Una petizione contro la distruzione delle Alpi Apuane

[21 ottobre 2013]

La piattaforma di Avaaz.org ospita una petizione che si rivolge al Parlamento italiano ed  al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi (Nella foto) perché limitino  e poi chiudano progressivamente l’attività estrattiva del marmo nel comprensorio delle Alpi Apuane, «Prima che il dissesto in atto non scateni il nuovo Vajont».

La petizione, intitolata Ferma la distruzione delle Alpi Apuane! e promossa da Giulio M., ha raggiunto 1.400 firme e punta a raggiungere le 50.000. Ecco il breve testo:

Grazie alla moderna tecnologia, le circa 300 cave di marmo del comprensorio delle Alpi Apuane stanno infliggendo alle montagne il più grave disastro ambientale d’Europa. Le cave in cresta e gli scarti di lavorazione inquinano le sorgenti e i fiumi, i camion ammorbano l’aria di polveri sottili, le grandi opere (tunnel, viadotti, già realizzati e in progettazione) acutizzano il dissesto idrogeologico, che aumenta geometricamente di anno in anno mettendo a repentaglio la salute e l’incolumità degli abitanti.

Circa 9 milioni di tonnellate di marmo prodotte ogni anno, i 3/4 in scaglie destinate all’edilizia e alla produzione di carbonato di calcio con cui fare i dentifrici, sbiancare la carta, realizzare dei paradossali filtri per gli acquedotti, non certo per fornire blocchi a Michelangelo.

Bisogna chiudere gradualmente tutte le cave, riconvertendo l’economia del territorio in forme sostenibili.

Si può firmare all’indirizzo

https://secure.avaaz.org/it/petition/Ferma_la_distruzione_delle_Alpi_Apuane/?tgrntdb