Ungulati, Wwf contro la proposta di legge toscana: «La Regione ragiona solo sul fucile»

«Così non si risolve ma si aggrava un problema che proprio i cacciatori hanno creato e alimentato»

[19 novembre 2015]

emergenza ungulati

Per combattere un’emergenza che anno dopo anno sembra ingigantirsi, la Regione Toscana ha recentemente preparato una proposta di legge sul contenimento degli ungulati. La Giunta ha varato un testo, che sta ora iniziando l’iter consigliare, e che dal ministero dell’Ambiente indicano già come una buona pratica da estendere altrove. All’interno dei nostri confini – al netto del fatto che ancora manca un testo definitivo – l’accoglienza è stata più tiepida. Favorevoli gli agricoltori, contrarie le minoranza in Consiglio regionale, fino alla netta bocciatura degli ambientalisti. Un fronte cui oggi si aggiunge il Wwf Toscana, che boccia in toto il testo: «Da tutta la fase in Giunta le associazioni ambientaliste sono state completamente escluse, saltando qualsiasi processo partecipativo. Finalmente adesso riusciamo a vedere il testo prodotto dalla Giunta e cosa ci troviamo? Solo e soltanto il fucile», commenta caustico il Panda toscano.

«È ben noto – ricorda il Wwf – come il problema ungulati sia nato con le reintroduzioni di ungulati a fini venatori e poi con le attività di foraggiamento e connessi, nonché di prelievo commisurato al mantenimento della più prospera attività venatoria. Ebbene, ad un problema creato e alimentato in decenni dai cacciatori si risponde semplicemente dando ancora più spazio ai cacciatori stessi e addirittura creando anche una filiera di “valorizzazione delle carni” che alimenterà da parte dei cacciatori anche interessi economici e non solo ‘ludici’ nel far prosperare gli ungulati sul nostro territorio. Si tratta di una strage programmata che non porterà a nessun risultato se non insanguinare ulteriormente le nostre campagne e mettere a rischio anche tutti i cittadini, lasciando circolare in ogni dove e probabilmente in ogni periodo dell’anno persone armate di fucili da guerra con gittate anche di oltre 1 km (oppure con ‘archi da almeno 60 libbre di potenza’).  La Regione Toscana continua a ragionare solo sul fucile per venire incontro agli appetiti del mondo venatorio, e dimenticando gli interessi di tutti gli altri cittadini, compresa addirittura la sicurezza. Si scrive nella proposta di legge che i cacciatori dovranno indossare giubbotti ‘ad alta visibilità’, ma forse si dovrebbe scrivere che tutti i cittadini dovranno d’ora in poi girare con giubbotti colorati per sperare di poter evitare di essere presi a fucilate».

Le stesse aree protette, proseguono gli ambientalisti, rischiano di «essere aperte liberamente alla caccia agli ungulati se gli Enti gestori non adotteranno metodi ecologici alternativi che la nuova norma però non incentiva e favorisce. I cacciatori potrebbero riuscire nell’impresa che tentano da anni, cioè usare l’emergenza ungulati da loro stessi creata per entrare liberamente in parchi e riserve naturali. Infine si arriva a modificare anche la legge 48/1994 sulla circolazione fuori-strada dei veicoli a motore, permettendo ai cacciatori di muoversi con le loro auto anche nelle aree dove questo è invece vietato a tutti gli altri cittadini. Un altro affronto all’ambiente».

Secondo il Wwf Toscana la soluzione al problema degli ungulati sta altrove: Viene praticamente ignorata nella proposta della Giunta regionale la maggiore efficacia delle catture, almeno per il cinghiale, affidata direttamente alle aziende agricole. Le catture infatti dovrebbero sostituire quanto più possibile lo sparo ed essere condotte direttamente dalle aziende agricole con i necessari sostegni ed incentivi (invece le si limita a situazioni periurbane o laddove gli altri metodi abbiano fallito). Perché non utilizzare il metodo delle catture in via prioritaria rispetto alla caccia?  Nulla del tutto si dice poi sulla possibilità di sperimentare forme di contraccezione, almeno in aree specifiche. La filiera commerciale sulle carni, con i relativi proventi, invece di essere riservata esclusivamente agli agricoltori a risarcimento dei danni subiti, viene creata a beneficio e misura dei cacciatori, che – concludono gli ambientalisti – con questo ulteriore stimolo non smetteranno mai di alimentare la diffusione degli ungulati sul nostro territorio».