Si tratta di un pepe selvatico delle Ande

Un mondo in una pianta: scoperto un nuovo microcosmo di biodiversità

[12 febbraio 2014]

Un team di ricercatori che lavorano in Ecuador ha scoperto una nuova specie di pepe selvatico che sembra essenziale per la sopravvivenza di 40-50 specie di insetti diverse: un vero microcosmo.

Eric Tepe, Genoveva Rodríguez-Castañeda, Andrea Glassmire e Lee Dyer, che lavorano per le università statunitensi di Cincinnati, Texas e Nevada hanno riportato le loro scoperte nello studio “Piper kelleyi, a hotspot of ecological interactions and a new species from Ecuador and Peru”, pubblicato su PhytoKeys. Il team di ricerca illustra questa eccezionale scoperta di una “pianta-mondo”: «Descriviamo la nuova specie Piper kelleyi sp. nov., proveniente dal versante Est delle Ande in Ecuador e Perú, e chiamata così in onore del Dr. Walter Almond Kelley. Piper kelleyi fa parte del clade  Macrostachys del genere  Piper e forma la base alimentare una diversificata comunità di erbivori, sia generalisti che specialisti, predatorie parassitoidi di questi erbivori, così come forbicine commensalistiche e formiche mutualistiche».

La nuova specie è stata scoperta grazie ad una ricerca più ampia sull’interazioni fitochimiche tra piante, erbivori, predatori e i 4 ricercatori dicono che «Rispetto alle altre più di altre 100 specie di Piper studiate, Piper kelleyi ospita la comunità di insetti con la maggior diversità di erbivori specializzati e parassitoidi osservata finora».

I composti chimici prodotti dalle piante sono fonte di sapori, profumi e colori e spesso hanno importanti proprietà medicinali o tossiche che sono il modo naturale della pianta per difendersi dagli erbivori. Il pepe nero ed i suoi parenti selvatici producono un’ampia varietà di composti chimici, molti dei quali noti per essere biologicamente attivi e attualmente studiati anche nella ricerca contro il cancro. Ma diversi bruchi sono in grado di superare le difese chimiche tossiche del pepe, ma di solito si tratta di una specie che si ciba di una singola specie di pepe selvatico. A rendere le cose più complesse, ognuno di questi bruchi ha di solito una o più vespe pedatrici o di altri insetti carnivori attaccano solo quella specie bruco.

Il nostro team statunitense per più di 20 anni  ha studiato quasi  30.000 piante di 100 specie di pepe e dice che «Molte di queste specie di insetti che sono state scoperte a seguito delle nostre ricerche sono nuove per la scienza (molte rimangono senza nome). Piper kelleyi sé, da sola, un vero e proprio hot spot della  biodiversità».  Gli scienziati si chiedono: «Ci sono delle specie di vertebrati che dipendono da questa pianta?» e rispondono: «Nessuno lo sa, ma i parenti di pepe nero sono spesso importanti fonti alimentari di vertebrati, come pipistrelli e uccelli, che sono specializzati per i  loro frutti o si nutrono degli insetti associati al pepe».

Si tratta di una scoperta che apre anche problemi di salvaguardia della natura nell’hot spot della biodiversità delle Ande equadoregne-peruviane: «Le specie di insetti che compongono questo insieme insolitamente grande sono, per la maggior parte, interamente dipendenti dalla nuova specie vegetale e se la pianta dovesse scomparire, tutte le sue specie animali legate a lei la seguirebbero».

Ma perché così tanti insetti e probabilmente altri animali sono così strettamente dipendenti da Piper kelleyi? Secondo i ricercatori «L’evidenza suggerisce che i composti unici prodotti da una specie di piante, o la combinazione di questi composti, aiutano ad indirizzare l’evoluzione della diversità biologica, non solo tra gli erbivori che si alimentano direttamente sulle piante, ma pure tra livelli trofici superiori. La scoperta delle nostre nuove specie, insieme alla loro grande coorte di insetti dipendenti, fornisce un notevole sostegno all’ipotesi che una serie di nuove specie di erbivori e predatori di questi erbivori si evolva in risposta all’evoluzione di nuovi composti chimici prodotti dalle piante».