Veneto, i sindaci contrari alla riduzione dell’80% del Parco dei Colli Euganei

Zanoni (PD), Brusco (M5S), Guarda (AMP): Daremo battaglia contro l'attacco ai Parchi regionali del Veneto sosterremo le istanze degli amministratori locali.

[9 dicembre 2016]

Il 12 dicembre in Consiglio regionale del Veneto partirà l’esame del Pdl 194, cioè il cosiddetto “Collegato alla legge di stabilità regionale 2017” sul bilancio che al suo interno contiene numerose norme che mettono in discussione diverse tutele ambientali del Veneto.  Nella proposta avanzata da Fratelli d’Italia e appoggiata dalla Lega Nord e dal centro-destra, l’articolo 37 prevede il passaggio dell’Arpav alla Sanità, l’art.47 premia i comuni che non si sono dotati di Piano di Assetto del Territorio e che hanno ancora i vecchi Piani Regolatori,  l’art.49 trasforma il Parco dei Colli Euganei in uno spezzatino riducendone la superficie di oltre l’80%, l’art.59 prevede l’edilizia “creativa” con case su alberi, fiumi e palafitte, l’art.61 demolisce ogni tutela ambientale prevista dalla legge sulle cave, l’articolo 62 prevede il “contenimento” della fauna selvatica in ottica venatoria.

Dopo l’allarme lanciato da Legambiente, si è sviluppato un intenso dibattito politico e istituzionale sul futuro del Parco regionale dei Colli Euganei  e oggi intervengono ancora i consiglieri regionali Andrea Zanoni (Partito Democratico), Manuel Brusco (Movimento 5 stelle) e Cristina Guarda (gruppo Moretti presidente- Amp), che avevano già dato battaglia in Commissione.

«In merito alla proposta di riduzione del Parco dei Colli Euganei di circa l’ottanta per cento della sua superfice, proposta dal consigliere Berlato e sottoscritta dai capigruppo Finco, Rizzotto, Barison e Guadagnini – dicono i tre esponenti dell’opposizione – registriamo con favore la contrarietà della quasi totalità dei sindaci dei comuni interessati, contrarietà che smentisce quanto affermato dal proponente in merito all’accoglimento da parte dei territori della sua proposta. Sarà nostra cura ed impegno rappresentare questi sindaci, indipendentemente dalla loro collocazione politica anche non corrispondente alla nostra, durante i lavori d’aula che partiranno il prossimo lunedì, cercando, anche attraverso una nutrita azione emendativa, di contrastare o limitare i danni dell’indecente attacco al Parco colli» .

In un comunicato congiunto Zanoni,  Brusco e Guarda sottolineano che «La posizione dei sindaci conferma che il modo di arrivare alla modifica di questa legge, senza audizioni delle parti nella commissione competente ovvero la Commissione Ambiente di cui facciamo parte,  è scorretto e motivo di violazione dello statuto della Regione Veneto che prevede invece la partecipazione del pubblico, dei territori, delle categorie nel processo di formazione delle leggi del Veneto. Berlato sfrutta il problema dei cinghiali, che nel comprensorio del Parco è molto sentito, come un grimaldello per aprire la porta a interventi di enorme portata. Temiamo che questo sistema, che viene utilizzato proprio in questi giorni anche dal consigliere Stefano Valdegamberi per mettere le mani sul Parco della Lessinia, possa diventare parte di una strategia ad ampio raggio per cambiare volto alle aree protette del Veneto, parco del Sile compreso. I parchi possono e devono essere anche un’opportunità economica per i territori come avviene nel resto dell’Unione Europea attraverso il turismo ecocompatibile ci sono circa un milione e mezzo di addetti che lavorano grazie proprio alle aree di Rete Natura 2000».

Zanoni aggiunge «Considerato che il pretesto  utilizzato per la demolizione del parco sono i danni prodotti dai Cinghiali trovo sia corretto ricordare che non sono una specie autoctona ma frutto di irresponsabili immissioni venatorie a scopo di caccia, perciò a pagare per questi danni non dovrebbero essere gli agricoltori e i residenti ma i cacciatori. Con questo emendamento di Berlato,  sottoscritto anche Finco (Lega), Guadagnini (venetista), Rizzotto (Lista Zaia) e Barison (Forza Italia), viene anche a galla la vera natura della caccia e delle associazioni venatorie che a parole si professano amanti della natura, sentinelle dell’ambiente, difensori della biodiversità,   ma che in realtà dell’ambiente non gliene importa un fico secco e sono pronte a sacrificarlo pur di entrare e sparare a tutto, ad una cinquantina di specie diverse, altro che Cinghiali!»

Secondo il consigliere regionale PD, «Complice di tutto ciò è il Governatore Zaia che a parole si professa difensore dell’ambiente ma nei fatti manda avanti i suoi capigruppo in regione Finco e Rizzotto per fare il lavoro sporco, guardandosene bene dal dire qualcosa su questa proposta indecente. Comunque vada in Consiglio daremo filo da torcere per portare a galla questa vergognosa manovra del collegato che minaccia molte norme di tutela ambientale ed un intero parco che comprende ben 13 comuni, difendendo anche quei sindaci di centrodestra che hanno dichiaratamente manifestato la contrarietà al disegno di Berlato e compari di maggioranza, anche con il deposito di diverse decine di emendamenti».