Vivere su un’isola è una decisione intelligente: gli uccelli isolani hanno cervelli più grandi di quelli del continente

Un cervello grande permette agli uccelli insulari di affrontare meglio delle condizioni ambientali molto instabili

[6 agosto 2018]

Lo studio “Predictible evolution towards larger brains in birds colonizing oceanic islands” pubblicato su Nature Communications da un team di ricercatori catalani, svedesi e canadesi  dimostra che «Le specie di uccelli che vivono nelle isole hanno evoluto cervelli più grandi di quelli dei loro parenti del continente. Una volta colonizzata l’isola, le condizioni insulari hanno favorito la selezione di questa caratteristica per permettere di affrontare meglio i cambiamenti ambientali.

Al Centre de Recerca Ecològica i Aplicacions Forestals (Creaf) di Barcellona che ha guidato lo studio evidenziano che «Le isole hanno alcune particolarità che fanno sì che la vita sia differente da quella del continente. Già fin da Charles Darwin e dai sui fringuelli delle Galapagos, la comunità scientifica ha considerato le isole un laboratorio naturale idoneo a studiare l’evoluzione. Il loro isiolamento in mezzo all’oceano fa in modo che i percorsi che segue l’evoluzione siano prevedibili sino a un certo punto, come per esempio che molti uccelli perdono la capacità di volare»

Lo studio pubblicato su Nature Communications, analizza le dimensioni del cervello di 11.500 individui di 1.900 specie di uccelli, sia insulari che continentali, per cercare di ricostruire i cambiamenti nel cervello che hanno sperimentato negli ultimi 60 milioni di anni. I ricercatori concludono che «Le differenze nella dimensione del cervello sono il rusutato di cambiamenti evolutivi che si sono prodotti dopo la colonizzazione delle isole».

Il principale autore dello studio, Ferran Sayol, del Creaf e dell’Universitat Autònoma de Barcelona, spiega: «Con il nostro studio suggeriamo che la ragione per la quale le specie isolane hanno cervelli più grandi dei loro parenti continentali è che un cervello grande permette loro di affrontare meglio delle condizioni ambientali molto instabili».

Le isole  presentano condizioni ambientali che possono cambiare molto da un anno all’altro, però, a differenza di quel che accade sul continente, gli animali non possono andarsene in un luogo migliore quando le condizioni si deteriorano. Quindi, «Una soluzione è sviluppare un cervello grande che permetta di generare nuovi comportamenti e di cercare nuove fonti di alimenti»-

I ricercatori fanno l’esempio del corvo della Nuova Caledonia (Corvus moneduloides)  che fabbrica strumenti a forma di uncino per estrarre insetti dalle cavità del legno. I ricercatori si sono chiesti se questo intelligentissimo corvo potesse rappresentare un modello più generale e se un ambiente insulare potrebbe, grazie all’abbondanza di opportunità ecologiche e a pochi nemici naturali, essere il luogo perfetto per l’evoluzione delle specie intelligenti.

Il direttore dello studio, Daniel Sol del Creaf e del Csic, conclude: «Un cervello grande è energeticamente costoso e richiede molto p tempo per svilupparlo, però offfre grandi ricompense e noi esseri umani ne siamo un gran esempio: la dimensione straordinariamente grande del nostro cervello ci ha permesso di colonizzare quasi tutte le regioni della Terra».