Una miniera nel paradiso dei diavoli della Tasmania, un pericolo non solo per gli animali

Minacciati anche gli ultimi esemplari scampati al cancro facciale

[9 agosto 2013]

Il ministro federale australiano dell’Ambiente, Mark Butler, ha dato via libera ad una miniera che potrebbe danneggiare drasticamente l’ultima roccaforte del diavolo della Tasmania, nel nord-ovest dell’isola Stato australiana. Butler ha confermato di aver dato la concessione alla  Shree Minerals per procedere allo sfruttamento di una miniera di ferro a Nelson Bay River, nel nord-ovest della Tasmania, ma di aver posto 30 condizioni di carattere ambientale.

Ma il  Save the Tarkine campaign group, che con due settimane fa aveva ottenuto dal tribunale federale la sospensione della concessione, ha annunciato una nuova iniziativa legale, sostenendo che Butler non può aver avuto il tempo per realizzare la valutazione completa dell’impatto ambientale che mancava. Il Tribunale federale aveva stabilito che il precedente ministro dell’ambiente, Tony Burke, aveva commesso un errore omettendo di consultare adeguatamente il  consiglio dipartimentale sulle conseguenze negative della miniera sulla popolazione di diavolo della Tasmania (Sarcophilus harrisii).

La miniera, o meglio le miniere, non metterebbe in pericolo solo questi piccoli carnivori: il Tarkine è uno dei più grandi luoghi selvaggi del mondo, 447.000 ettari di area wilderness riconosciuta come Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Nel Tarkine si trovano emergenze naturali e culturali di grande valore, come uno dei più significativi brandelli rimasti al mondo di foresta pluviale temperata. In questo relitto dall’antico super-continente, Gondwana vivono più di 60 specie di specie rare, minacciate e in via di estinzione, che includono animali unici come l’aragosta gigante d’acqua dolce, il più grande crostaceo d’acqua dolce del mondo, l’aquila della Tasmania Aquila dalla coda lunga, la più grande aquila australiana, e il famoso diavolo della Tasmania.

Il Tarkine è anche una delle più importanti regioni aborigene australiane, con habitat molto vari che vanno dalle gigantesche  foreste alle enormi dune di sabbia, dalle ampie spiagge alle aspre montagne ed ai sistemi fluviali incontaminati. «Tuttavia . dicono quelli di  Save the Tarkine – molti dei valori unici del Tarkine sono minacciati dalle attività distruttive, come la nuova estrazione, le concessioni forestali  e le attività illegali come il bracconaggio e incendio doloso, e meno del 5% del Tarkine è protetto come Parco Nazionale. Il futuro del Tarkine come un luogo selvaggio è in bilico e dipende dal sostegno e dal  coinvolgimento di persone Noi lavoriamo per vedere il Tarkine, uno dei grandi tesori naturali del mondo, protetto come Parco Nazionale ed area tutta inserita nel Patrimonio Mondiale».

Ma il Tarkine è soprattutto l’ultima area libera dalla misteriosa malattia, il cancro facciale,  che negli ultimi 10 anni ha sterminato l’80% della popolazione selvatica del diavolo della Tasmania. Per questo l’habitat di Tarkine è fondamentale per la sopravvivenza in natura di questo marsupiale carnivoro unico e, con le miniere e il disboscamento dell’industria del legname, il futuro dei diavoli è a rischio proprio nell’ultimo paradiso che è loro rimasto.

La miniera è stata fortemente voluto dal governo laburista e dalla Coalition and resources industry che dicono che il progetto da 20 milioni di dollari darà lavoro a circa 70 persone in una zona che ha un livello di disoccupazione più alto rispetto al resto dell’Australia, per creare posti di lavoro e stimolare la crescita economica. Il sì del ministro Butler alla Shree Minerals rischia di fare da apripista alle 10 nuove richieste minerarie nel Tarkine che dovranno essere esaminate nei prossimi 5 anni e gli ambientalisti sono sul piede di guerra. Save the Tarkine spiega che «9 di queste miniere sono in stile Pilbara, miniere a cielo aperto. Le prime due società a presentare per i permessi sono state la Venture Minerals che vuole realizzare tre miniere di ferro a Mount Lindsay e Shree Minerals per il suo progetto di miniera di ferro di Nelson Bay River».

Le condizioni messe dal ministro laburista per concedere la licenza alla Shree Minerals la dicono lunga sui rischi che corrono i diavoli della Tasmania: comprendono il divieto di viaggio da e per il sito al di fuori ore di luce, per ridurre la possibilità di diavoli vengano investiti dai camion. I dipendenti della Shree dipendenti dovranno arrivare alla miniera tramite in bus e non con auto private e la compagnia mineraria dovrà monitorare le popolazioni dei marsupiali carnivori e contribuire con 350.000 dollari al programma Save the Tasmanian Devil e dovrà pagare 48.000 dollari per ogni diavolo ucciso, così come dovrà finanziare un fondo per l’eliminazione dei cani randagi e gatti che stanno sterminando il quoll tigre (Dasyurus maculatus), un altro marsupiale carnivoro in via di estinzione.

Butler ha anche chiesto che la Shree doni 400 mila dollari a favore della ricerca di quattro orchidee rare che vivono nelle immediate vicinanze della miniera. «Ho imposto condizioni che sono sicuro proteggeranno queste specie – ha assicurato il ministro dell’ambiente australiano  – . Queste condizioni comprendono una serie di misure di prevenzione e mitigazione che riducano i probabili impatti.  Dove rimangono probabili residui impatti significativi, tuttavia, la company deve intraprendere altre azioni, note come offset, per compensare gli impatti. Queste condizioni garantiscono che vi siano forti protezioni ambientali in atto per lo sviluppo con notevole potenziale economico di nord-ovest della Tasmania».

Ma Scott Jordan, a capo di Save the Tarkine group, ha detto al Guardian Australia, che «la decisione di Butler è stata presa in extremis e dovrebbe essere contestata in tribunale. Hanno dato una corsia preferenziale della miniera,  con una rivalutazione di facciata che contiene la maggior parte delle condizioni della approvazione precedente. La decisione odierna è una decisione a favore dell’estinzione del diavolo della Tasmania. Il ministro ha avuto a disposizione 10 giorni nei quali  non ha fatto una rivalutazione, ha fatto giusto un briefing e si è incontrato con un gruppo di stakeholders non rilevanti per la decisione. Il Consiglio di dipartimento ha chiaro che questa miniera introdurrebbe la malattia di demoni nella loro ultima zona libera dalla malattia in Tasmania  E’ molto preoccupante che questo consiglio sia stato ignorato. Diremo al nostro team legale di opporsi ad una decisione come questa che non affronta i grandi problemi individuati dalla Corte federale».