Usa: bruciano i Parchi nazionali di Yosemite e Yellowstone. Appello di Sierra Club a non ridurre le spese per l’ambiente

[23 agosto 2013]

Nuvole di fumo nero oscurano i due parchi nazionale più famosi degli Stati Uniti d’America: Yosemite e Yellowstone.  Nel Yosemite National Park, in California, un gigantesco ed incontenibile incendio ha divorato  54.000 acri di foresta, minacciando case e campeggi e costringendo centinaia di persone ad abbandonare le loro abitazioni. Anche la fornitura d’acqua di San Francisco è a rischio, dato che la fuliggine dell’incendio sta soffocando l’Hetch Hetchy Reservoir.

Si tratta di uno dei più grandi degli oltre  50 incendi che imperversano nel west, dall’Arizona all’Alaska, e che stanno devastando anche grandi aree dello Yellowstone National Park.

Michael Brune, direttore esecutivo di Sierra Club, la più grande e diffusa associazione ambientalista statunitense, ha lanciato un drammatico appello: «I nostri Parchi e luoghi selvaggi sono a rischio. Stiamo vivendo uno delle peggiori stagioni degli  incendi della storia. È già costata la vita a 19 vigili del fuoco in Arizona e innumerevoli altre vite sono in bilico. Ma, mentre i fondi per la lotta contro gli incendi si prosciugano, l’ U.S. Forest Service vuole togliere soldi alle azioni di conservazione essenziali come il “brush” e la rimozione di carburanti pericolosi, che aiutano a prevenire gli incendi. La realtà è che abbiamo bisogno di risorse per  i nostri vigili del fuoco e di continuare i nostri sforzi per la conservazione della natura».

Sierra Club e i suoi  2,1 milioni di soci e sostenitori stanno conducendo una dura lotta perché non vengano tagliati i finanziamenti per la salvaguardia dell’ambiente ed hanno avviato la raccolta di firme sotto una petizione  presentata come «l’ultima linea di difesa tra le catastrofi, sia naturali che artificiali, e luoghi simbolo come Yosemite e Yellowstone».

L’associazione chiede a tutti di «proteggere i nostri Parchi e di dimostrare a Washington che facciamo parte di una forza da non sottovalutare». Brune conclude: «Gli scienziati hanno detto che disastri come questi potrebbero diventare la “nuova normalità”, causati dalle temperature in aumento, dal precoce scioglimento delle nevi e dalla siccità. E potrà  solo peggiorare con maggiori disagi climatici. Ecco perché noi non stiamo solo lavorando ora per proteggere le comunità ed nostri luoghi più preziosi dalle minacce immediate, stiamo anche lottando per un futuro che metta fine alla nostra dipendenza dai da combustibili fossili  che distruggono il clima e difendendo l’energia pulita come il vento, l’acqua ed il solare. Non c’è tempo da perdere».