I “viaggi” degli scimpanzé favoriscono l’evoluzione della tecnologia

Bipedismo e nomadismo ci hanno fatto diventare esseri umani?

[22 luglio 2016]

Scimpanzé caminata

«Gli scimpanzé che viaggiano più lontano e più a lungo fanno un uso più frequente di strumenti per cercare il cibo». E’ la conclusione, con molte conseguenze, alla quale arriva lo studio “Travel fosters tool use in wild chimpanzees” pubblicato su eLife da un team di ricercatori delle università svizzere di Neuchâtel e di Ginevra. I ricercatori del Laboratoire de cognition comparée dell’Université de Neuchâtel sottolineano che «Proprio come il bipedismo che si è installato durante l’evoluzione, il ricorso a degli strumenti può essere visto come una compensazione dei costi energetici che comportano gli spostamenti».

E’ noto che alcune scimmie, tra le quali gli scimpanzé, utilizzano bastoni o altri strumenti semplici, come spugne di foglie per ripulire il cibo altrimenti inaccessibile, in questo studio i ricercatori svizzeri hanno cercato di capire quali fattori spingono i primati verso queste pratiche.

Il principale autore dello studio, Thibaud Gruber dell’università di Neuchâtel, spiega: «Abbiamo analizzato 7 anni di esperienze sul campo, durante le quali gli scimpanzé dovevano tentare di recuperare del miele dall’interno del tronco di legno (comunemente chiamato ‘honey-trap experiment’). Volevamo sapere fattori esterni spiegano la loro motivazione per partecipare all’esperienza».

Inizialmente, i ricercatori hanno dimostrato che gli scimpanzé orientali (Pan troglodytes schweinfurthii) della Foresta di Budongo, in Ugandasi interessavano veramente al tronco solo sotto una certa pressione ecologica, in caso di mancanza di frutta nelle foreste e quando hanno viaggiato molto per trovare questo cibo. «Questo effetto è tanto più marcato quando la situazione (pochi frutti e molti viaggi) dura più a lungo. Nel caso che ci fisse cibo in abbondanza, o che gli scimpanzé non avessero molto bisogno di viaggiare (come per gli scimpanzé della comunità di Sonso, ndr) l’interesse per il tronco era di meno», dicono i ricercatori.

In un secondo tempo, il team di scienziati svizzeri ha cercato di capire quali fattori spingano direttamente gli scimpanzé ad utilizzare uno strumento, in particolare una spugna fatta di foglie o un bastone per grattare all’interno del tronco. Ed è qui che è arrivata la sorpresa: «Abbiamo scoperto che solo l’effetto del viaggio, e non quello della mancanza di cibo, favorisce l’utilizzo dello strumento. In altre parole, più gli scimpanzé avevano viaggiato nella settimana precedente a loro interazione col tronco, più avevano delle possibilità di utilizzare uno strumento nella loro interazione. Questo suggerisce che esiste un costo energetico immediato dello spostamento che le scimmie potrebbero compensare con l’utilizzo di strumenti».

Gruber evidenzia che «Il ricorso a degli strumenti per compensare lo sforzo del viaggio ricorda la comparsa del bipedismo che è stata messa in atto con un obiettivo simile nel corso dell’evoluzione. Queste due risposte potrebbero essere co-evolute per contenere i costi energetici che variano nel corso del tempo» e aggiunge: «I nostri risultati mostrano che il viaggio stimola l’uso di utensili negli scimpanzé selvatici e può anche essere stato una forza trainante nell’evoluzione tecnologica primitiva degli esseri umani».

Ma su Le Scienze, Red fa notare: «Tuttavia, nello sviluppo dell’uso di utensili è plausibile che esista anche un’influenza di tipo ecologico: la foresta di Budongo ha fornito agli scimpanzé un ambiente ricco e stimolante, che manca invece nella comunità di Sonso. Resta da capire infine se le conclusioni dello studio si possano estendere anche ad altri primati».

I ricercatori svizzeri fanno notare che i parenti più stretti degli scimpanzé e degli esseri umani, i bonobo (Pan paniscus), percorrono all’incirca la stessa distanza media degli scimpanzé di Sonso e usano un insieme di utensili molto simile. I gorilla e la maggior parte degli orangutan usano poco gli utensili per procurarsi il cibo e investono un tempo decisamente inferiore per spostarsi rispetto agli scimpanzé. «L’ultimo termine di confronto sono gli esseri umani – si legge su Le Scienze –  gli ultimi cacciatori-raccoglitori ancora presenti sulla Terra percorrono in media 11,4 – 14,1 chilometri al giorno e, ovviamente, usano molti più utensili di tutte le grandi scimmie».