Virus Zika, 4 casi anche in Italia. Le raccomandazioni della Simit sui sintomi e le cause del contagio

Malattia asintomatica nel 25% dei casi. Massima attenzione per i bambini

[27 gennaio 2016]

Zika

Dopo aver colpito 22 Paesi dell’America Latina, con focolai circoscritti in diverse nazioni quali Egitto, Thailandia, Vietnam, Malesia, Filippine, Uganda, Sierra Leone e negli ultimi anni nel Centro e Sud America, il virus Zika è arrivato in Italia tramite persone che erano state in vacanza in Brasile nel corso dell’ultimo anno. I casi nel nostro Paese sono saliti a 4.

La Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali (Simit) soiega che «Il virus Zika è un membro della famiglia di virus Flaviviridae, del genere Flavivirus, scoperto per la prima volta in Uganda nel 1947, nella foresta di Zika. Il virus è correlato alla dengue, alla  febbre gialla, all’encefalite del Nilo occidentale e all’encefalite giapponese, tutte malattie provocate da virus membri della famiglia dei virus Flaviviridae. Viene trasmesso da numerose zanzare del genere Aedes, soprattutto dalla zanzara della febbre gialla e dalla zanzara tigre. Il virus fu isolato nel 1947 da un Macaco Rhesus nella foresta Zika dell’Uganda e nel 1968 fu isolato per la prima volta in esseri umani in Nigeria».

Antonio Chirianni, presidente Simit e direttore del Dipartimento malattie Infettive ed Urgenze Infettivologiche  cdell’Azienda ospedaliera Ospedali dei Colli “Monaldi-Cotugno-CTO” di Napoli, sottolinea che «La malattia nel 25% decorre in maniera asintomatica. Nella maggior parte dei casi la sintomatologia è lieve manifestandosi con febbricola, esantema, congiuntivite. Al momento il problema più importante è che sembra che ci siano bambini, nati da donne che hanno avuto l’infezione durante la gravidanza, che hanno presentato una microcefalia. L’allerta di oggi infatti è successiva alle raccomandazioni dei CDC americani che consigliano alle donne che desiderano avere un figlio di non visitare quei paesi o di posporre il viaggio».

 Le raccomandazioni attuali prevedono che tutte le persone che presentano febbre nelle 2 settimane successive al rientro da zone endemiche devono essere valutate in un centro specialistico. Utile, per chi si reca in zone endemiche, prevenire le punture delle zanzare coprendo la superficie cutanea quanto più possibile, evitando di esporsi in particolare al tramonto, usando repellenti e dove richiesto anche utilizzando tende. Non esiste alcun vaccino contro il virus Zika né alcun tipo di terapia.

Chirianni ricorda che Il virus viene trasmesso dalle zanzare.  Il virus , inoltre, è presente nel sangue delle persone infette e quindi potrebbe essere trasmesso mediante trasfusioni di sangue  e l’Oms rivela che “il virus Zika è stato isolato nel liquido seminale umano, ed è stato descritto un caso di possibile trasmissione sessuale da persona a persona”».