Cinque vulcani contemporaneamente in eruzione: lo spettacolo della Kamchatka [FOTOGALLERY]

[18 aprile 2014]

La penisola della Kamchatka, che chiude l’Estremo Oriente Russo, può essere definita con tre parole: remota, fredda, ruggente. Una terra di ghiaccio e fuco  con 113 dei 1.550 dei più “giovani” vulcani dell’intero pianeta, 40 a dei quali attivi, sia in eruzione o che potrebbero eruttare presto. 

E’ qui che l’Operational Land Imager (Oli)  montato sul satellite  Landsat 8 della Nasa, il q4 aprile, in un solo sorvolo sorvolando da nord a sulla catena vulcanica,   ha catturato le immagini di ben 5 vulcani contemporaneamente in attività:  Shiveluch, Klyuchevskaya, Bezymjannyj, Kizimen, e Karymsky.

Il più alto del gruppo è il Klyuchevskaya, uno stratovulcano  con un cono simmetrico ripidissimo che raggiunge i 4.750 metri di altezza, ma il più attivo è il Karymsky, altto “solo” 1.536 metri che erutta regolarmente dal 1996.

E’ la tettonica a placche ad aver fatto nascere la Kamchatka ed i suoi  numerosi vulcani sulla penisola di Kamchatka o meglio la placca pacifica si sta lentamente scontrando con la placca di Okhotsk.  La placca pacifica sprofonda e incontra alte pressioni e temperature, si scioglie in magna che si accumula ed alla fine risale in superficie, causando le eruzioni vulcaniche fotografate in seria da Oil.

Ma molto prima della scoperta della tettonica a zolle i popoli che vivno in questo inospitale lembo del mondo hanno cercato di spiegarsi il perché dei  molti vulcani della Kamchatka e del le eruzioni  ed hanno intessuto un ricco arazzo di miti e storie della creazione. Secondo la tradizione Koryak, è stato il dio corvo Kutkh a creare la Kamchatka facendo cadere unasua gigantesca piuma nell’oceano Pacifico.  Poi, alla sua morte, ognuno dei primi uomini generati  divenne una delle montagne della Kamchatka  e molte di queste montagne si ttrasformarono in vulcani perché i cuori di quegli uomini bruciavano di passione per una bellissima donna che Kuth aveva creato all’inizio dei tempi.

E’ l’eterna storia d’amore del pianeta vivente fotografata dal satellite della Nasa sulla piuma innevata del Dio corvo.