Ungulati e legge sulla caccia: la Cia Livorno si schiera con la Giunta regionale

Preoccupata per il rinvio in Consiglio Regionale del provvedimento sugli ATC

[10 giugno 2016]

emergenza ungulati

Dopo che la  bocciatura del governo della nuova legge sulla caccia della Toscana e la battuta di arresto della discussione in Consiglio Regionale che avrebbe dovuto ovviare garantendo l’operatività degli Ambiti territoriali di caccia (ATC), interviene la Confederazione italiana agricoltori (Cia) di Livorno sottolineando che «Le diatribe politiche non ci interessano, l’esigenza primaria degli agricoltori è la riduzione degli ungulati; urgente superare lo stallo in Consiglio Regionale e garantire la gestione ed il controllo della fauna selvatica».

Ma la Cia sembra schierarsi dalla parte della Giunta regionale – e della sua criticata legga – quando asserisce che «Lo stop alla proposta di Legge è stato determinato dalla mancata adesione delle forze dell’opposizione, alla richiesta di procedura d’urgenza che avrebbe consentito di inserire il provvedimento all’ordine del giorno del Consiglio Regionale».

L’organizzazione agricola considerata vicina alla sinistra evidenzia che «Non sta a noi giudicare i motivi, che ignoriamo, per i quali si è giunti a questo esito. Tuttavia constatiamo con rammarico che, ancora una volta, logiche politiche del tutto estranee ai contenuti, hanno complicato ulteriormente la situazione, mettendo oggettivamente i bastoni tra le ruote agli sforzi in atto per governare l’emergenza ungulati in Toscana».

La critica alle opposizioni si Sinistra, Movimento 5 Stelle e centro-destra appare evidente nelle conclusioni della Cia Livorno: «Apprezziamo la pronta reazione e l’iniziativa dell’Assessore Remaschi, auspicando che questo impasse possa essere superato nei prossimi giorni. L’agricoltura toscana non può permettersi ulteriori ritardi nell’azione di riduzione del carico di ungulati. Occorre garantire la continuità e la piena legittimità dell’azione degli ATC, evitando il rischio che tutto si blocchi in attesa del recepimento degli indirizzi della Corte Costituzionale».