre 2016]

Il presidente Usa eletto Donald Trump aveva chiesto di realizzare una barriera costiera lunga 2,8  Km  sulla costa davanti al suo  International Golf Links and Hotel Ireland a  Doonbeg, ma alla fine ha dovuto rinunciarci perché gli sono stati negati i permessi. Infatti la Doonbeg County Clare  ha avviato una consultazione pubblica  sulla revisione del progetto di difesa costiera Donald Trump e nella notte del 5 dicembre ha annunciato che il permesso di costruire un muro continuo di 2,8 km è stato annullato.

A quanto pare Trump presenterà prima di Natale una nuova richiesta basata su un progetto che prevede difese più ridotte, realizzate in palancole metalliche e rocce, in due aree, una lunga  650 metri e l’altra  200 metri, alle estremità del sistema dunale. Due buche che interessavano la costa verranno trasferite  nell’entroterra. La nuova proposta potrebbe essere sottoposta ad approvazione nel marzo 2017.

La clamorosa ritirata di quello che è destinato a diventare l’uomo politico più potente del mondo  è in gran parte dovuta a una petizione online lanciata da una coalizione capeggiata da  Save the Waves, un’associazione di surfisti  ambientalisti,  e alla quale aderiscono anche Surfrider Foundation Europe, Friends of The Irish Environment, Irish Surfing Association, West Coast Surf Club, Friends of The Earth Ireland e Irish Seal Sanctuary. In poco tempo la Contea si è trovata a fare i conti con più di 100.000 firme di persone contrarie al muro costiero di Trump e, di fronte anche all’ostilità della popolazione locale, si è tirata indietro. Il direttore programmi di Save the Waves, Nick Mucha, ha detto: «E’ una buona notizia. Si tratta di una pietra miliare per la nostra  campagna. Dimostra la forza della comunità internazionale nel proteggere le nostre coste. Save the Waves e i suoi partner irlandesi continueranno a monitorare le nuove proposte e restano impegnati per fare in modo che si giunga a una soluzione responsabile, ma oggi più di 100.000 persone possono  festeggiare il fatto che la mal concepita  proposta originale della è stata smantellata».

Trump pensa che il cambiamento climatico sia una bufala inventata dai cinesi, ma il progetto originale bocciato si basava proprio sul fatto che il suo campo da golf deve essere difeso dall’aumento del livello del mare causato dal cambiamento climatico. E’ più che probabile che gli ambientalisti setacceranno i documenti del nuovo progetto per vedere se ci sono ulteriori riferimenti ai cambiamenti climatici e all’impatto dell’innalzamento del  mare.

Il Trump International hotel e il campo da golf di Doonbeg sono stati acquistati nel 2014 dal neo-presidente Usa, ma le tempeste sempre più forti hanno causato una significativa erosione delle dune di sabbia e per questo Trump ha chiesto al Clare County Council di costruire un muro di pietre calcaree di 2,8 km per limitare l’impatto delle onde. Una vera e propria diga sulla costa, alta 4 metri e larga 20 metri  e che avrebbe richiesto circa 200.000 tonnellate di roccia. Quindi l’ecoscettico Trump, quello che in patria vuole demolire l’Epa e dice che le ricerche climatiche della Nasa sono un inutile spreco, in Irlanda era disposto a spendere 10 milioni di euro per costruire un muro che non doveva certo impedire l’ingresso di migranti – come quello che vorrebbe far costruire al Messico – ma perché «L’aumento del livello dei mari e l’aumento della frequenza delle tempeste e l’energia delle onde associati al riscaldamento globale può aumentare il tasso di erosione», si legge nel progetto di Trump. Come se non bastasse Trump ha detto che il muro andrebbe anche a vantaggio della comunità, che potrebbe difendersi dai cambiamenti climatico in corso e proteggere la costa a spese sue.

Il piano Trump era sostenuto da una parte dei residenti – soprattutto imprese locali – ma c’è stata subito una forte opposizione della maggioranza della popolazione e delle associazioni ambientaliste. Il simbolo della battaglia contro il muro irlandese di Trump è diventata una piccola chiocciola – misura circa 2 x 1 mm –  protetta dalla Direttiva Habitat dell’Ue, la Vertigo sinistrorso minore (Vertigo angustior) che sarebbe stata messa in pericolo dal gigantesco muro.

Sei mesi fa, la Contea aveva chiesto al gruppo Trump ulteriori informazioni sugli impatti del muro sulla Carrowmore dunes special area of conservation ma dopo non aver ricevuto risposta ha bloccato tutto e ritirato le autorizzazioni. All’ International Golf Links and Hotel Ireland non l’hanno presa bene e, dopo aver annunciato che tutta questa attenzione per l’ambiente e il relative processo di pianificazione avrebbero fatto perdere troppo tempo, hanno ricordato in un comunicato che il resort contribuisce con circa 6 milioni di euro all’anno all’economia locale e che le strutture verranno riconsiderate ma sono essenziali per proteggere i campi da golf dall’erosione costiera provocata dai cambiamenti climatici: «A partire dal 2002, si stima che sia stato eroso un fronte dunale  da 15m  a 20 m dal fronte alla spiaggia e al campo da golf. Tutti gli sforzi per una gestione soft della costa sono falliti. Sono stati esperiti anche tutti gli sforzi per risistemare il fenomeno» sono stati anche spesi».

Il direttore di Friends of The Irish Environment, Tony Lowes, spiega che «La minaccia del muro irlandese di Trump ha aleggiato sopra Doonbeg come una nuvola scura per più di due anni. Non c’è alcun dubbio che la proposta originale avrebbe fermato lo sviluppo del sistema dunale  e devastato la spiaggia, portando ad una perdita di uno dei luoghi più ameni  sulla costa occidentale. Mentre oggi il senso di sollievo è enorme – come lo è nostra gratitudine per la comunità-internazionale –  l’attuale proposta richiederà un’analisi dettagliata in termini di obiettivi di conservazione – e dell’impatto sulla chiocciola protetta -. Prima di poterla commentare»

Anche il leader degli Irish Surfer, Fergal Smith, che ha partecipato  alla giornata consultazione pubblica,  è soddisfatto: «C’è stato un serio ripensamento sul muro originale, che è stato bello vedere. E’ ancora un muro, che è sempre una preoccupazione, quindi è importante tenere d’occhio gli sviluppi».

Verrebbe da dire che chi di muro ferisce di muro perisce e anche gli ambientalisti irlandesi sono convinti che l’attenzione internazionale intorno alla promessa di Donald Trump di costruire un muro sul confine meridionale degli Usa non lo abbia aiutato a far passare i suoi piani per Doonbeg. Lowes, che aveva incontrato lo staff irlandese di Trump, piega: «Si potrebbe dire che erano sconvolti, perché erano già state fatte analogie con il muro del Messico. Si può dire che non gli piaceva perché percepivano che questo poteva trasformarsi in qualcosa in più di una battaglia per una pianificazione in Irlanda».

Ed è esattamente quello che è successo, con Save the Waves  inondata da 100.000 firme provenienti da tutto sulla petizione contro il muro irlandese di Trump. Gli ambientalisti irlandesi evidenziano anche un altro aspetto: la critiche che il presidente eletto Usa ha subito per il suo ecoscetticismo e negazionismo climatico non hanno svolto un grosso ruolo nella vicenda: «In questo caso credo che l’assurdità della proposta, l’indignazione per ciò che stava per essere inflitto, era così grande, che nessuno poteva guardare la proposta senza esserne scioccato – conclude Lowes – Ho visto molto raramente un caso ambientale che sembrasse così assolutamente orribile».