Una “Casa dei pesci” in marmo, per proteggere la costa maremmana dai danni della pesca a strascico

[27 settembre 2013]

Con il progetto promosso dall’associazione onlus “Comitato per la Casa dei pesci”, arte e tutela dell’ambiente vanno a braccetto. Il progetto, che prevede l’utilizzazione di 100 blocchi di marmo provenienti dalle “Cave Michelangelo” di Massa Carrara per proteggere la costa maremmana dai danni ambientali provocati dalla pesca a strascico illegale, quella che viene praticata al di sotto dei 50 metri di profondità,  è stato condiviso formalmente da parte della Regione Toscana e delle Istituzioni locali, attraverso la firma di un Protocollo d’Intenti.

A siglare il documento sono stati l’assessore regionale all’Ambiente Anna Rita Bramerini, il presidente della provincia Leonardo Marras, il presidente dell’associazione Comitato “La Casa dei Pesci” Lucio Sabbadini; Loriano Valentini, presidente della Fondazione Grosseto Cultura; l’assessore alla Cultura del Comune di Grosseto, Giovanna Stellini; il vicesindaco di Magliano in Toscana, Eva Bonini; il sindaco del Comune di Orbetello Monica Paffetti; e il vicesindaco del Castiglione della Pescaia Elena Nappi.

«Per comprendere il senso del progetto –  ha spiegato Sabbadini– bisogna fare un passo indietro, al 2006, quando la Regione ha posizionato a mare dissuasori contro la pesca a strascico illegale dal Chiarone a Piombino. Nel tratto da Talamone a Bocca d’Ombrone il Consorzio dei piccoli pescatori dell’Argentario ottenne il permesso di intensificare il numero di dissuasori, triplicandolo. Ne furono posizionati 150, rendendo praticamente impossibile la pesca a strascico illegale nella zona. Dal risultato ottenuto a Talamone è nata l’idea di estendere il progetto al resto della costa, dall’Argentario a Punta Ala, con la scelta sostenibile di utilizzare ciò che già esiste in natura: il marmo, al posto dei blocchi in cemento. Così, nel 2012, è nata l’associazione la Casa dei Pesci onlus, che sta raccogliendo fondi, anche dai privati, per finanziare la messa in mare dei dissuasori. Ci siamo mossi in tutta Italia e all’estero ottenendo il sostegno economico di tanti cittadini. Sono nostri sostenitori, ad esempio, i gruppi di acquisto solidale».

I firmatari si impegnano a collaborare ognuno per quanto di propria competenza al fine di fornire l’assistenza tecnica necessaria per l’ottenimento dei permessi di posa in mare dei blocchi di marmo. Un tavolo tecnico coordinerà le azioni e verrà anche istituito dalla Fondazione Grosseto Cultura un fondo per raccogliere i contributi pubblici e privati da destinare alla Casa dei Pesci.

«Alla firma arriviamo tutti con due ferme convinzioni –  ha sottolineato l’assessore Bramerini – che il mare della Maremma e il suo habitat sono un patrimonio unico e per questo da salvaguardare e valorizzare. E che solo insieme è possibile farlo. Il protocollo che abbiamo sottoscritto mette in campo una serie di azioni coordinate e integrate per tutelare la flora e la fauna marina, minacciate e spesso purtroppo danneggiate dalla pesca a strascico. Il tutto sotto il filo conduttore della cultura e dell’arte, elementi fondanti di questa nostra terra. Da tempo la Regione e la Provincia hanno posto in essere attività specifiche per tutelare l’ambiente marino come i dissuasori a mare della pesca illegale. Con il progetto “La Casa dei Pesci” vogliamo fare di più dando vita, non solo ad azioni per proteggere il mare e migliorare il ripopolamento ittico, ma anche percorsi ambientali di mare, con sculture di artisti famosi, un giardino dell’arte marino. Saranno interventi utili a promuovere una fruizione più responsabile dell’ambiente marino e a sensibilizzare ed accrescere la consapevolezza per il rispetto dell’ambiente, del paesaggio e insieme della cultura e dell’arte».

Infatti alcuni blocchi di marmo verranno posizionati in mare allo stato grezzo, altri diventeranno opere scultoree sottomarine, che oltre a svolgere una azione di protezione, saranno una originale attrazione turistica.

I primi 20 blocchi di marmo verranno posizionati a partire dalla prossima primavera a Giannella, ci vorranno circa 3 anni per mettere a mare i 100 pezzi e di questi almeno una trentina saranno destinati a diventare opere d’arte.

Gli artisti che ad oggi hanno dato la loro adesione a titolo gratuito sono Massimo Lippi di Siena, lo scultore Massimo Catalani di Roma; Giorgio Butini di Firenze, Beverly Pepper americana che vive a Perugia; Emily Young artista inglese molto famosa che lavora a Braccagni, Girolamo Ciulia ed Emanuele De Reggi di Pietra Santa.

«La Provincia darà pieno sostegno a questa importante operazione di tutela ambientale e valorizzazione artistica del territorio, mettendo a disposizione le proprie professionalità per garantire i migliori risultati– ha affermato il presidente Marras –. Una barriera così fitta di dissuasori renderà realmente impossibile il passaggio a chi pratica la pesca illegale, garantendo una buona base di partenza per il successo delle operazioni di ripopolamento ittico».

«Alla fine di questo percorso sarà realizzato il più grande parco italiano d’arte pubblica, con opere a mare e a terra su decine di chilometri di costa» ha concluso Loriano Valentini, presidente della Fondazione Grosseto Cultura.