Voto “storico” a Hong Kong: vietato il commercio di avorio

Il bando sarà applicato gradualmente e sarà totale nel 2021. In Cina divieto dal primo gennaio

[1 febbraio 2018]

Ieri il Consiglio legislativo di Hong Kong ha votato a grande maggioranza per vietare le vendite di avorio in quello che ormai può essere considerato l’ex epicentro del commercio mondiale dell’avorio. I legislatori della Regione amministrativa speciale – ormai in gran parte fedeli a Pechino – hanno approvato il Endangered Species of Animals and Plants (Amendment) Bill 2017, altrimenti nota come Hong Kong Ivory Ban Bill appena un mese dopo che la Cina ha messo ufficialmente fine – il primo gennaio –  a tutte le attività di trasformazione e compravendita di avorio. A Hong Kong la vendita di avorio sarà vietata gradualmente, fino alla cessazione completa nel 2021.

Prima del voto, dei manifestanti si erano radunati di fronte al palazzo del Central Government Offices  di Hong Kong innalzando scritte come “Hai davvero bisogno di bacchette d’avorio?” Gli ambientalisti e gli animalisti hongkonghesi hanno definito il bando progressivo dell’avorio «un’ancora di salvezza per gli elefanti».

L’avorio,  per lo più zanne di  elefanti, viene scambiato nell’ex colonia britannica da oltre 150 anni e Hong Kong è considerata il più grande mercato di avorio del mondo.

L’associazione ambientalista WildAid Hong Kong, dice che la città autonoma cinese nel 1989, quando il commercio mondiale era stato vietato, aveva una riserva di 670 tonnellate di avorio. Quindi, teoricamente, a Hong Kong si sarebbe potuto vendere solo l’avorio risalente a prima di quel periodo, ma gli ambientalisti  dicono che il commercio legale è spesso una copertura per attività illegali. Infatti, nel lluglio 2017, le autorità di Hong Kong hanno dichiarato di aver sequestrato circa 7,2 tonnellate di zanne di elefante, il più grande sequestro d’avorio al mondo. più del 90% dei compratori di avorio di Hong Kong provengono dalla Cina

continentale, che fino ad ora è stata il più grande importatore mondiale di zanne di elefante.

Il commercio a Hong Kong cesserà in tre fasi: subito  ci sarà il divieto di vendita di trofei di caccia e avorio risalenti a dopo il 1975, Convention on international trade in endangered species of wild fauna and flora (Cites; poi sarà incluso nel bando anche l’avorio risalente a prima del 1975; infine, i commercianti saranno obbligati a smaltire le loro scorte entro il 2021.

L’Hong Kong Ivory Ban Bill aumenta considerevolmente le sanzioni per il contrabbando di avorio: ai trasgressori potrebbe essere inflitta una multa di 10 milioni di dollari di Hong Kong (1,3 milioni di dollari), raddoppiando le attuali sanzioni, mentre i trafficanti di avorio potranno finire in galera per 10 anni invece che gli attuali 2.

Gli ambientalisti hanno esultato e Alex Hofford di WildAid ha definito l’approvazione del bando «Un grande momento nella storia della conservazione degli elefanti» e Cheryl Lo, direttrice wildlife crime del Wwf Hong Kong, ha dichiarato che «Il divieto di vendita di avorio con pene più pesanti a Hong Kong dimostra un chiaro impegno per il futuro degli elefanti africani. Ciò contribuirà a invertire la tendenza del bracconaggio di elefanti e del traffico illecito di avorio. Hong Kong è il più grande mercato urbano d’avorio al mondo e un importante snodo di transito per il commercio illegale di specie selvatiche a causa delle basse multe e pene per i trafficanti e di zero procedimenti giudiziari contro i boss del crimine».

Il Wwf Hong Kong ricorda che «La Cina ha chiuso il suo mercato legale di avorio alla fine del 2017. Nel Paese tutto il commercio di avorio è ora illegale, il che avrebbe potuto rafforzare a posizione di Hong Kong come mercato preferito per l’avorio illegale sotto la copertura dei commercianti legali rimasti. Il divieto di Hong Kong contribuirà a smussare questa tendenza. Vi sono anche prove del fatto che i mercati nazionali di avorio in Vietnam, Cambogia, Laos, Giappone e Myanmar stanno sempre più rifornendo compratori provenienti dalla Cina».

Gavin Edwards, diretto conservazione del Wwf Hong Kong, avverte che «Questo è il momento di aumentare piuttosto che diminuire i nostri sforzi. Con sentenze più dure a Hong Kong, le forze dell’ordine dovrebbero assumere un ruolo maggiore negli sforzi congiunti per indagare e perseguire i gruppi criminali della fauna selvatica. Il Wwf invita i governi di tutta l’Asia a seguire l’esempio della Cina e di Hong Kong e a chiudere i loro mercati di avorio».

La parlamentare di Hong Kong, Elizabeth Quat, della filocinese Democratic Alliance for the Betterment and Progress of Hong Kong, ha detto che «il voto segna un grande giorno per gli elefanti, ma i cambiamenti devono essere applicati in modo efficace. Spetta ora alle nostre forze dell’ordine assicurare che il divieto sia attuato correttamente».

Ma alcuni animalisti ritengono  che aspettare fino al 2021 per vietare del tutto la vendita di avorio sia un inutile ultimo regalo ai trafficanti e sottolineano che gli elefanti africani vengono ancora uccisi in gran numero per le loro zanne, visto che il bracconaggio ha fatto diminuire  la loro popolazione di 110.000 esemplari solo negli ultimi 10 anni e che, secondo l’International union for conservation of nature, attualmente in Africa ci sarebbero solo 415.000 animali, secondo l’Unione internazionale per la conservazione della natura.