Ma la legge sulla densità degli ungulati resta inapplicata…

Ungulati, Rossi: «Hanno ragione gli agricoltori, serve piano di abbattimenti»

Predatori: «Il problema non sono i lupi, ma gli ibridi e i cani selvaggi»

[9 marzo 2015]

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi ha centrato il suo intervento al convegno  “Suolo, paesaggio, cambiamenti climatici e agricoltura”, organizzato della Confederazione italiana agricoltori (Cia) a  Palazzo Vecchio, sul tema degli ungulati: «Concordo che bisogna trovare un punto di equilibrio, ma in Toscana ci vuole anche un piano di abbattimenti, gli ungulati sono davvero troppi e gli agricoltori hanno ragione». Rossi, che è intervenuto dopo che sul tema si erano espressi il ministro dell’Ambiente, Galletti e quello delle politiche agricole  Martina, ha detto: «Io vengo dalla campagna e capisco l’agricoltore che si vede distrutto il proprio lavoro. In pochi anni c’è stato un tale incremento di ungulati che è stato alterato l’equilibrio che c’era prima. Le leggi dello Stato devono conferire alle Regioni il potere di riportare l’equilibrio e di esercitare il controllo».

Rossi però ha già uno strumento: la legge regionale che fiossa la densità degli ungulati per territori “vocati” e “non vocati”, ma purtroppo quella legge è praticamente rimasta lettera morta perché non viene fatta rispettatare, o meglio, perché non ci sono piani per farla rispettare. SE Rossi lo facesse il problema dei cinghiali si ridurrebbe enormemente.

I, presidente della Toscana è intervenuto anche sul  problema dei predatori: «Secondo me il tema non è tanto quello del lupo, quanto dei canidi, degli ibridi e dei cani selvaggi. Ce ne sono decine e decine  e hanno infestato la regione, a cominciare da Grosseto, ma non solo. Anche qui occorre un piano di catture, perché la Toscana non può essere la regione degli ibridi che spaventano le persone e assaltano gli animali. Noi abbiamo predisposto un piano di cattura degli ibridi e credo che avremo i risultati entro l’estate. Su questo andremo decisamente avanti, perché  questi aspetti, che suscitano rabbia, non vanno sottovalutati. E’ vero vi sono state iniziative da parte di alcuni allevatori, come è accaduto nel grossetano, da mettere all’indice, ma guai a quelle istituzioni che non prendono sul serio questi problemi. Bisogna saper ascoltare, trovare un punto di incontro, poi è necessario intervenire».

Rossi ha anche ricordato l’importanza del chip per riconoscere i cani e prevenire il randagismo: «Siamo stati la prima Regione ad introdurli, poi c’è stato un calo di attenzione su queste tematiche, ho richiamato le Asl a maggiore attenzione».