Verso il commissariamento dell’Ente Parco Nazionale dell’Appennino Lucano

Legambiente: «Sarebbe una decisione giusta e l'unica utile. Il Parco ha bisogno di una nuova partenza»

[8 dicembre 2018]

«Con soddisfazione apprendiamo da organi di stampa che il Ministro dell’Ambiente avrebbe finalmente proceduto all’azzeramento dell’attuale governance del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano. Sarebbe il passo necessario per aprire la strada all’unica prospettiva utile in questo momento oltre che opportuna, per questo sventurato Ente, quella del commissariamento». A dirlo con una dichiarazione congiunta sono Antonio Lanorte, presidente Legambiente Basilicata,  Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette e biodiversità del Cigno Verde, e Ennio Di Lorenzo, presidente Circolo Legambiente Val d’Agri, che aggiungono: «Non esiste infatti a nostro parere altra soluzione che affidarsi ad un commissario per sancire una discontinuità necessaria rispetto a 10 anni di gestione sconsiderata dell’Ente Parco. Un decennio in cui è davvero difficile trovare qualcosa da salvare tra le politiche, le azioni e gli strumenti messi in campo dal Parco, perché anche i progetti teoricamente più coerenti con le finalità di un Ente Parco approvati in questi anni, non sono mai stati inquadrati nell’ottica di una reale strategia complessiva di conservazione della biodiversità e di promozione della sostenibilità, quanto piuttosto sono stati utilizzati come azioni di “distrazione di massa”. Pertanto le azioni conseguenti sono risultate fini a se stesse, non implementando concretamente un qualsivoglia sistema di supporto alle decisioni. Inoltre le risorse economiche impegnate in azioni concrete di conservazione o di educazione ambientale hanno  rappresentato una quota assolutamente residuale rispetto a quanto speso per progetti scellerati o anche solo per l’ordinaria, e per nulla oculata, gestione amministrativa.

Lanorte, Nicoletti e Di Lorenzo fanno appello, «in primis ai componenti del vecchio Consiglio Direttivo, ma anche a tutti i sindaci del Parco, a prendere pubblicamente le distanze da coloro che hanno, fino ad oggi, gestito l’Ente, per non essere additati come complici di un fallimento» e concludono: «Attendiamo con fiducia che il Ministro Costa nomini nella funzione di Commissario una personalità di assoluta competenza, esperienza ed affidabilità ma anche dotata di autorevolezza e indipendenza. Qualcuno in grado di traghettare il Parco dell’Appennino Lucano fuori dal guado in cui è caduto».