Un nuovo esemplare di Foca monaca nell’Area marina protetta delle Egadi

Avvistata con fototrappole. Ispra rilancia la campagna per le segnalazioni in tutti i mari italiani

[3 agosto 2016]

Foca monaca Egadi

L’impegno dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e dell’Area marina protetta Isole Egadi per monitorare la presenza nell’arcipelago della Foca monaca (Monachus monachus), una collaborazione alla quale si deve l’avvistamento, nell’inverno del 2016, di un nuovo esemplare di Foca monaca, che, spiegano all’Ispra è stato «ripreso dalle foto trappole alle Egadi: le sue caratteristiche suggeriscono che si tratti di un esemplare di taglia subadulta-adulta con caratteristiche morfologiche diverse dall’esemplare registrato dalle foto trappole nel 2011. Il dato conferma la valenza dell’area per la specie e indica la frequentazione da parte di più di un esemplare negli ultimi anni».

L’Ispra sottolinea: «Considerata la rarità della specie e la scarsità di informazioni sulla sua frequentazione dei siti costieri italiani, il riscontro nell’arcipelago siciliano è molto importante per la sua valenza conservazionistica. La frequentazione, probabilmente ripetuta nel tempo, di esemplari di Foca monaca nell’AMP delle Egadi anche in periodo invernale, è da attribuirsi ad un cambiamento, rispetto al passato, nell’atteggiamento delle comunità locali verso questa specie, nonché alla scelta di istituirvi la più grande riserva marina del Mediterraneo nel lontano 1991».

La Foca monaca è uno dei pinnipedi più minacciati al mondo: la sua popolazione sarebbe ridotta solo a circa  450 esemplari adulti che vivono nelle colonie del Mediterraneo orientale e quelle dell’Atlantico (isole Desertas e coste del Sahara atlantico).  In Italia, le ripetute segnalazioni registrate nei mari italiani nel corso degli ultimi 20 anni suggeriscono la frequentazione delle nostre coste da parte di più di un esemplare.

L’Area marina protetta Isole Egadi, spiega a sua volta che «L’attività relativa alla Foca monaca nell’arcipelago ha inizio nel 2011, quando l’Ispra avviò un’attività di ricerca in collaborazione con l’Amp “Isole Egadi”, gestita dal  Comune di Favignana per conto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, per verificare, documentare e raccogliere informazioni sugli avvistamenti di esemplari di Foca monaca (Monachus monachus). Tale attività ha riguardato, in un primo momento, il censimento delle grotte marine costiere lungo alcuni tratti di costa dell’arcipelago e la successiva istallazione di foto trappole nella zona emersa delle grotte, aventi le caratteristiche più idonee alla sosta di esemplari di Foca monaca, permettendo così un monitoraggio continuo e non-invasivo delle grotte».

E’ grazie alle foto trappole che è stata documentata la ripetuta frequentazione di un esemplare di taglia subadulta-adulta durante l’autunno-inverno 2011 e la primavera 2012 e all’Amp aggiungono che «Il riscontro delle Fototrappole alle isole Egadi si colloca in un più ampio contesto nazionale, che vede Ispra attiva nella raccolta dati sugli avvistamenti di esemplari di Foca monaca in tutti i mari italiani già dal 1998; da tale data ad oggi, l’Ispra segue il fenomeno degli avvistamenti di foca monaca nei mari italiani sottoponendo ogni segnalazione ad un processo di validazione. Le informazioni sugli avvistamenti, assieme a quelli derivanti dalle attività di monitoraggio in natura, vengono fornite al Ministero dell’Ambiente ai fini della rendicontazione ambientale richiesta in ambito comunitario. Poiché la specie è rara ed ha abitudini di vita piuttosto difficili da monitorare,  le informazioni ricavate delle segnalazioni dei cittadini, ovvero le informazioni raccolte mediante una procedura di citizen science, rappresentano un grande valore e necessitano di essere tutte validate».

E’ naturalmente soddisfatto il residente dell’Amp Isole Egadi e sindaco del Comune di Favignana, Giuseppe Pagoto, che parla di «Una conferma eccezionale un segnale importantissimo per il territorio. La Foca monaca, animale rarissimo e a rischio, è un indicatore di qualità dell’ambiente marino delle Egadi e anche il premio alla scelta di protezione operata da questo territorio ben 25 anni fa. Un grazie all’Ispra, al Ministero Ambiente per il supporto scientifico e istituzionale. Questo risultato è merito di tutti».

Secondo il direttore dell’Amp, Stefano Donati, «Documentare in maniera scientificamente certa la presenza invernale della Foca monaca alle Egadi  è un risultato eccezionale, in termini di conservazione, non solo per l’Area Marina Protetta “Isole Egadi”, ma per tutto il sistema delle Amp e delle aree protette italiane. Parliamo di un animale più raro della tigre del Bengala. Avevamo già accertato la sua presenza nel periodo 2010-2012, poi avevamo avuto avvistamenti sporadici e da verificare. Ora sappiamo che alle Egadi la Foca ha ritrovato il suo habitat, soprattutto in inverno».

L’Ispra ricorda che «L’avvistamento di una foca monaca è un avvenimento raro e quindi di straordinaria importanza che richiede comportamenti di grande sensibilità e rispetto da parte di tutti». Per questo motivo l’Ispra, rilancia anche questa estate l’iniziativa Foca monaca: un appello a tutti i turisti ed ai naviganti che frequentano i nostri mari e le nostre coste. Ecco alcuni consigli, in caso di avvistamento:

In caso di avvistamento in mare, occorre spegnere subito i motori dell’imbarcazione, mantenere il silenzio, e aspettare che l’animale continui il proprio percorso. Le foche, incuriosite, possono avvicinarsi ai natanti, ai subacquei ed alle imbarcazioni, ma in nessun caso devono essere disturbate, molestate e inseguite sia in acqua sia a terra.

Qualora non fosse possibile spegnere i motori dell’imbarcazione, limitare la propria navigazione passando lentamente e sempre posteriormente all’esemplare osservato al fine di non costringerlo o spaventarlo

Le foche monache utilizzano le grotte marine per riposare e per l’attività riproduttiva. In caso di avvistamento di una foca monaca durante una nuotata o un’immersione, allontanarsi lentamente per non disturbare l’animale.

Evitiamo il disturbo ai siti dove verosimilmente si riposa.

E’ assolutamente vietato tentare di avvicinare una foca monaca con il suo cucciolo, lo stress determinato dalla presenza umana potrebbe provocare l’abbandono del cucciolo e di quei luoghi negli anni successivi.

La foca monaca è protetta dalla legge italiana che ne vieta l’uccisione, la cattura, ed il disturbo.

Se saremo in grado di mantenere le condizioni ambientali adeguate le foche continueranno a frequentare le nostre coste, e anche tu potrai continuare ad osservarle negli anni a venire!

L’Ispra mette a disposizione una pagina Facebook dedicata (Focamonaca Ispra), tramite la quale, in caso di avvistamento, è possibile – e doveroso – segnalarne i particolari, indicando il luogo ed i recapiti dell’osservatore:

E’ possibile inoltre, contattare l’Ispra al numero 0650074630 oppure scrivendo una e-mail all’indirizzo focamonaca@isprambiente.it