Un’italiana guiderà la migrazione degli ibis eremita 2016, a bordo di un ultraleggero

[14 aprile 2016]

ibis eremita 2016

Dall’Austria alla Toscana: ad agosto 28 ibis eremita seguiranno la rotta inversa che in questi giorni stanno compiendo i loro compagni, lungo la rotta di svernamento. Anche quest’anno, in occasione della terza Migrazione guidata dall’uomo, prenderà corpo uno spettacolo incredibile. A bordo di ultraleggeri, 4 donne comporranno due squadre – capitanando due gruppi composti ognuno da 14 ibis eremita – che mostreranno in volo la via ai volatili. Un caso di reintroduzione in natura (gli ibis eremita mancano in Europa da 400 anni) più unico che raro.

Quest’anno, all’interno di tale straordinario progetto ci sarà un pezzetto d’Italia in più. Rachele Trevisi, mantovana classe 1990, sarà infatti la prima italiana a prendere posto sull’ultraleggero: con al suo fianco Milena Klumb sarà alla testa di 14 Ibis eremita, mentre altrettanti esemplari saranno affidati alla seconda squadra, formata dalle veterane Corinna Esterer e Anne-Gabriela Schmalstieg.

Biologa specializzata al Max Planck Institutes di Monaco di Baviera, Rachele Trevisi è in forza al gruppo di ricercatori austriaci del Waldrappteam assegnatari del progetto LIFE+ “Reason for hope 2014-2020” per la reintroduzione in natura dell’Ibis eremita. Unico partner italiano il Parco Natura Viva di Bussolengo, con la responsabilità di diffondere le finalità del progetto per prevenire in special modo atti di bracconaggio a carico degli esemplari su suolo italiano.

Rachele Trevisi e Milena Klumb sono impegnate in questi giorni nell’avvio del processo di imprinting dei 14 pulcini di Ibis eremita presso lo zoo di Vienna. Qui rimarranno fino al 35° giorno di vita dei piccoli, quando questi saranno in grado di iniziare la fase di addestramento al volo nei pressi di Salisburgo. Proprio grazie all’imprinting e ai 3 mesi di addestramento, in agosto i giovani Ibis seguiranno le due “mamme adottive” a bordo dell’ultraleggero durante la Migrazione Guidata dall’Uomo. Così memorizzeranno la rotta di migrazione che li condurrà al caldo dell’Oasi di Orbetello prima dell’inverno. Poi in primavera, gli uccelli dovranno percorrere autonomamente in senso inverso la rotta, dimostrando di averla acquisita per tornare al fresco del nord.

A quel punto il lavoro dei “genitori adottivi” sarà concluso e gli Ibis eremita saranno in grado di tornare a popolare i cieli d’Europa.