Consiglieri PD, M5S e AMP: roba da America Latina

Il Veneto vuole aprire la caccia nel Parco dei Colli Euganei. Legambiente: «Zaia blocchi l’emendamento Berlato»

«Un regalo ai cacciatori primi responsabili della sovrappopolazione di cinghiali»

[3 dicembre 2016]

«Mentre l’Italia è assorbita dal dibattito sul referendum costituzionale – denunciano Luigi Lazzaro presidente regionale di Legambiente Veneto, e Antonio Nicoletti responsabile nazionale aree protette del Cigno Verde –  in Veneto c’è chi tenta l’ennesimo colpo di mano ai danni dell’ambiente e della natura protetta. Il consigliere Berlato non smentisce la sua vocazione filo venatoria, e nell’indifferenza di tanti suoi colleghi, ha presentato in Consiglio regionale un emendamento alla legge di stabilità che mira a ridurre di due terzi la superficie del Parco dei Colli Euganei, aprendo così la caccia nei territori esclusi dal perimetro protetto. Un regalo ai cacciatori-elettori, primi responsabili della sovrappopolazione di cinghiali nelle campagne del Veneto che, subdolamente, viene inserito in un emendamento al collegato alla “finanziaria’ regionale”.  La legge di stabilità regola la politica economica della Regione attraverso misure di finanza pubblica e di politica di bilancio ed è attualmente in discussione al Consiglio Regionale del Veneto e  l’emendamento di Berlato non c’entra niente con la materia economica ed è al di fuori di ogni politica ambientale, agricola o territoriale, ma approfitta di questo contenitore per dare una coltellata alle spalle alle politiche ambientali regionali».

Il Consigliere regionale del Veneto Sergio Berlato (Fratelli d’Italia-AN-MCR) conferma l’approvazione da parte della Terza Commissione consiliare che presiede di «una serie di emendamenti al collegato alla Legge di stabilità regionale 2017, in forza dei quali alcune competenze finora delegate alle provincie torneranno di competenza della Regione. Ci riferiamo in particolar modo a materie come caccia e pesca ed alle relative funzioni di vigilanza. Il nostro obiettivo è di migliorare la gestione di queste competenze e di creare un servizio di vigilanza regionale che possa valorizzare le professionalità degli agenti della Polizia sinora operanti alle dipendenze delle province, enti oramai in disarmo per effetto delle decisioni del governo nazionale.Dopo l’approvazione da parte delle competenti Commissioni regionali, il Consiglio regionale del Veneto approverà in via definitiva questi provvedimenti entro il mese di dicembre 2016, decisione che favorirà una rapida attuazione delle nuove normative regionali al fine di migliorare i servizi resi ai cittadini veneti».

Cosa sta davvero succedendo lo spiega meglio il consigliere regionale del Gruppo Zaia Presidente,  Luciano Sandonà: «Grazie ai tre emendamenti depositati ed approvati ieri in Terza Commissione consiliare, daremo una risposta concreta alle problematiche che interessano il Parco Colli Euganei. Con i tre emendamenti al Collegato alla Legge regionale di Stabilità 2017 diamo alla Giunta regionale gli strumenti necessari per regolare i disequilibri faunistico- ambientali all’interno del Parco Colli Euganei, attivando iniziative di contenimento della popolazione degli ungulati, che sempre più spesso causano gravi danni alle produzioni agricole, ittiche e zootecniche. La Giunta regionale potrà concedere al Parco Colli Euganei contributi per la predisposizione e le gestione di Piani ordinari ed integrati per il controllo e il contenimento dei cinghiali. Con gli altri due emendamenti si va a regolamentare le aree contigue di pre-parco, stabilendone la relativa disciplina, sempre d’intesa con l’Ente Parco e con gli Enti locali. Grazie all’approvazione di questa norma potremmo intervenire per tutelare le produzioni agricole e la loro continuità. Questo ci permetterà di risparmiare le risorse che oggi vengono spese a posteriori per i danni causati a fauna e produzioni agricole».

Una ricostruzione che secondo Legambiente fa acqua da tutte le parti: «Il tentativo di Berlato cancella, nei fatti, la proposta della Giunta regionale di aprire un dibattito sulle politiche delle aree protette che il presidente Zaia ha avanzato con la presentazione di un disegno di legge nel marzo 2016. Con questo emendamento è lo stesso presidente della Giunta Zaia a essere smentito in quanto la proposta della Giunta, condivisibile o meno, prevede che si avvii un dibattito in Consiglio e nella società su come rinnovare il sistema delle aree protette. Per questo chiediamo a Zaia: intende continuare sulla strada del confronto pubblico e politico  o vuole farsi sconfessare dalle furbate del consigliere regionale Berlato ansioso di accaparrarsi i favori di qualche cacciatore? Il presidente Zaia deve intervenire per bloccare l’emendamento taglia-parco che favorisce le lobby dei cacciatori molto vicine a Berlato, e proporre in maniera seria misure per il contenimento della popolazione del cinghiale il cui controllo non può essere demandato a chi, i cacciatori, il problema lo ha creato».

Lazzaro e Nicoletti aggiungono: «Berlato strumentalizza il problema serio dei danni che i cinghiali causano all’agricoltura nel Parco dei Colli Euganei e nel resto del Veneto, fingendosi paladino degli interessi degli agricoltori, dimenticando di dire che la popolazione di cinghiale è presente in Veneto per le continue immissioni fatte dai cacciatori nei decenni passati, e ancor oggi illegalmente effettuate. Soprattutto dimentica di dire che l’interesse dei cacciatori è “aumentare il carniere”, ossia avere sempre più animali da uccidere e non di ridurne il numero, e ciò vale ancor più quando si parla di cinghiale che è fonte di enormi guadagni illegali conseguenti alla vendita delle carne, senza controlli sanitari ed “in nero”. Ridurre i territori dei parchi  significa regalare altre porzioni di territorio alle diffuse conseguenze del bracconaggio e delle azioni illegali del mondo venatorio, incorrere in procedure d’infrazione, bloccare una discussione di merito sul problema del contenimento delle popolazioni di fauna selvatica alloctona e dannosa, senza minimamente diminuire i danni all’agricoltura, e sottrarne controllo e gestione ad un Ente pubblico regionale che invece può perseguire coerentemente piani di controllo effettivi su specie che causano danni alla biodiversità e alle attività agricole».

Inoltre, gli ambientalisti, non sottovalutano «gli altri possibili pericoli per il territorio derivanti da una riperimetrazione del Parco dei Colli Euganei, in particolare per le minori limitazioni alla combustione di Css nei cementifici. Mentre nel resto del Paese ci si appresta a festeggiare i 25 della 394, la Legge Quadro sulle Aree Protette, in Veneto Berlato e la maggioranza consigliare fanno la festa ai parchi ed invitano a festeggiare solo i cacciatori. Non dimentichiamo le altre due proposte imbarazzanti ed indecenti del consigliere-cacciatore: il progetto di legge regionale 182 per punire chi “disturba” caccia e pesca e il progetto di legge statale n. 17 per la depenalizzazione degli illeciti penali in materia di caccia».

Sulla questione sono intervenuti, con una nota congiunta, anche i consiglieri regionali  Andrea Zanoni (PD), Cristina Guarda (AMP) e Manuel Brusco (M5S): «La commissione Ambiente non può esprimersi sull’emendamento Berlato che demolisce il Parco dei Colli, una cosa assurda e gravissima. La nostra richiesta formale affinché il provvedimento passasse anche in Seconda commissione è stata respinta: la presidenza ci ha fatto sapere che non è possibile a causa delle tempistiche ristrette e dei cavilli procedurali, soprassedendo invece sulla scorrettezza della Terza commissione, presieduta dallo stesso Berlato che non doveva né dovrebbe, trattare di ambiente».

Zanoni Guarda e Brusco,  che avevano sottoscritto la richiesta insieme a Stefano Fracasso, Piero Ruzzante (PD), denunciano che «Berlato utilizza i propri poteri e prerogative di presidente per forzare il regolamento, facendo in modo che una importante modifica di una delle leggi ambientali del Veneto, la 38 del 1989 di istituzione del Parco Colli Euganei, passi per l’esame e il voto dalla commissione Caccia e Agricoltura e non dalla commissione Ambiente, presentando all’ultimo minuto un emendamento per approvarselo, bypassando la commissione competente. Si tratta di un evidente conflitto di interessi e un precedente molto pericoloso: se passa questa logica potrà accadere di tutto, norme ambientali approvate in commissione Sanità all’oscuro della commissione Ambiente e viceversa. È una grave scorrettezza da parte di Berlato e di tutti i consiglieri che hanno sottoscritto l’emendamento, mancando di rispetto ai commissari di opposizione e maggioranza, privati delle proprie prerogative. Pensavamo di aver visto tutto il peggio in commissione Ambiente dove nel collegato alla Legge di stabilità invece di adottare gli aggiustamenti e i recepimenti a nuove norme nazionali e comunitarie sono passate norme utili a demolire i pochi vincoli di tutela ambientale della legge sulle cave, la 44 del 1982, a consentire in deroga case sugli alberi, lungo i fiumi, nelle aree naturali e a eliminare l’obbligo per i Comuni ritardatari di abbandonare i vecchi PRG per dotarsi dei PAT (Piani di assetto del Territorio). Invece con questo golpe del consigliere di Fratelli d’Italia si va oltre. Naturalmente in Aula sarà battaglia perché non si può cancellare un Parco come quello dei Colli senza applicare le norme previste dallo Statuto della Regione Veneto che prevedono la partecipazione e il coinvolgimento delle categorie economiche interessate, delle associazioni, dei cittadini, dei residenti. Questa legge se passerà in consiglio creerà dei danni anche economici ai produttori di prodotti tipici locali, al turismo locale e a tutto quel tessuto economico che negli anni si era sviluppato grazie al Parco naturale. Condanniamo perciò questo modo di gestire i lavori delle commissione e del consiglio, anche per altri fatti accaduti recentemente, che è da regime dell’America Latina».

Zanoni spiega che «L’emendamento riguardante i Colli Euganei, presentato in Terza Commissione consiliare dal Presidente Berlato, sottoscritto da Finco, Guadagnini e Barison, significa solo una cosa: demolizione della Legge sul Parco, la cui superficie verrebbe ridotta di circa l’80%. È, questo, un indecente colpo di spugna, che non può passare inosservato: il succitato emendamento doveva essere presentato in Commissione-Ambiente. Vogliono trasformare gran parte delle attuali “aree-parco” in aree “contigue pre-Parco”. In realtà Berlato, con la scusa dei cinghiali, vuole aprire il Parco al cemento, alla speculazione edilizia, alle cave. Questo è solo il grimaldello. Prima, i cacciatori hanno immesso per scopi venatori una specie alloctona, i cinghiali, che non fa parte dell’ecosistema dei Colli, e adesso si ergono a paladini dell’agricoltura. I danni causati dai cinghiali andrebbero pertanto imputati a loro. Questa è l’ennesima dimostrazione che la caccia crea danni alla biodiversità e all’agricoltura. E pensare che nel Collegato-Agricoltura, Berlato e la maggioranza leghista, la scorsa estate, hanno bocciato un mio emendamento che sanzionava chi immetteva cinghiali in ambiente, come previsto dal Collegato approvato in Parlamento. E’ un provvedimento, questo, che spiana la strada, dopo i cacciatori, a cementificatori e cavatori, nonché ai cementifici che avranno carta bianca nel bruciare i rifiuti Css. È un vero e proprio assalto al Parco, che va fermato. Eventuali modifiche possono essere fatte solo seguendo un processo partecipativo, con audizioni e coinvolgimento dei residenti e delle categorie interessate».

Secondo Brusco, «Berlato non vede al di là del mirino del suo fucile e non sa quali conseguenze potrebbero scaturire per il Parco a causa del suo emendamento. I cinghiali sono solo un grimaldello. Il problema esiste ed è causato da una pessima gestione dell’emergenza che si è protratta nel corso degli anni, ma i cinghiali sono solo una scusa per ridurre il Parco e aprire sostanzialmente la caccia nelle zone “pre-parco” e contigue. Probabilmente Berlato, che non vede oltre il mirino del proprio fucile, non si accorge che con la liberazione delle doppiette apre in realtà la porta anche al cemento e alle escavazioni. Due argomenti delicatissimi che erano stati bloccati proprio grazie al Parco».

Il consigliere regionale M5S rocorda che «“Da settimane  lanciamo l’allarme del tentativo in atto di devastare il Parco, e non appena abbiamo preso visione del Progetto di Legge di Berlato ci siamo subito mossi come Movimento Cinque Stelle, avvertendo associazioni e residenti del territorio di cosa potrebbe succedere se passasse questo provvedimento. Provvedimento che, peraltro, va a cozzare contro il Progetto di Legge sui Parchi che sta portando avanti la Giunta regionale. Berlato ci dirà che l’Ente Parco è un carrozzone, e questo è sicuramente vero, ma lo è per colpa di una politica che in vent’anni non ha saputo farlo funzionare. E proprio Berlato, che è in politica da qualche decennio, dovrebbe porsi qualche interrogativo in merito». Sulla questione dei cementifici,  il Movimento Cinque Stelle annuncia battaglia: «Berlato sottovaluta la situazione del settore del cemento; l’esistenza del Parco potrebbe limitare le emissioni e il tipo di combustibile utilizzato, come sta accadendo proprio ora a Monselice. Il Parco deve essere una risorsa, non un vincolo. In Europa, i Parchi sono l’occasione per ripensare a nuove forme di economia e lo potrebbe diventare anche il Parco regionale dei Colli Euganei. Proprio in questi giorni, il territorio sta portando avanti due progetti, quello del “bio distretto” e quello del “Mab Unesco”, che sarebbero azzerati dalle follie del progetto presentato da Berlato».

Anche il consigliere regionale Graziano Azzalin (PD), evidenzia che «Mentre i sindaci si riuniscono a Torreglia per presentare la candidatura Mab (Man and the Biosphere) dell’Unesco per Colli Euganei, Terme e Bassa padovana, la Maggioranza in Consiglio regionale fa loro un gran regalo, approvando un emendamento che va a scardinare la Legge sul Parco dei Colli: un tempismo davvero perfetto. Proprio una bella cartolina per chi si sta impegnando a valorizzare il proprio territorio. È un fatto gravissimo, compiuto senza che sussista alcun presupposto tecnico-scientifico alla base della scelta, facendo carta straccia di ogni processo partecipativo che coinvolga le comunità locali. L’emendamento al Collegato al Bilancio, presentato dal consigliere Sergio Berlato (FdI-AN-MCR), di fatto, cancella senza nessun criterio l’area del Parco. Con la scusa di ridurre la presenza dei cinghiali si apre alla devastazione del territorio: nessuno nega che sia necessario un Piano di contenimento della fauna selvatica, e infatti abbiamo chiesto più risorse, ma non si può approfittare di questa situazione in maniera surrettizia per cancellare il Parco dei Colli. E’ inammissibile che la Maggioranza lasci tutto in mano a una sola persona, il consigliere Berlato, senza che avvenga una minima condivisione con le comunità locali. Ancora una volta, si usano due pesi e due misure: sul Parco interregionale del Delta, la Regione si mette di traverso ipotizzando il rischio di decisioni prese da Roma, che taglierebbero fuori il territorio, senza il cui parere non accetterebbe nessuna modifica, mentre, in questo caso, ogni percorso di partecipazione viene precluso». E’ incredibile che l’Assessore regionale Corazzari, a nome della Giunta, appena due giorni fa abbia fatto passerella in occasione dell’annuncio della candidatura per la Mab-Unesco, quando poi in realtà è d’accordo con un simile scempio. La Maggioranza, con questa decisione, ha di fatto aperto un’autostrada, visto che il consigliere regionale Valdegamberi (Gruppo Zaia Presidente) si appresta a presentare un provvedimento analogo per il Parco della Lessinia».