Quanto è grande la biodiversità?

Tutti i numeri dei parchi

Presentato nei giorni scorsi il volume “Parchi nazionali: dal capitale naturale alla contabilità ambientale”

[22 luglio 2013]

L’Italia è il Paese europeo con la più grande varietà di specie viventi. Nei 23 parchi nazionali si trova la maggior parte degli habitat importanti per la vita delle 56.000 specie di animali presenti in Italia.

Le foreste più significative dei parchi sono faggeti e querceti, che danno un contributo fondamentale alla lotta contro l’effetto serra. Non solo, i parchi nazionali frenano il consumo di suolo: se il 17% dei boschi ha ceduto il passo a superfici artificiali, l’attenzione degli enti parco ha permesso di ridurre al 4,5% l’urbanizzazione in queste aree protette.

Ancora: nei parchi nazionali ci sono 124 varietà di ambienti sulle 149 presenti in Italia e il 7,1% del territorio del parchi è rappresentato da fiumi e laghi.

Questi in sintesi alcuni dati riportati nel volume “Parchi nazionali: dal capitale naturale alla contabilità ambientale” presentato nei giorni scorsi a Roma, durante la “Giornata sulla contabilità ambientale”, dove è stata messa in evidenza la forte valenza economica dei parchi e della biodiversità che vi è ospitata, ancora non del tutto riconosciuta.

L’iniziativa, organizzata dal ministero dell’Ambiente e dall’università La Sapienza di Roma, a cui hanno partecipato numerosi esponenti del mondo scientifico, istituzionale, dell’associazionismo e i presidenti di alcuni parchi nazionali, è stata conclusa dal direttore generale della Direzione Protezione della natura e del mare del ministero dell’Ambiente, Renato Grimaldi.

«Oggi stiamo evidenziando l’idea di una ripartenza importante», ha detto. «A tre anni dall’approvazione della Strategia nazionale per la biodiversità, qualche risultato l’abbiamo colto. Per esempio siamo stati tra i pochi Paesi europei ad aver presentato recentemente la rendicontazione sulle spese sostenute dall’Italia per la tutela della biodiversità. Questa iniziativa serve a fare il punto. Dobbiamo saper valorizzare la qualità dei parchi sulla base di misuratori precisi. Dobbiamo dimostrare con i  numeri quanto vale la nostra natura».