La cosa più rischiosa è mordere la preda… e potrebbero esserci degli scrocconi

I vampiri possono insegnarci qualcosa sull’economia dell’amicizia (VIDEO)

I pipistrelli vampiro rigurgitano il sangue nella bocca di parenti e amici affamati

[1 giugno 2017]

ll pipistrello vampiro, che non ispira certo un afflato di solidarietà e che consideriamo una solitaria e pericolosa creatura notturna associata al mito di Dracula e degli altri vampiri,  potrebbe invece insegnarci molto sulla condivisione. E’ quanto emerge dallo studio “Social bet-hedging in vampire bats” pubblicato su  Biology Letters da Gerald Carter dello Smithsonian tropical research institute (Stri), da  Damien Farine del Max-Planck-Institut für Ornithologie e Gerald  Wilkinson dell’università del Maryland che hanno osservato come i pipistrelli vampiri fanno amicizia e condividono il cibo.

Secondo Carter lo studio ha reso possibile «comprendere alcuni fatti evolutivi sull’amicizia che potrebbero applicarsi al di là del mondo dei pipistrelli e sangue».

Ogni notte il team di Carter controlla il comportamento di pipistrelli vampiro in cattività allo Stri di Panama a Gamboa, ma per anni Cate ha studiato anche i pipistrelli vampiri in natura.

In natura i pipistrelli vampiri, originari del Centro e Sud America, si nutrono esclusivamente di sangue di animali vivi e se restano 48 ore senza fare un pasto muoiono. Ma hanno una strategia per rimanere in vita quando il cibo scarseggia: possono rigurgitare di sangue nella bocca di un altro vampiro, ma non lo fanno per chiunque: chi ha fatto un pasto abbondante lo condivide solo con la sua  famiglia e gli amici.

Carter tiene un pipistrello in una gabbia separata e senza potersi alimentare e al ritorno degli altri pipistrelli dal foraggiamento osserva se sono disposti a nutrirlo.

Il ricercatore spiega che «I pipistrelli vampiro  tendono ad avere relazioni molto forti con le loro madri, le figlie e altri parenti stretti». Quindi questi chirotteri investono  nelle relazioni attraverso la cura e si appendono accanto per riposarsi, creando gruppi familiari affidabili che, quando necessario, condividono il cibo.

Allo Smithsonian ricordano che «L’atto di alimentarsi è intrinsecamente più pericoloso per vampiri che, per esempio, per i pipistrelli della frutta»: i vampiri devono cercare animali addormentati e utilizzano la loro capacità di percepire il calore per capire il posto migliore dove mordere. Quel morso è rischioso. Se fa male, l’animale potrebbe reagire.

Per manipolare i pipistrelli Carter di solito indossa un guanto,  ma una volta è stato morso sulla mano nuda mentre cercava di impedire a un vampiro di fuggire e spiega che il morso è «Sorprendentemente non doloroso. I denti sono molto taglienti. E’ un piccolo graffio che poi sanguina così tanto per la dimensione della ferita».

Infatti gli incisivi dei pipistrelli vampiro d sono piccoli rasoi. Ma questi mammiferi vlanti hanno anche una caratteristica eccezionale rispetto agli altri chirotteri  possono atterrare e procedere a salti o strisciando  lentamente come un ragno, fino a raggiungere le zampe di un cavallo o il fianc di un maiale che dormono: se il loro morso facesse male verrebbero facilmente uccisi da un calcio e da un movimento dii  questi grossi animali, invece un morso indolore e un sanguinamento estremamente veloce consentono ai vampiri di poter fuggire via dal pericolo velocemente.

I ricercatori sottolineano che «I pipistrelli vampiri si sono evoluti in un mondo molto diverso da quello di oggi». Nel Centro e Sud America una volta viveva una grande comunità di megafauna e per i vampire era facile alimentarsi su enormi animali a sangue caldo come mastodonti,  gomphotheriidae , bradipi giganti,  armadilli giganti e  toxodons, ma quando queste grosse e calde riserve di cibo ambulante hanno cominciato a estinguersi rapidamente circa 15.000 anni fa, i pipistrelli si sono dovuti adattare agli esseri umani e poi ai bovini, cavalli, maiali e polli portati dai colonizzatori spagnoli.

I vampiri non succhiano mai sangue sufficiente ad uccidere gli animali che mordono, al contrario, sviluppano le preferenze specifiche per i singoli animali sui quali torneranno a nutrirsi più volte: possono scegliere una mucca fin una mandria di decine di capi.

Se un giovane pipistrello vampiro non riesce a trovare un animale che dorme per nutrirsi e sua madre è morta ho ha scelto una posatoio diverso per passare la notte, sarebbe meglio che avesse alcuni amici sui quali ripiegare per chiedere un favore. Ma non tutti i pipistrello hanno molti amici. Carter ha scoperto che  dei pipistrelli possono averne di più e altri meno e che pipistrelli non imparentati tra loro possono stabilire amicizie tra loro.

All’interno delle colonie di vampiri si creano relazioni così complicate che  Carter dice: «E’ come una soap opera», ma è convinto che «Ci sia un reale vantaggio per fare amicizia, ma tale vantaggio viene osservato solo quando un pipistrello muore di fame e non può chiudere alla famiglia. Sicuramente, lo guardo da un punto di vista economico. L’idea alla base di questo lavoro è come fa un pipistrello prendere una decisione sul numero di relazioni che crea e sulla forza di queste relazioni? L’idea che mi sono fatto è che se la tua mamma è  l’unico partner per la condivisione di cibo e lei muore, o non è lì quando hai bisogno di lei, allora sei fregato. Quindi non si dovrebbero  mettere tutte le uova nello stesso paniere. E’ come per le scorte. Si dovrebbe diversificare». E’ attraverso l’amicizia e la condivisione che i pipistrelli vampiro riducono al minimo i rischi dovuti alla mortalità dei singoli individui.

Anche altri scienziati hanno  cercato di studiare  l’economia dell’amicizia, ma utilizzando per lo più primati, che però devono essere addestrati per poter partecipare a uno studio come quelli che prevedono di premere un pulsante per dare da mangiare a un primate in una gabbia adiacente, riducendo al tempo stesso il proprio cibo a disposizione.

«Tutto rientra nel contesto della formazione . sottolinea Carter. Si potrebbe pensare che si stia testando la cosa A, ma in realtà si sta dimostrando la cosa B.. . questi esperimenti, anche se interessanti, tendono a non risolvere le controversie».

Allo Smithsonian sono convinti che «L’opportunità unica che offrono i pipistrelli vampiri è duplice. In primo luogo, il fatto che la fame può diventare così rapidamente acuta. In secondo luogo, il fatto che rigurgitano naturalmente il sangue per gli altri pipistrelli senza addestramento. Non c’è alcun dubbio su ciò che i pipistrelli stanno facendo. Ci vogliono uno o due mesi di interazione regolare e di grooming tra due pipistrelli vampiri non imparentati prima che sia probabile che uno sia disposto a nutrire l’altro in crisi».

Prima di rimettere in libertà i loro pipistrelli vampiri, Carter e il suo team sperano di imparare altre cose da questi incredibili animali. Carter ha descritto un altro concetto economico – “producer-scrounger dynamics” – che i ricercatori Stri  vorrebbero studiare con pipistrelli vampiri.

«La cosa più difficile è dare il morso», spiega ancora Carter, e qualche pipistrello scroccone potrebbe preferire non correre rischi e farsi alimentare da amici e parenti.  Inoltre i pipistrelli vampiro sembrano alimentarsi su ferite prodotte da altri esemplari, approfittando del sangue che scorre «A volte vediamo fino a sette pipistrelli che si alimentano da un morso», conclude Carter.

E anche questa, se ci pensate, è economia dell’amicizia, crudele e meravigliosa come la natura, ma solidale.

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  • Philadelphia Zoo Vampire Bats Demonstrate Togetherness