Verso l’istituzione dell’area marina protetta a Capri. Oggi incontro al ministero

I sindaci di Capri e Anacapri: «Insostenibile sovraccarico di barche e turisti, il nostro mare va tutelato»

[28 marzo 2018]

Oggi i sindaci di Capri Gianni De Martino e di  Anacapri Franco Cerrotta sono stati convocati dal ministero dell’ambiente per riprendere l’iter istitutivo dell’Area marina protetta Isola di Capri.

Un iter riavviato grazie anche alla conferenza “Area Marina Protetta Isola di Capri: Proposte per il rilancio dell’iniziativa!” organizzata il 17 dicembre 2017 da Legambiente e Capri Excellence in collaborazione proprio con i due Comuni dell’Isola.

Nabil Pulita di Legambiente Isola di Capri sottolinea che «E’ nostra intenzione non fermarci convinti che l’istituzione della Amp di Capri sia un decisivo passo per salvaguardare Capri ed i capresi, dando prospettive serie e concrete di valorizzazione ambientale, sociale ed economica. Altresì vogliamo sottolineare che ormai è più che maturato il percorso istitutivo anche attraverso incontri con i cittadini, con tutte le associazioni isolane, riunioni con le categorie e non ultimo la Consulta del Mare isolana. Oggi la maggioranza della popolazione dell’Isola di Capri è favorevole a questa prospettiva come soprattutto le amministrazioni locali di Capri ed Anacapri ed i loro programmi, alle quali noi vogliamo dare tutto l’apporto, serio e qualificato, per questo importante traguardo».

Si tratta di una svolta perché l’iter istitutivo dell’Amp era stato bloccato bruscamente proprio da pressioni politiche localistiche.  Ma nelle scorse settimane i primi cittadini erano tornati a esercitare il loro pressing sul governo centrale, indirizzando al Ministero dell’Ambiente una nota con la quale definivano l’istituzione dell’Area un “argomento di improcrastinabile definizione in quanto è ben nota la situazione delle coste dell’isola che, soprattutto nel periodo estivo, sono oggetto di un insostenibile sovraccarico causato proprio dalla carenza di norme regolamentari che possono disciplinare l’uso e la tutela del mare che circonda Capri”.
In particolare, De Martino e Cerrotta, eletti in due liste civiche, a febbraio avevano chiesto «un sollecito incontro con il Ministero per concordare le procedure da riattivare per completare il percorso», ricordando che la legge istitutiva delle Aree marine prevedeva la costituzione dell’Area Marina Protetta “Penisola della Campanella – Isola di Capri”. Alla fine venne istituita solo l’Amp di Punta Campanella e Capri rimase fuori.

I due sindaci capresi hanno definito l’istituzione dell’Amp  un «argomento di improcrastinabile, in quanto è ben nota la situazione delle coste dell’isola che, soprattutto nel periodo estivo, sono oggetto di un insostenibile sovraccarico causato proprio dalla carenza di norme regolamentari che possono disciplinare l’uso e la tutela del mare che circonda Capri».

Nella nota inviata al ministero De Martino e Cerrotta chiedevano «un sollecito incontro con il Ministero per concordare le procedure da riattivare per completare il percorso» interrotto perché «la legge istitutiva delle Aree marine prevedeva la costituzione dell’Area Marina Protetta “Penisola della Campanella – Isola di Capri”. Un’idea che a seguito delle varie considerazioni sulla opportunità di istituire un’area che coinvolgesse due realtà “marine” sostanzialmente diverse per caratteristiche geografiche, sociali e turistiche», fu respinta.

Ma i sindaci ricordano che da quel fallimento è partita «una iniziativa per valutare la possibilità di individuare un progetto esclusivo per l’isola di Capri» e ricordano che «Tra le ragioni che non consentirono, all’epoca, di proseguire veniva evidenziata l’impossibilità da parte del Ministero di sostenere oneri finanziari necessari all’avviamento del progetto e quantificati in almeno 200 mila euro». Insomma, si trattava di soldi, ma ora il problema sembra superato: nella lettera inviata al ministero i due Sindaci sottolineano che «Le amministrazioni manifestarono e ribadirono la volontà a definire l’iniziativa, dando anche disponibilità a sostenere direttamente gli oneri economici attraverso i proventi del contributo di sbarco. Tra l’altro i due Comuni già si dotarono degli studi socio-economici, di una bozza di zonizzazione, delle ipotesi di Consorzio e del relativo statuto che sicuramente costituiranno una base di lavoro indispensabile a dare una più immediata definizione dell’iniziativa».

Qunindi l’annosa questione dell’Amp di Caori potrebbe sbloccarsi alla vigilia della nuova stagione turistica dando ulteriori gambe alla proposta di un numero chiuso per visitare i luoghi più “delicati” dell’Isola.

Il fronte pro-Amp si è andato mano mano ampliando; oltre a Legambiente e Capri Excellence sono a favore   anche Federalberghi, Ascom,  “Capri è anche mia” e il coordinamento che gestisce la pagina Facebook “Area Marina Protetta: Capri non può più aspettare” e la cui portavoce Anita de Pascale aveva detto a La Repubblica Napoli: «Era il luglio  2015 quando chiedemmo alla amministrazioni comunali, con documento sottoscritto da 24 associazioni, di avviare l’iter per l’Area Marina Protetta. Si è perso molto tempo prezioso, vogliamo azioni concrete e immediate. Noi, a nome della quasi totalità dei cittadini isolani, continuiamo a ribadire la necessità, urgente, di prendere provvedimenti per la salvaguardia del mare di Capri e dei suoi ecosistemi».