Ecco Unea, il nuovo organismo mondiale per l’ambiente. Prodi a greenreport: «Fondamentale una risposta politica globale»

«Di fronte a problemi globali nessuno stato può oggi rivendicare una sovranità assoluta»

[23 giugno 2014]

Inizia oggi  nella sede dell’United Nations Environment Programme (Unep) a Nairobi, la capitale del Kenya, la prima sessione dell’United Nations Environment Assembly (Unea) che vede la partecipazione di oltre 1.200 delegati tra ministri dell’ambiente, rappresentanti dei governi di tutto il mondo e dei maggiori gruppi di stakeholders.

Il tema principale della prima sessione di questo  nuovo organismo Onu sono “Gli obiettivi di sviluppo sostenibile e l’agenda di sviluppo post-2015, compresi il consumo e la produzione sostenibili”. A Nairobi si punta quindi  dare subito informazioni sulle discussioni in corso per formulare un insieme serie di obiettivi ed indicatori che sostituiranno quelli dei Millennium Development Goals (Mdg).

Una riunione interministeriale discuterà anche del commercio illegale della fauna selvatica, un problema che suscita sempre più attenzione a livello mondiale a causa del suo impatto negativo sulla biodiversità. Altre questioni all’ordine del giorno dell’Unea vanno  dall’applicazione ed approvazione delle leggi ambientali el lavoro ed al bilancio dell’Unep.

L’Unea è stata istituita  dopo l’appello lanciato dai leader mondiali alla United Nations Conference on Sustainable Development (Rio+20) di Rio de Janeiro nel giugno 2012 per rafforzare il ruolo dell’Unep come principale auitorità ambientale mondiale. Nel febbraio 2013, al  27simo Unep  Governing Council, gli Stati membri hanno deciso di sostituire il Governing Council , l’organo amministrativo dell’Unep composto da 58 membri e che operava dal 1972, con l’Unea a composizione universale. Nel marzo 2013, l’Assemblea generale dell’Onu ha adottato la risoluzione A/67/784 che ufficializza la nascita dell’Unea della quale fanno parte tutti i 193 Stati membri dell’Onu e gli Stati osservatori, che partecipano, a livello ministeriale, alle discussioni ed alle decisioni che riguardano lo stato dell’ambiente e della sostenibilità mondiale.

L’Unep spiega che, come suo organo dirigente, «l’Unea ha il mandato di prendere delle decisioni strategiche, apportare gli orientamenti politici al lavoro dell’Unep e promuovere una  forte  interfaccia scienza-politica».

«È molto importante il riconoscimento – commenta per greenreport.it il fisico ed ex parlamentare europeo Vittorio Prodi – implicito nell’Unea, del carattere globale delle sfide ambientali, e la capacità di rispondere a tale livello. A sua volta, da ciò consegue l’ammissione di interdipendenza dei vari Paesi di fronte alla sfida di problemi globali, a partire dal cambiamento climatico e dall’esaurimento delle risorse naturali. L’Unea si presenta come un organismo complementare all’Unep, affiancando alle capacità tecniche di quest’ultimo una capacità politica».

Basata su un ufficio di 10 membri, l’Unea si riunirà ogni due anni, a partire dal summit 2014 in corso a Nairobi,  e si concluderà con una riunione di alto livello di due giorni che rimpiazzerà il Global Ministerial Environment Forum, che dal 2000 si teneva a margine del Governing Council.  L’Unea può anche raccomandare l’adozione di risoluzioni da parte dell’Assemblea generale dell’Onu che poi dovranno essere applicate dell’insieme delle Agenzie e del sistema della Nazioni Unite.

Tra le sessioni Unep biennali l’organo direttivo ha una struttura sussidiaria: l’open-ended Committee of Permanent Representatives (Cpr) che fornisce consigli strategici, contribuisce alla preparazione degli ordini del giorno e delle discussioni che saranno adottati dall’Unea. Il Cpr ha durata illimitata e si riunisce per 5 giorni a Nairobi ogni 2 anni , con la partecipazione dei delegati e degli stakeholders. Oltre all’Unea e al Cpr, la struttura di governance dell’Unep comprende un sottocomitato del Cpr  che si riunisce nella capitale keniota per esaminare la strategia a medio termine, il programma di lavoro ed il bilancio (la prima riunione si è già svolta dal 23 al 27 settembre 2013). Il Cpr si riunisce ogni 3 mesi per discutere delle attività dell’Unep ed organizzare briefings e dibattiti tematici per esaminare in profondità le questioni più importanti. Il Cpr è sotto il controllo di un ufficio di 5 membri eletti ogni due anni dal Comitato. Attualmente l’ufficio, eletto nel giugno 2013, comprende: il presidente che sarà eletto dal Gruppo Asia-Pacifico ; i vicepresidenti sono nominati da Belgio, Romania e Uganda; il rapporteur è del Cile.

D’altronde, i meeting e gli organismi internazionali con focus ambientali si sono moltiplicati negli ultimi anni, senza guadagnare successi determinanti. L’Unea, dunque, servirà davvero a qualcosa? Vittorio Prodi, che da europarlamentare si è sempre occupato di ambiente (e ci assicura che continuerà a farlo anche fuori da Bruxelles), risponde deciso: «E’ forte la necessità di gestire consensualmente l’interdipendenza dei vari stati di fronte ad emergenze che sono globali, mettendo in atto le istituzioni per gestire tali legami. Nessuno, oggi, può più rivendicare una sovranità assoluta, che è mitigata dalla interdipendenza. Gli stessi cambiamenti in atto hanno a loro volta ripercussioni sulle singole sovranità. Manca una risposta politica adeguata alla serietà di tali problemi: è di per sé positivo che esistano organismi internazionali che cerchino di farsene carico. Ora dobbiamo provare a condurli verso il successo».

di Umberto Mazzantini e Luca Aterini

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