Un insetto all’attacco delle olive toscane. Coldiretti: «Siamo nella fase cruciale»

[27 agosto 2013]

Dopo gli enormi danni provocati da un insetto ad un produzione tipica della nostra Regione, la castanicoltura, un altro minaccia da vicino una caratteristica dell’agricoltura regionale: le olive. L’attacco è della mosca olearia, e parte dalla zona delle Apuane.

Come informa Coldiretti, per difendere la prossima produzione olivicola – che rischia, senza adeguate contromisure, un drastico ridimensionamento – entrano nel vivo le azioni a tutela e miglioramento della qualità dell’olio prodotto nella Provincia di Massa Carrara, in particolare nella zona di costa di Massa e nell’area di Montignoso dove i “rilevamenti” periodici hanno già evidenziato una massiccia azione del più temile dei nemici delle olive ma sono sotto controllo grazie ai trattatemici con prodotti biologici consigliati. Più timida, al momento, la presenza nella zona di Carrara e in Lunigiana dove prosegue l’azione di controllo preventivo.

Sono state le ultime piogge a innescare i primi attacchi della Bactocera Oleae. A lanciare l’sos è proprio  Coldiretti, che in collaborazione con la Camera di Commercio ha attivato un progetto per monitorare ed informare le imprese in caso di superamento della soglia di pericolo, limite dopo il quale «gli esperti – spiega Franco Cresci, coordinatore e responsabile del progetto – consigliano di attivare tutte le contromisureadeguate per proteggere le olive. In questo momento stiamo monitorando una ventina di aziende agricole tra Montignoso, Massa, Carrara e la Lunigiana che rappresentano un nucleo campione; il controllo settimanale ci permette di diramare bollettini periodici per informare gli imprenditori con tempestività e permettergli di difendersi».

Per combattere la mosca bisogna però prima conoscere il proprio nemico: «La mosca è un nemico che possiamo contrastare e combattere con metodi efficaci come la difesa biologica mettendo così in condizioni le imprese di garantire al consumatore finale un prodotto di qualità. E’ questa – spiega ancora Cresci – la filosofia del progetto che ha trovato il sostegno della Camera di Commercio. Partiamo da un controllo serio ed efficace che coincide con un cambio culturale da parte dell’imprenditore». Al momento la situazione è sotto controllo, davanti ci sono però mesi delicatissimi: «Entriamo – commenta ancora – nella fase cruciale. Sono settimane decisive per il futuro del prossimo raccolto».

Uno degli obiettivi evidenti del progetto è evitare la drammatica stagione olivicola del 2011 quando la mosca olearia“divorò” il 40% della produzione provinciale arrecando un grave danno alla piccola economica olivicola formata da poco più di 1700 imprese (pari al 3,5% delle imprese olivicole in Toscana) che complessivamente producono 10.000 quintali di olive (fonte Istat). «Si tratta – spiega Vincenzo Tongiani, presidente provinciale Coldiretti – di un progetto che la finalità ultima di aggregare le tante piccole imprese, molte hobbistiche, presenti ed attive a livello provinciale. Una piccola imprese che produce modeste quantità di olio ha molte difficoltà di approccio a metodologie professionali così come ai mercati: il progetto mira a tessere nuovi legami nella filiera olivicola dando importanza e centralità ai piccoli produttori che devono essere messi in condizioni di generare reddito dalla produzione di olio. Il progetto va ben oltre: il recupero degli oliveti e  dell’olivicoltura è un valore per il territorio e per la conservazione del caratteristico paesaggio toscano».