Ue, la Corte di giustizia condanna la Grecia: non ha protetto le tartarughe marine

[10 novembre 2016]

La Corte di giustizia europea condanna la Grecia per non aver tutelato le tartarughe marine Caretta caretta nella baia di Kyparissia, ed è dunque venuta meno agli obblighi imposti dalla direttiva Habitat.

Le spiagge lungo il golfo di Kyparissia, sulla costa occidentale del Peloponneso, già dal 2006 Sic (siti di importanza comunitaria) sono divenute negli ultimi anni la più importante area di nidificazione della tartaruga marina Caretta caretta all’interno dell’Unione, con un numero di nidi in continuo aumento.

La tartaruga comune (è così che viene anche chiamata la Caretta caretta) ha la particolarità di deporre le uova solo ogni 2 o 3 anni, dal mese di maggio sino al mese di agosto. La tartaruga esce dal mare durante la notte e si dirige verso il luogo più asciutto della spiaggia, dove scava una buca profonda da 40 a 60 cm per deporvi in media 120 uova. Due mesi dopo, le uova si schiudono e le giovani tartarughe escono dalla sabbia per correre verso il mare. Esse sono vulnerabili e un gran numero di esse muore. Per questo hanno necessità di una particolare tutela.

La Grecia devastata dalla crisi economica e dall’austerità imposta al Paese da Bruxelles ha però consentito l’utilizzo di alcune strade e sentieri, l’esercizio di determinate tipologie di impiego a fini turistici delle spiagge (esempio campeggi, bar-ristoranti ecc…), la pesca e la costruzione di case. Non ha quindi adottato le opportune misure per evitare nelle zone speciali di conservazione il degrado degli habitat naturali e degli habitat di specie nonché la perturbazione delle specie per cui le zone sono state designate.

Quindi nel 2011 la Commissione ha addebitato allo Stato l’inadempimento all’obbligo di tutela. E insoddisfatta delle risposte fornite dalla Repubblica greca, ha deciso, di avviare un ricorso per inadempimento contro tale Paese dinanzi alla Corte di giustizia. Dopo il 2002 e il 2014 la Corte ha accertato per la terza volta l’inadempimenti.

La Corte spiega che l’accertamento dell’inadempimenti consente di presumere che durante il procedimento precontenzioso condotto dalla Commissione mancasse un quadro legislativo completo e coerente, a carattere preventivo, per la zona di Kyparissia. Tale presunzione di incompletezza del quadro legislativo nazionale è confermata dalla circostanza che la Grecia ha adottato taluni atti giuridici successivamente al procedimento dinanzi alla Commissione.

Infine, la Corte rileva che gli autori delle perturbazioni legate ai progetti immobiliari hanno quantomeno accettato la possibilità che le tartarughe venissero perturbate durante il periodo di riproduzione. Quindi conclude che una perturbazione deliberata vietata dal diritto dell’Unione è avvenuta.

E’ la direttiva habitat  impone agli Stati membri di contribuire ad assicurare la biodiversità mediante la conservazione della fauna selvatica. In tale contesto, gli Stati membri devono adottare tutte le misure necessarie per introdurre un sistema di rigorosa tutela di talune specie animali.

Quindi prevede l’individuazione di zone di conservazione, i cosiddetti Sic, finalizzate a garantire la protezione di determinati tipi di habitat (elencati nell’allegato I della direttiva) e di alcune specie animali e vegetali (allegato II). L’allegato I indica, in particolare, diversi ecotipi dunali, mentre nell’allegato II è menzionata la tartaruga marina Caretta caretta. Quest’ultima è classificata addirittura come prioritaria e, pertanto, come particolarmente meritevole di tutela.