Un nuovo piano di azione Ue per aiutare le regioni a preservare la biodiversità

Vantaggi economici legati alla protezione della natura. Wwf: bene ma ancora troppi ritardi

[27 aprile 2017]

La Commissione europea ha adottato un nuovo Action Plan for nature, people and economy, che punta a «migliorare la protezione della natura e della biodiversità nell’Unione europea, nell’interesse dei suoi cittadini e dell’economia».

Frans Timmermans, il primo vice-presidente della Commissione Ue incaricato del miglioramento della regolamentazione, ha sottolineato che «Àl termine di un esame approfondito di queste direttive, siamo arrivati alla conclusione che sono adatte alla loro finalità. Adesso dobbiamo fare in modo che realizzino pienamente il loro potenziale in materia di protezione e preservazione della ricca biodiversità dell’Europa. E’ un eccellente esempio della maniera in cui il miglioramento della regolamentazione rafforza la protezione delle norme ambientali rigorose dell’Unione».

Karmenu Vella, commissario Ue all’ambiente, affari marittimi e pesca evidenzia che «Il Piano di azione prevede dei miglioramenti ambiziosi dell’attuazione delle direttive relative alla natura. La migliore maniera di proteggere le generazioni future consiste nell’associare i giovani. E’ precisamente quel che fa il nostro Corpo europeo della solidarietà. Le autorità locali e regionali degli Stati membri possono indicare la strada mettendo in opera questa iniziativa e le altre politiche necessarie per proteggere il nostro patrimonio naturale».

Il piano comprende 15 azioni da attuare entro il 2019, per migliorare rapidamente la messa in opera delle Direttive “Uccelli” e “Habitat”, le politiche centrali dell’Ue per la protezione della natura.

La Commissione europea spiega che «Queste direttive istituiscono la più grande rete integrata al mondo di zono protette che presentano una ricca biodiversità (Rete Natura 2000), che copre più del 18% del territorio terrestre e il 6% del territorio marittimo dell’Unione europea. Fornendo dei servizi ecosistemici quali lo stoccaggio del carbonio, la purificazione dell’acqua, l’impollinazione e il turismo, queste zone protette apportatono da sole un contributo he rappresenta dall’1,7 al 2,5% del Pil dell’Unione. Il Piano di azione adottato oggi a l’obiettivo di migliorare la gestione di queste zone, di stabilire un legame tra la protezione della natura e le attività socio-economiche e, più generalmente, a collaborare con le autorità nazionali, le parti interessate e i giovani».

Le 15 azioni si basano su Quattro settori prioritari:

Migliorare gli orientamenti e le conoscenze e garantire una migliore coerenza con degli obiettivi socio-economici più ampi: La Commissione aiuterà gli Stati membri ad assicurare un’attuazione efficace della legislazione e a cogliere i vantaggi economici connessi. La Commissione intende aggiornare, sviluppare e promuovere attivamente delle line guida sulle procedure di concessione di permessi nei siti protetti e sulla protezione e la gestione delle specie, così come linee guida specifiche per alcuni settori in settori importanti quali i parchi eolici, l’energia idroelettrica e l’acquacoltura.  Verranno anche messe a disposizione delle nuove line guida riguardanti l’integrazione dei servizi ecosistemici  nella presa di decisioni. La Commissione contribuirà a garantire un accesso pubblico online ai dati necessari all’attuazione delle direttive, per esempio grazie all’imagining satellitare fornita dal programma Copernicus.

Favorire un’appropriazione politica e rafforzare il rispetto della legislazione: Una maggiore chiarezza riguardo le parti interessate favorirà il rispetto della legislazione. La Commissione aiuterà gli Stati a mettere in atto le misure di conservazione necessarie per tutti i siti.La Commissione coopererà con le autorità nazionali e regionali, i proprietari terrieri e le altre parti interessate, in vita di migliorare l’attuazione e di superare le difficoltà.

Rafforzare gli investimenti nella Rete Natura 2000 e migliorare l’utilizzo dei fondi dell’Unione: Proporre un aumento del 10% del budget del programma Life dedicato ai progetti a favore della conservazione della natura e della biodiversità, nei limiti dello sviluppo del bilancio globale del programma Life. Stimolare l’investimento del settore privato nei progetti legati all’ambiente naturale grazie al meccanismo di finanziamento del capitale naturale, una partnership di finanziamento stabilita tra la  Commissione europea e la Banca europea di investimenti e che fornisce dei prestiti per degli investimenti su misura. Promuovere le sinergie con i finanziamenti provenienti dalla politica agricola comune e in particolare  dai Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, i servizi del Consiglio agricolo e il Partenariato europeo per l’innovazione per la produttività e lo sviluppo rurale. Fornire delle linee guida per sostenere le infrastrutture verdi in vista di interconnettere meglio le zone Natura 2000 e sostenere dei progetti di soluzioni fondate sulla natura, nel quadro della politica di ricerca e innovazione dell’Ue e attraverso i fondi del programma Horizon 2020.

Migliorare la comunicazione e la sensibilizzazione; mobilitare i cittadini, le parti interessate e le comunità: Sostenere gli scambi di conoscenze con le autorità locali e regionali o l’intermediazione di una piattaforma comune con il Comitato delle regioni. Far partecipare attivamente i giovani, grazie al Corpo europeo di solidarietà, e utilizzare così pienamente i 3,3 milioni di euro dedicati allo sviluppo dei volontariato per sostenere la conservazione dei siti Natura 2000 e contribuire ai fondi Ue, per offrire ai giovani europei maggiori possibilità transfrontaliere in materia di volontariato o di esperienza professionale. Incoraggiare la sensibilizzazione, utilizzare le nuove tecnologie  e rafforzare I legami ttra patrimonio naturale e culturale, in particolare nel contest dell’anno europeo del patrimonio culturale che sarà celebrato nel 2018.

Il Wwf accoglie positivamente l’Action Plan approvato oggi dalla Commissione europea, ma sotolinea che «i governi della Ue devono ora mettere in atto i loro impegni per una effettiva protezione della natura nel vecchio continente».

Andreas Baumuller, del Wef  European policy office, ha detto che «L’Action Plan Ue è un positivo impegno della Commissione Juncker per salvare gli habitat e le specie minacciate in Europa. Ci aspettiamo ora che questi impegni si traducano in immediate riforme delle politiche comunitarie, specialmente in tema di bilancio. È necessario prevedere un sostanziale incremento dei fondi per questo Action Plan, altrimenti l’obiettivo di salvare la natura europea minacciata resterà sulla carta».

Il Wwf ricorda che «Nel dicembre del 2016 la Commissione europea ha confermato come le direttive Ue “Uccelli” e “Habitat” siano i migliori strumenti per proteggere la natura in Europa e hanno annunciato azioni stringenti per sostenere questo importante percorso.  Le direttive dovrebbero proteggere il 20% del territorio europeo e il 6% dei mari, ma la situazione è purtroppo molto diversa: come ha dimostrato il Wwf nel report “Proteggere la natura d’Europa” oltre la metà delle aree protette nella Ue lo sono solo sulla carta, a causa di ritardi cronici e diffusi tra tutti gli stati membri».

Secondo l’Associaziona ambientalista , «L’Action Plan della Ue dà indicazioni per affrontare importanti lacune nell’implementazione delle direttive, come il grande ritardo nel completamento della Rete Natura 2000 (il più grande network di aree protette) , e l’adozione delle necessarie misure di conservazione. Ma c’è ancora un importante ostacolo da affrontare: l’attuale budget Ue copre appena il 20% dei fondi necessari per gestire correttamente i siti Natura 2000. Il piano d’azione avrebbe dovuto sottolineare meglio l’urgenza di un aggiornamento completo di queste necessità finanziarie in tempo per il prossimo dibattito sul bilancio Ue. La Commissione Europea, inoltre, ha mancato di presentare le azioni specifiche per affrontare le cause della perdita di biodiversità, come agricoltura, energia e trasporti. Una strategia per fermare il declino degli impollinatori come le api e un impegno a realizzare una Rete Trans-Europea di infrastrutture verdi (TEN-G) per supportare progetti di recupero e rinaturazione su larga scala sono due tra le maggiori lacune».

Il Ww chiede alla Commissione europea di «presentare misure complementari per affrontare tutte le minacce alla biodiversità».

Secondo Jyrki Katainen, vice-presidente della Commissione Ue per il lavoro, la crescita, l’investimento e la competitività, «Questo Piano di azione contiene delle azioni concrete che miglioreranno il funzionamento delle direttive relative alla natura. Stabiliamo una solida base che permette di conciliare la protezione della biodiversità con le attività economiche, in particolare gli investimenti nel nostro patrimonio naturale. Il nostro successo dipenderà dalla nostra capacità di cooperare in maniera intensa con le parti interessate, in particolare le autorità locali e regionali».

Karl-Heinz Lambertz, vice-presidente del Comitato europeo delle regioni, conclude: «Il Piano di azione costituisce un passo nella buona direzione. Come rappresentanti delle città e delle regioni europee, sosterremo il suo dispiegamento e coopereremo attivamente con le autorità locali, e regionali per fare in modo che possiamo realizzare gli obiettivi dell’Unione in materia di diversità per il 2020».