Vite, temibile infestazione da tignoletta negli Usa: ci pensa Pisa

[13 febbraio 2014]

In un’intervista comparsa recentemente su un giornale californiano, Dave Whitmer, capo storico dell’Agricoltura della Contea di Napa, ha ringraziato sentitamente Andrea Lucchi, ricercatore del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa, per l’aiuto fornito nella difesa dei vigneti di Napa e di altre 9 Contee della California dalle temibili infestazioni della tignoletta della vite, una piccola farfalla nota agli entomologi come Lobesia botrana.

Lo spiega in una nota l’Università di Pisa che aggiunge: «su invito di Vic Mastro, direttore dell’USDA-APHIS, l’ente federale adibito alla salvaguardia dell’agricoltura e delle risorse naturali del Dipartimento dell’Agricoltura statunitense, Andrea è stato l’unico europeo a partecipare ai 5 incontri tenutisi negli USA fino ad oggi».

Tutto è cominciato – continua la nota – nel settembre del 2009 quando in un vigneto della Napa Valley fu segnalata la presenza della tignoletta della vite, un lepidottero originario dell’area mediterranea, le cui larve aggrediscono i grappoli d’uva facendoli marcire e provocando ingenti danni economici. Già nel novembre dello stesso anno, l’USDA-APHIS dette vita ad un gruppo tecnico internazionale chiamando appunto Andrea Lucchi a farne parte. Le attività programmate per contrastare la diffusione della tignoletta non solo in California ma, se non efficacemente contrastata, in tutte le aree viticole degli USA, hanno portato a risultati eclatanti ed inattesi. Nella Napa, ad esempio, dai 99.266 insetti catturati nel 2010 si è passati ai soli 77 del 2012.

«Non possiamo ancora sapere se la tignoletta sarà completamente eradicata dalla Napa Valley e quindi dagli USA, tuttavia i risultati raggiunti lasciano ben sperare, visto che nel 2013 sono stati catturati solo 30 esemplari in tutta la California, a fronte di 50 mila trappole a feromoni installate per tutta la stagione», ha spiegato Andrea Lucchi (Nella foto in gallery) che nel corso di questi anni si è sempre coordinato in Italia con Claudio Ioriatti della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige in Trentino e con Bruno Bagnoli del Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (CRA) di Firenze.

«Per raggiungere il traguardo attuale – ha concluso Andrea Lucchi – è stato fondamentale l’imponente finanziamento erogato dal governo centrale americano (circa 30 milioni di dollari), unito all’efficienza con la quale le agenzie federali e locali – sulle direttive del gruppo tecnico – hanno utilizzato i fondi disponibili per informare e formare i viticoltori e per motivare e coinvolgere le aziende viticole locali».