Un piano d’azione Ue per la natura, i cittadini e l’economia a tutela della natura

Oggi in Europa solo la metà circa degli uccelli e una proporzione ancora inferiore di altre specie e habitat protetti godono di un buono stato di conservazione

[3 maggio 2017]

La valutazione delle direttive sulla tutela della natura (controllo dell’adeguatezza avviato nel 2014 dalla Ue) ha stabilito la loro adeguatezza allo scopo, ma ha anche dimostrato che il conseguimento dei loro obiettivi e la realizzazione del loro pieno potenziale dipendono dal miglioramento sostanziale della loro attuazione. La Commissione, quindi ha deciso di sviluppare un piano d’azione concreto per migliorarne l’attuazione, la loro coerenza con gli obiettivi socioeconomici e il dialogo con le autorità a livello nazionale, regionale e locale, i portatori d’interesse e i cittadini.

Il piano d’azione per la natura, i cittadini e l’economia copre 4 settori prioritari (migliorare gli orientamenti e le conoscenze e assicurare una maggiore coerenza rispetto ai più ampi obiettivi socioeconomici; favorire la titolarità politica e rafforzare la conformità; rafforzare gli investimenti nella rete Natura 2000 e migliorare le sinergie con gli strumenti di finanziamento dell’UE; migliorare la comunicazione e la sensibilizzazione, e il coinvolgimento di cittadini, portatori d’interesse e comunità) e prevede 15 azioni concrete.

La maggior parte di queste saranno lanciate nel 2017 di modo che la Commissione possa riferire sulla loro realizzazione prima della fine dell’attuale mandato nel 2019.

Il piano d’azione cerca di migliorare rapidamente l’attuazione pratica delle direttive sulla tutela della natura e cerca di accelerare il progresso verso l’obiettivo della strategia Europa 2020. Ossia quello di arrestare e invertire la perdita di biodiversità e il degrado dei servizi ecosistemici, anche per quanto riguarda la resilienza ai cambiamenti climatici e la loro mitigazione. Ciò potrà andare anche a vantaggio delle persone che vivono in Europa e dell’economia. Basti solo pensare al settore economico del turismo dove l’ambiente naturale costituisce il fondamento.

Saranno avviate azioni a livello dell’Ue, in particolare dalla Commissione e dal Comitato delle regioni, ma anche gli Stati membri e i portatori d’interesse coinvolti dovranno agire, con maggiore sostegno e assistenza da parte dell’Ue. Il piano d’azione offre opportunità concrete di coinvolgere i portatori d’interesse e il pubblico e di creare partenariati in tutti i settori politici. Ciò costituirà una solida base per riconciliare natura, cittadini ed economia, costruendo ponti tra di loro.

Le direttive sulla tutela della natura forniscono un quadro per proteggere le specie e gli habitat naturali la cui conservazione è di particolare interesse. Esse istituiscono “Natura 2000”, la più vasta rete coordinata di zone protette ricche di biodiversità al mondo che occupa il 18% della superficie terrestre e il 6% di quella marina dell’Ue. Proteggono circa 1 500 specie animali e vegetali e circa 200 tipi di habitat rari all’interno e all’esterno delle zone protette, unendo tutela della natura a uso del suolo e attività economica sostenibili

Oggi nell’Ue solo la metà circa degli uccelli e una proporzione ancora inferiore di altre specie e habitat protetti godono di un buono stato di conservazione. La rete Natura 2000 copre ormai ampiamente le superfici terrestri, ma permangono lacune importanti nell’ambiente marino. Soltanto il 50% di tutti i siti Natura 2000 è dotato di piani di gestione che prevedono obiettivi e misure di conservazione. I principali fattori alla base delle carenze nell’attuazione comprendono: risorse limitate, applicazione carente, integrazione insufficiente degli obiettivi legati alla natura in altre aree di intervento, conoscenza e accesso inadeguati ai dati, scarsa comunicazione e modesto coinvolgimento dei portatori d’interesse. Inoltre coloro che attuano le direttive, in particolare a livello regionale e locale, non conoscono talvolta a sufficienza gli obblighi o la flessibilità e le opportunità che esse offrono, con la conseguente eventuale comparsa di tensioni tra tutela della natura e attività economica.